Sciolto per infiltrazione camorristica
Castellammare di Stabia, città che non trova pace. Salta il consiglio comunale. Una storia annunciata. Il sindaco Luigi Vicinanza: Auspico che Castellammare non torni nell’immobilismo amministrativo
La città di Castellammare di Stabia dovrebbe essere nota per la sua bellezza, per i suoi scavi archeologici con le sue ville romane, il museo antico, le sue acque, il panorama mozzafiato, ma invece si parla di questa città esclusivamente per il costante legame con la camorra.
Il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri annuncia la decisione presa in relazione alla città delle acque (con fonti chiuse):
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, in considerazione degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell’azione amministrativa, ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia (Napoli), con affidamento della gestione dell’ente a una Commissione straordinaria per la durata di diciotto mesi.
Una notizia che era nell’aria e da un po’ aveva fatto discutere non poco. Già nel gennaio scorso l’eurodeputato Sandro Ruotolo, eletto consigliere comunale per il PD,ì si era dimesso nel momento in cui si era insediata la commissione d’accesso per “verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione del Comune”. Lo stesso PD aveva tolto il sostegno al sindaco Vicinanza che in quella occasione non aveva voluto dimettersi. E questo dato è stato percepito dal sindaco come un elemento di grande amarezza, come racconta nella dichiarazione rilasciata a caldo da Luigi Vicinanza, già giornalista di chiara fama e da oggi ex sindaco della città:
“Nel massimo rispetto della decisione assunta dal Governo, attendo ora di conoscere le motivazioni del provvedimento che ha disposto lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia. Sono convinto di lasciare una città in condizioni migliori rispetto a quelle in cui l’avevo trovata, grazie a un lavoro costante, concreto e silenzioso portato avanti in questi anni. Auspico che Castellammare non torni nell’immobilismo amministrativo che avevo riscontrato al mio insediamento e che ha caratterizzato gran parte degli ultimi vent’anni. Ho sempre sostenuto, e lo ribadisco, che è nei vuoti amministrativi che la criminalità organizzata trova lo spazio per radicarsi. Per questo rivendico la scelta di non essermi dimesso e di aver portato a termine il mandato affidatomi dai cittadini, onorando fino in fondo la fiducia e la speranza che avevano riposto in me. È grazie al loro sostegno se sono rimasto al mio posto, a lavorare, fino all’ultimo minuto. Resta l’amarezza per non aver ricevuto dal principale partito del centrosinistra il sostegno che avrei ritenuto opportuno. Al contrario, ho subìto continui attacchi personali da parte della componente più giustizialista e settaria del Pd guidato da Elly Schlein. Un metodo di delegittimazione che, a mio avviso, è molto lontano da una sana dialettica democratica e dal modo in cui la politica dovrebbe porsi al servizio delle comunità che amministra. Lascio l’incarico di sindaco, che ho avuto l’onore di ricoprire per due anni, con la serenità di aver sempre agito nell’interesse della città, con impegno e senso delle istituzioni”.
Intanto il pensiero di tutti i cittadini va ai progetti dell’ospedale al posto delle vecchie terme e delle terme che ritornano nelle mano di un commissario prefettizio che reggerà la città. Proprio come è già accaduto quando il comune venne sciolto con il sindaco Cimmino nel 2022
Share this content:



Commento all'articolo