“X” Factor Mondiale: la notte in cui hanno pareggiato tutti
Moltissimi si aspettavano quattro partite dall’esito scontato. Invece, tra sorprese e delusioni, i gruppi G e H si sono trasformati nei gironi più equilibrati del Mondiale.
La grande sorpresa del Mondiale: Spagna-Capo Verde 0-0
Il risultato più clamoroso arriva da Atlanta, dove la Spagna campione d’Europa non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 contro l’esordiente Capo Verde, autore di una prova difensiva straordinaria. Con il potenziale offensivo davvero troppo limitato per poter far male agli iberici, la squadra si è organizzata in due linee strettissime. La Spagna, orfana per i primi 70 minuti di Yamal e Nico Williams, non ha quasi mai trovato il modo di abbattere il muro degli avversari.
Qualche occasione, però, c’è stata. Soprattutto sui piedi del peggiore in campo: Ferran Torres. Verso la fine del primo tempo, prima ha spedito sulla traversa una conclusione a botta sicura da dentro l’area piccola, poi ha sciupato un cross basso preciso passandola al portiere capoverdiano Vozinha. Lo 0-0 non cambia quasi nulla per la Spagna, che resta ampiamente favorita per il primo posto, ma è determinante per Capo Verde: all’ultima giornata ci sarà lo scontro con l’Arabia Saudita. Con una vittoria, gli africani potrebbero conquistare una storica qualificazione alla fase successiva alla loro prima partecipazione mondiale.
Capo Verde raccoglie un punto storico, diventando il paese meno popoloso di sempre a conquistare punti in un Mondiale. Bellissima è anche la storia del portiere, e migliore in campo, Vozinha. Il suo soprannome significa “Vecchietta”. Da piccolo, spesso veniva preso in giro quando giocava a calcio. Quando perdeva, gli dicevano in modo canzonatorio “Vai a piangere dalla vecchietta (la nonna)”. Lui ha reagito trasformando questa derisione nel suo riscatto. Ieri, ha vissuto il momento più alto della sua carriera portando dietro le spalle i ricordi dell’infanzia che lo hanno segnato.
Belgio-Egitto 1-1: il ritorno di Big Rom
Il Belgio di Rudi Garcia si è trovato di fronte un avversario semplice solo sulla carta. Invece, il movimento calcistico egiziano è in costante crescita da diversi anni. Il duo d’attacco, poi, formato da Salah e Marmoush, è di livello assoluto. A Seattle, per i primi 45 minuti, i fiamminghi sono in totale balia degli avversari. Pressione alta efficace, aggressività quasi estrema portano il Belgio a perdere molti palloni in zone pericolose di campo. Al ventesimo Ashour, lasciato colpevolmente solo dalla difesa, ha tutto il tempo di controllare e battere Courtois per siglare l’1-0.
De Bruyne e compagni non riescono a reagire e i nordafricani hanno anche diverse occasioni per il raddoppio. Solo nella seconda metà il Belgio inizia ad uscire allo scoperto. Proprio De Bruyne prende un palo su calcio di punizione. Ma la differenza l’ha fatta l’ingresso di Romelu Lukaku. Entra, occupa l’area di rigore e provoca subito l’autorete del pareggio. Non figurerà a tabellino, ma il gol è tutto suo e della sua presenza imponente che ha causato il goffo intervento dell’avversario.
Da quel momento, la partita cala di intensità. Il pareggio è il risultato più giusto, ma i Diavoli Rossi possono e devono fare di più vista la grande qualità della rosa a disposizione. L’Egitto, invece, può sognare una storica qualificazione alla fase successiva. Con una vittoria contro una tra Iran e Nuova Zelanda, le possibilità aumenterebbero sensibilmente.
Arabia Saudita-Uruguay 1-1: è finita l’epoca d’oro della Celeste?
Il gruppo H continua a regalare sorprese. L’Uruguay non brilla e pareggia contro l’Arabia Saudita. Nel primo tempo è quest’ultima ad essere la squadra migliore. In tante occasioni il portiere Muslera si è dovuto superare. Verso la fine del primo tempo, da calcio d’angolo, arriva il sorprendente vantaggio saudita con Al Amri. Nel secondo tempo è un monologo degli uruguagi, che tornano sul livello del mare solo intorno all’ottantesimo con Araujo, lasciato solo dopo una respinta del portiere avversario. Nel finale è un vero assedio per conquistare la vittoria, ma i sauditi riescono a chiudere gli spazi e a trovare un punto d’oro.
Nonostante il dominio nella seconda frazione, l’Uruguay è evidentemente in fase calante rispetto alle generazioni precedenti. Non ci sono più i Suarez e Cavani, quindi la Celeste ha forti difficoltà in fase realizzativa. Sembra essersi esaurita l’epoca in cui una nazione di appena tre milioni di abitanti riusciva sistematicamente a competere con le grandi potenze del calcio mondiale. Qualche ottimo calciatore ancora c’è, ma molti meno rispetto al passato.
Iran-Nuova Zelanda 2-2: contesto surreale, partita spettacolare
La partita più spettacolare della giornata è stata Iran-Nuova Zelanda. Al SoFi Stadium di Los Angeles è finita 2-2 al termine di una sfida ricca di occasioni e capovolgimenti di fronte. I neozelandesi sono andati avanti due volte con la doppietta di Elijah Just, ma l’Iran ha sempre trovato la forza di reagire grazie alle reti di Rezaeian e Mohebbi. Una partita storica in un contesto paradossale, con gli iraniani scesi in campo sul territorio statunitense in un momento di fortissima tensione tra i due Paesi. Il calcio unisce. Anche quando le differenze al di fuori del rettangolo di gioco sembrano insormontabili. È il bello di questo sport. È il bello dello sport.
La situazione nei gironi G e H alla fine della prima giornata
Dopo la prima giornata, i gruppi G e H presentano una situazione rarissima: tutte le squadre sono ferme a quota un punto. Un equilibrio totale che rende già decisive le prossime sfide e lascia aperto ogni scenario qualificazione.
Girone G: Nuova Zelanda 1, Iran 1, Belgio 1, Egitto 1.
Gruppo H: Uruguay 1, Arabia Saudita 1, Spagna 1, Capo Verde 1.
Stasera spazio ai gironi I e J. La Francia esordirà contro il Senegal alle ore 21. A mezzanotte sarà il turno di Iraq e Norvegia. Nella notte scenderanno in campo i campioni del mondo in carica dell’Argentina contro l’Algeria. All’alba chiuderanno il programma Austria e Giordania.
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