Inter Napoli 3-2, a San Siro l’Inter vince in rimonta ma il Napoli è vivo

Inter Napoli 3-2, a San Siro l’Inter vince in rimonta ma il Napoli è vivo

INTER (3-5-2): J. Martínez; Bisseck, Akanji, Bastoni (79′ Bonny); Diouf, Barella, Zielinski (72′ Calhanoglu), Sucic (46′ Jones), Dimarco (61′ Carlos Augusto); F.P. Esposito (46′ M. Thuram), L. Martínez
A disp: Di Gennaro, Provedel, A. Stankovic, Stones, Mkhitaryan, Pavard All. C. Chivu

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marín, Spinazzola; Anguissa, Lobotka (79′ Gilmour), Vergara (61′ De Bruyne); Politano (61′ Neres), Højlund (72′ Lucca), Alisson Santos (79′ Badiashile)
A disp: Contini, Milinkovic-Savic, Favasuli, Olivera, Beukema, Lang All. M. Allegri

Arbitro: Sozza di Seregno (VAR/AVAR: Di Paolo/Dionisi)
Reti: 51′ Politano (N), 54′ Hojlund (N), 57′ L. Martinez (I), 82′ M. Thuram (I), 91′ L. Martinez (I)
Ammoniti: Vergara, Rafa Marin (N), L. Martinez (I)
Note: 75mila spettatori di cui 3mila tifosi ospiti. Angoli: 10-5. Recupero: 4′ pt, 6′ st

Il Napoli torna da San Siro con una sconfitta che pesa ben più dei semplici zero punti in classifica. Dopo il ko interno contro il Como di domenica 30 agosto, gli azzurri avevano l’opportunità di reagire immediatamente in uno degli appuntamenti più impegnativi della stagione. Invece, dopo essere andati avanti di due gol, hanno subito la rimonta dell’Inter, arrendendosi per 3-2 al 91’.

La trasferta del 5 settembre 2026 rappresentava una prova delicata per la squadra di Massimiliano Allegri. L’Inter arrivava al confronto a punteggio pieno, dopo le vittorie contro Monza e Cagliari, mentre il Napoli era chiamato a cancellare rapidamente la delusione del 1-2 subito al Maradona contro il Como. Una reazione immediata avrebbe potuto restituire fiducia all’ambiente e ridimensionare gli effetti del passo falso casalingo.

Il Napoli parte forte e sembra aver ritrovato la strada

Per buona parte della ripresa, la formazione azzurra ha dato l’impressione di poter compiere l’impresa. Il Napoli ha sfruttato un errore dell’Inter per portarsi in vantaggio con Matteo Politano, bravo a concretizzare l’occasione nata dopo una disattenzione nerazzurra.

Pochi minuti più tardi è arrivato anche il raddoppio: Rasmus Højlund ha finalizzato un’azione costruita da Di Lorenzo, portando il Napoli sullo 0-2 e facendo pensare a una svolta possibile. Dopo la prestazione incerta offerta contro il Como, gli azzurri sembravano finalmente capaci di trasformare la loro reazione in un risultato concreto.

La rimonta dell’Inter cambia completamente la partita

Il vantaggio di due reti, però, non è bastato. L’Inter ha reagito con la personalità della grande squadra e ha accorciato le distanze con Lautaro Martínez, abile ad anticipare la difesa napoletana su un cross di Dimarco.

Da quel momento la pressione nerazzurra è aumentata. Il Napoli ha arretrato il proprio baricentro, lasciando progressivamente l’iniziativa agli avversari. L’Inter ha continuato ad attaccare e ha trovato il pareggio all’82’ con Marcus Thuram, autore del 2-2 di testa.

La squadra di Allegri ha avuto comunque le occasioni per chiudere definitivamente il match. Nel finale, però, alcune ripartenze sono state gestite male e il Napoli non ha sfruttato la possibilità di riportarsi avanti. In particolare, l’errore offensivo commesso dopo una grande occasione dell’Inter ha rappresentato un passaggio decisivo della gara.

Il gol al 91’ certifica il crollo

Quando il pareggio sembrava ormai il risultato più probabile, è arrivata la beffa. Al 91’, ancora Lautaro Martínez ha trovato il gol del definitivo 3-2, completando la rimonta nerazzurra e trasformando in una sconfitta una partita che il Napoli aveva condotto per larghi tratti della ripresa.

La rete è arrivata dopo un finale convulso, nel quale gli azzurri non sono riusciti a difendere con ordine né a sfruttare le occasioni per chiudere il confronto. È il tipo di epilogo che lascia una squadra con il dubbio di aver gettato via un risultato già quasi conquistato.

L’occasione mancata dopo il ko contro il Como

Il significato della sconfitta va oltre la classifica. Il Napoli aveva l’occasione di reagire immediatamente alla battuta d’arresto contro il Como, arrivata in casa il 30 agosto. Quella partita era stata segnata dai gol di Baturina e Douvikas per i lariani e dalla rete di Højlund per gli azzurri, in una gara in cui il Napoli aveva pagato soprattutto alcune disattenzioni e una gestione non convincente dei momenti decisivi.

A San Siro la squadra ha mostrato qualità e carattere per portarsi sullo 0-2, ma non ha avuto la solidità necessaria per difendere il vantaggio. Il risultato finale lascia quindi una sensazione paradossale: il Napoli ha giocato meglio rispetto alla sfida con il Como, ma ha raccolto una sconfitta ancora più dolorosa perché maturata dopo aver avuto il controllo della gara.

Allegri dovrà lavorare sulla tenuta mentale

La partita di Milano offre comunque indicazioni utili. Il Napoli ha dimostrato di avere armi offensive e capacità di colpire anche una squadra ambiziosa come l’Inter. Politano e Højlund hanno trovato la via del gol, mentre la squadra ha saputo approfittare degli spazi concessi dai nerazzurri.

Il problema resta però la gestione del vantaggio. Subire tre gol dopo essere avanti di due reti evidenzia difficoltà di concentrazione, protezione dell’area e controllo del ritmo. Contro il Como era mancata una risposta convincente; contro l’Inter la reazione c’è stata, ma è stata vanificata da un cedimento nel momento più importante.

Il Napoli torna dunque a casa con la seconda sconfitta consecutiva. La rimonta dell’Inter rischia di trasformare un possibile rilancio in un nuovo campanello d’allarme: gli azzurri hanno mostrato di poter competere, ma devono ancora imparare a chiudere le partite e a non disperdere quanto costruito.

Le Pagelle:

INTER

Josep Martinez 6,5 – Una doppia parata da portierone dopo meno di sei minuti, prima su Anguissa e poi su Politano. Nulla da fare sui gol del Napoli. 

Bisseck 6,5 – Gli viene chiesto un doppio lavoro, quello più istituzionale del difensore e quello di uomo in più nella metà campo avversaria. A fine primo tempo si crea un’occasione con un’azione da trequartista, tiro alto. 

Akanji 6 – In questo inizio di stagione non sta convincendo al cento per cento, con qualche uscita fuori tempo e qualche errore negli anticipi anche in questa occasione. Si riscatta con l’assist per il 3-2 di Lautaro. 

Bastoni 6 – Passo dopo passo sta smaltendo le tossine della passata stagione. Buono il suo apporto tanto in fase difensiva quanto nelle sortite verso la metà campo avversaria. 

Dal 34′ st  Bonny sv. 

Diouf 6,5 – Molto attivo fin dall’inizio, con il primo tiro in porta parato da Meret e con un contributo atletico al gioco sulla fascia destra. 

Barella 5 – La buona volontà non manca, ma a differenza della partita di Cagliari trova spazi più ostruiti e ottiene giocate meno pulite. E poi ha sulla coscienza l’errore da cui nasce l’1-0 per il Napoli

Zielinski 6 – Tatticamente sostituisce abbastanza bene Calhanoglu come ha spesso fatto l’anno scorso, ma in questo momento gli manca l’ispirazione per i tiri dalla distanza che il turco ha dimostrato. Ci prova anche, ma Meret gli nega la gioia. 

Dal 27′ st Calhanoglu 6 – La sua gestione del gioco a centrocampo è sempre saggia. 

Sucic 5 – Una di quelle partite in cui non ha le idee chiare. Capita. Chivu lo deve richiamare per evitare le iniziative personali avventate. Qualche errore tecnico di troppo. 

Dal 1′ st Jones 5,5 – Non ci sono dubbi sulle sue qualità individuali. C’è invece da perfezionare il suo inserimento nella filosofia della squadra. 

Dimarco 7 – Atleticamente e tecnicamente è già in ottime condizioni, da lui arrivano iniziative importanti e allo scadere del primo tempo centra una traversa con una magnifica punizione. L’assist per il 2-1 di Lautaro è un piccolo capolavoro. Poi si arrende a un problema fisico. 

Dal 17′ st Carlos Augusto 6,5 – Non avrà la forza devastante di Dimarco, ma è suo il cross per il 2-2 di Thuram. 

Pio Esposito 6 – Un grande attaccante che potrebbe essere anche un ottimo judoka, per la lotta fisica a cui è continuamente costretto per cercare di liberarsi dalla morsa dei difensori che provano a limitarlo prendendolo in tutti i modi. 

Dal 1′ st Thuram 6,5 – L’incarico è quello di allargare un po’ la difesa del Napoli togliendo punti di riferimento, il suo ingresso è decisivo, perché dopo aver preso un palo con una deviazione “sporca” va a segnare di testa il gol del 2-2. Poi si mangia il gol del 3-2. 

Lautaro Martinez 7,5 – Sembra ormai certificato il suo arretramento a “numero diez”, con molto lavoro lontano dall’area avversaria e con una posizione media alle spalle di Pio Esposito. Nella ripresa deve fare il centravanti con l’ingresso di Thuram e va in gol dopo pochi minuti, per il 2-1. Si innervosisce, si calma e poi va a segnare il gol del 3-2. 

Allenatore Chivu 6 – Luci e ombre nel pomeriggio di San Siro, ma la rimonta porta la sua firma. 

NAPOLI

Meret 6,5 – Protagonista in avvio di gara, allungandosi sulla sua destra per deviare un destro beffardo di Diouf. Poi ancora decisivo a fine primo tempo con una partata su un sinistro potente di Lautaro. 

Di Lorenzo 6 – Sempre preziosissimo nel presidio di una fascia che l’Inter non sempre sfrutta al meglio, consentendogli anche di proporsi nella costruzione. Bravissimo nel recuperare il pallone per il 2-0 di Hojlund

Rrahmani 6 – Usa tutto se stesso per tenere a freno Pio Esposito, approfittando anche un po’ delle nuove disposizioni sul tema “lasciar giocare”. 

Rafa Marin 6- Comincia a integrarsi bene nei meccanismi difensivi, dopo qualche incertezza nelle uscite precedenti. 

Spinazzola 6 – Compiti molto difensivi per arginare il grande potenziale che gli avversari propongono su quella fascia. 

Anguissa 6 – Segnali di grande vivacità dopo un inizio di stagione complicato. I movimenti della squadra lo portano anche varie volte alla conclusione, in maniera sempre molto pericolosa. Però si mangia un gol sul 2-2. 

Lobotka 7 – Un lavoro da regista e da leader, un continuo sacrificio per dare una mano sia in fase difensiva sia in ripartenza. 

Dal 34′ st Gilmour sv. 

Vergara 6 – Ha l’incarico di muoversi molto tra le linee per cercare di creare difficoltà al centrocampo dell’Inter, lo fa abbastanza bene dopo la metà del primo tempo, mentre prima ha dato una grossa mano in difesa. 

Dal 17′ st De Bruyne – Entra nel momento in cui la vivacità deve essere sostituita dal ragionamento ed è proprio quello che il belga garantisce. 

Politano 6,5 – Un po’ prudente e meno efficace del solito nei cross verso l’area avversaria, anche perché dalla sua parte c’è del lavoro da fare anche in fase di contenimento. Però è prontissimo nello sfruttare l’errore difensivo dell’Inter e a segnare il gol dell’1-0. 

Dal 17′ st David Neres 6 – Dà subito vivacità sia sulla fascia destra si svariando dall’altra parte. 

Hojlund 7 – Sta bene fisicamente, ha voglia di lottare anche se lo lasciano un po’ isolato davanti. Da solo riesce a tenere in ansia il terzetto difensivo interista. E all’inizio del secondo tempo il suo sinistro strepitoso porta il gol del 2-0 per il Napoli. 

Dal 27′ st Lucca 5,5 – Non ha lo stesso impatto di Hojlund sulla partita. 

Alisson Santos 6 – Un po’ disorientato tatticamente, dopo un quarto d’ora è costretto a chiedere lumi per come muoversi in fase di non possesso. Trova molto spesso la strada ostruita per le azioni d’attacco. Però il suo lavoro è prezioso per la squadra. 

Dal 39′ st Badiashile 5 – Entra per rinforzare la difesa e sul primo pallone si fa anticipare da Thuram per il 2-2. 

Allenatore Allegri 5,5 – La imposta alla sua maniera e va vicino all’impresa. Solo vicino, perché le sostituzioni non lo premiano. 

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