La giornata delle rimonte!
Lautaro trascina l’Inter al 91′, Gatti salva la Juventus al 92′ e Soulè completa il ribaltone al 93′
Tanti gol e grandissime rimonte sono le prerogative di questa terza giornata di una Serie A che sembra sempre più atipica rispetto alle ultime stagioni. Sono già 78 le reti segnate nel nostro massimo campionato, una media di 2.6 a partita, e ancora nessuna sfida è terminata sullo 0 a 0. La terza giornata incomincia a delineare delle gerarchie: l’Inter è fortissima ma l’armatura inscalfibile con il Napoli ha mostrato qualche crepa, subito dietro la Roma tiene il passo e corre tantissimo, aggrappandosi al talento cristallino di Paulo Dybala, sperando che la Joya non venga tormentato dai soliti problemi fisici e, nel gruppone delle imbattute completato da Milan Como e Juventus, c’è ottimismo ma anche evidenti problemi. Anche nella parte finale della classifica qualche indizio sembra esserci: 3 squadre a quota 0 (Fiorentina, Venezia e Genoa) e 3 squadre a quota 1 (Bologna, Parma e Monza), saranno loro a giocarsi la salvezza o è troppo presto per discuterne?
Inter-Napoli 3-2: il cuore del toro
Il primo big match di giornata è tra le due squadre che negli ultimi 4 anni si sono divise gli scudetti in palio. Il Napoli cercava riscatto dopo la brutta prestazione col Como, l’Inter invece voleva dare continuità ad un cammino fino ad adesso perfetto. Il primo tempo è completamente in equilibrio con 2 grandi occasioni: la prima capita sui piedi di Anguissa all’alba della partita, con il camerunense che non riesce a mettere in porta un cross basso di Alisson Santos, costringendo Martinez ad una grande parata. La seconda capita invece a Dimarco al tramonto del primo tempo: punizione magistrale del terzino che si schianta sulla traversa con Meret battuto.
Nella ripresa la partita si spacca completamente. al 50′ un brutto errore di Barella libera Alisson Santos: il brasiliano a tu per tu con Martinez calcia debolmente ma sulla respinta si avventa Politano che, dopo un primo tentativo deviato da Bisseck, scaraventa in rete col destro per il vantaggio Napoli. Passano 3 minuti e gli uomini di Allegri hanno già raddoppiato con Hojlund. Servito al limite da Di Lorenzo, la punta danese si libera e scarica dal limite un sinistro precisissimo che finisce nell’angolino basso, 2 a 0. Nemmeno il tempo di fare un respiro profondo che il risultato cambia di nuovo: al 56′ Zielinski pennella un cross perfetto sul secondo palo per Dimarco che di prima mette in mezzo un pallone sul quale Lautaro arriva più veocemente di Rrahmani, 2 a 1. L’Inter alza il baricentro e, complice anche l’atteggiamento passivo del Napoli, schiaccia i partenopei nella propria area di rigore. Al 72′ Thuram colpisce il palo con un colpo di testa e, 8 minuti dopo, la pareggia. Carlos Augusto mette in mezzo un gran pallone dalla sinistra e proprio Thuram svetta sul neo entrato Badiashile e batte Meret per il 2 a 2.
Gli ultimi 3 minuti sono follia pura. Attacca prima il Napoli: all’89’ Anguissa apre per De Bruyne che serve sul secondo palo Lucca. L’italiano si coordina col destro ma non impatta benissimo, trasformando il tentativo di tiro in un cross sul quale si avventa Anguissa che, incredibilmente, a porta completamente sguarnita e a pochi metri, mette il pallone fuori. L’azione successiva è quella che porta al K.O. definitivo: un cross di Jones crea una mischia in area di rigore, il pallone in qualche modo finisce sui piedi di Akanji che con la punta del piede prolunga, trovando Lautaro Martinez da solo che a porta praticamente vuota non perdona e fa 3 a 2.
L’Inter continua la streak di imbattibilità, rimanendo a punteggio pieno in queste prime tre giornate, ma ha mostrato qualche debolezza. Il Napoli, invece, si lecca le ferite e colleziona la seconda sconfitta in fila dopo quella di settimana scorsa contro il Como, anche se stavolta la prestazione è decisamente migliore.
Juventus-Milan 1-1: solita musica allo Stadium
Sembra di leggere lo stesso spartito della scorsa giornata. La Juventus crea tante occasioni, mantiene il pallino del gioco, ma non riesce a concretizzare. Anche questa volta contro il Milan i numeri parlano chiaro: 1.57 gli xG dei bianconeri, 0.09 quelli dei rossoneri, eppure gli uomini di Spalletti tornano a casa con un misero pareggio, acciuffato tra l’altro nei minuti di recupero.
La Juve parte forte e all’11’ Nico Gonzalez costringe Maignan ad una buona parata con un tiro da fuori. Al 25′ altra grande occasione per i bianconeri: recupero alto di Locatelli, palla a Nico Gonzalez che apre rapidamente per Conceicao. L’esterno portoghese si accentra e tira sul palo lontano, Maignan si allunga e disinnesca e sulla respinta Locatelli clamorosamente non riesce a trovare il vantaggio, mancando di poco il pallone. La Juve ci prova di nuovo al 37′, sempre con Conceicao che, servito splendidamente da Douglas Luiz, costringe Maignan ad un altro buon intervento.
La ripresa continua sulla falsa riga del primo tempo ed al 54′ la Juve ha l’occasione più grande per sbloccarla con il solito Conceicao che, dopo un bella progressione palla al piede, scarica un gran sinistro rasoterra dai 25 metri, che si schianta in pieno sul palo. Questa volta, al contrario delle scorse giornate, l’inconcludenza bianconera viene punita. Al 68′ Chukuweze trova Cissè con un gran cambio campo. Il 19enne italiano stoppa alla perfezione, salta Locatelli, e infila Vicario con un destro velenosissimo che passa tra le gambe di Kalulu.
C’è ancora tempo per 2 occasioni: prima Woltemade che col sinistro dal cuore dell’area di rigore non riesce di poco ad inquadrare la porta di Maignan e poi Gatti che, alla fine della fiera, si dimostra ancora una volta il centravanti in più della Juventus, trovando l’incornata giusta che batte Maignan sul cross perfetto di Koopmeiners. La sfida dello Stadium termina quindi 1 a 1: il Milan può essere soddisfatto solamente del risultato, ottenuto comunque con il minimo sforzo, la Juventus invece solamente della prestazione, macchiata sempre però da una cronica inconcludenza davanti la porta.
Roma-Atalanta 2-1: non poteva finire così
35. È il numero di tiri tentati dalla Roma nella sfida contro l’Atalanta. Un vero e proprio assedio continuo, dal 1′ al 90′, che stava per finire però nel peggiore dei modi dopo il vantaggio bergamasco. Gli uomini di Gasperini hanno però cacciato fuori il carattere da grande squadra e sono riusciti a rimontare una partita che sembrava davvero stregata.
Fare la cronaca di tutti le occasioni create dalla Roma sarebbe impossibile, tanto è stato il dominio dei giallorossi, ma cercheremo di fare il possibile. La prima clamorosa occasione arriva al 13′ dopo che Carnesecchi compie un vero e proprio miracolo (evento comune in questa serata) su un colpo di testa da posizione ravvicinata di Mancini. Poi al 20′ di nuovo Carnesecchi devia un gran colpo di testa di Cristante nel cuore dell’area di rigore. Al 39′ ci prova l’uragano Malen, ma l’estremo difensore dell’Atalanta respinge di piede.
La beffa più grande per la Roma arriva ad avvio ripresa: al 46′ De Katelaere fa a sportellate con Hermoso e riesce a mettere un cross basso che viene deviato male da Ndika. Sulla respinta si avventa Ederson, che scarica un destro potentissimo che Svilar tocca ma non riesce a tenere fuori dalla porta. Incredibilmente l’Atalanta alla prima vera occasione mette il muso avanti. La Roma, come nel primo tempo, carica a testa bassa e mette sotto assedio la porta della dea.
Prima due volte Castro che colpisce due legni. Uno al 64′ dopo un buon dribbling e un destro da posizione defilata, l’altro all’87’ con un colpo di testa che si schianta sulla parte alta della traversa. Ci prova poi all’88’ Dybala dopo un uno due con Castro, ma il suo sinistro viene respinto da Carnesecchi che si fa trovare pronto anche sulla ribattuta di Wesley. Dagli sviluppi del calcio d’angolo successivo, finalmente, la Roma butta giù il muro bergamasco con un gran colpo di testa di Hermoso a scavalcare l’incolpevole estremo difensore. Tre minuti dopo si completa la rimonta e l’Olimpico scoppia di gioia: Dybala serve Soule che salta secco Zappacosta e fulmina Carnesecchi sul suo palo con un sinistro rasoterra. La Roma è già in modalità Gasp e tiene il passo dell’Inter rimanendo a punteggio pieno.
Fiorentina-Torino 1-2: è già profondo viola?
La Fiorentina, come il suo stadio, è un cantiere in costruzione. Lo è dall’annata disastrosa dello scorso anno, terminata con una salvezza guadagna a stento, e continua ad esserlo quest’anno, nonostante un mercato importante e il cambio di allenatore. Dopo queste prime 3 giornate, la viola ed i suoi tifosi non hanno ancora trovato una gioia, con la squadra ferma a quota 0 punti. Risultati che hanno portato la proprietà ad esonerare Fabio Grosso, forse, decisamente, troppo presto. I punti in campionato sono sicuramente preoccupanti ma, per dovere di cronaca, c’è da dire che la Fiorentina di Grosso è stata parecchio sfortunata in queste prime 3 partite, creando molto e segnando poco.
Lo stesso si può dire della sfida contro il Torino. La viola cercava riscatto dopo la brutta sconfitta con il Frosinone nel giorno del centenario ma non è riuscita a trovarlo contro un Torino cinico ed organizzato e un Mandragora in giornata di grazia. La Fiorentina parte fortissimo e al minuto 1 ha subito due grandi occasioni. Mastantuono penetrato in area costringe Perri ad una grande parata e sulla respinta il salvataggio miracoloso di Coco sulla linea nega il gol a Njie. Risponde al 12′ Mandragora che obbliga De Gea ad una grande parata con un sinistro velenoso. Al 26′ ancora Mandragora col sinistro manda fuori di poco.
Al 47′ è la viola a sbloccare la partita: Pellegrino resiste ad un contrasto a centrocampo e dai 30 metri lascia partire un sinistro su cui Perri non è perfetto, e trova il primo gol del suo campionato. La Fiorentina, ora in vantaggio, sfiora al 65′ il raddoppio con un gran colpo di testa di Atta sul quale Perri si fa trovare pronto. Passano solo 8 minuti e Mandragora, che aveva il piede caldo tutta la partita, trova il gol del pareggio con un golasso dai 30 metri. L’ex Fiorentina non esulta e si scusa con i tifosi viola che lo riempiono di applausi. Il toro continua a spingere e passa in vantaggio all’82’: Valdepenas legge male un pallone in profondità e lo lascia a Belghali che mette in mezzo un pallone complicato a mezz’altezza, sul quale arriva Che Adams che prima trova un aggancio folle e, poi, in acrobazia, mette il pallone all’incrocio dei pali battendo De Gea.
Il Torino sbanca il Franchi e trova i suoi primi punti stagionali, mentre la Fiorentina ricade nel baratro e negli spettri della scorsa stagione.
Genoa-Como 1-4: poker in rimonta
Il progetto Como continua a gonfie vele, la squadra di Fabregas gioca bene e punta sull’estro e la voglia dei giovani. Anche al Ferraris i lariani hanno dominato in lungo e in largo e hanno meritatamente portato a casa altri 3 punti, nonostante sia stato il Genoa a passare in vantaggio.
Al 18′ i padroni di casa colpiscono in contropiede: Colombo servito da Baldanzi, mette in mezzo un pallone che Osmajic deve solo spingere in rete. La reazione del Como non si fa attendere ed è rabbiosa. Prima Baturina dal limite al 24′ trova l’angolo basso battendo Bijlow, poi Diao al 30′ colpisce al volo un cross deviato di Valle e fa passare il pallone sotto le braccia dell’estremo difensore genoano e infine al 40′, finalmente il primo gol stagionale di Nico Paz che, servito in profondità da Yan Couto, controlla e col destro fulmina Bijlow nell’angolo alto.
Nel secondo tempo il Como, forte del doppio vantaggio, abbassa i ritmi e gestisce continuando però a mantenere il pallino del gioco. Al 64′ Douvikas spreca una buona occasione di testa mandando alto poi al 68′ Nico Paz colpisce il palo dal limite dell’area. I lariano chiudono definitivamente i giochi al 78′: il nuovo acquisto Kean, mandato in profondità da Nico Paz porta il pallone e lo offre a Diao che da dentro l’area apre il destro e batte per la quarta volta Bijlow, firmando la sua doppietta personale.
Un Como schiacciasassi mette in fila la seconda vittoria consecutiva dopo quella di Napoli e si riprende dal mezzo passo falso della prima giornata contro l’Udinese, mentre il Genoa, ancora a quota 0, deve trovare rapidamente la quadra già dalla prossima sfida contro il Frosinone.
Bologna-Sassuolo 2-2: il primo graffio di Dobvyk
In derby emiliano si chiude sul 2-2 tra Bologna e Sassuolo. I neroverdi vanno avanti due volte, ma vengono ripresi in pieno recupero dalla prima stoccata rossoblù di Artem Dovbyk.
Il Bologna cerca di fare la partita nei primi minuti, ma il Sassuolo punisce alla prima vera occasione:Al 19′ un contropiede orchestrato da Laurienté e sviluppato sulla destra da Cinquegrano porta al cross basso tagliato per l’inserimento sul secondo palo di Josh Doig, che batte Skorupski col mancino per lo 0-1. L’unica vera fiammata del Bologna arriva nel recupero, quando Alhassane spreca di testa un invito perfetto di Bernardeschi.
Nella ripresa il Bologna parte subito forte. Al 50′, da un corner preciso di Miranda, Piccoli svetta di testa in area imponendosi su Doig e fa 1-1. L’entusiasmo del Dall’Ara dura però pochissimo. Al 56′, il Sassuolo si riporta in vantaggio: Bowie lavora un bel pallone al limite per Adzic, che vince un rimpallo con Heggem e trafigge Skorupski per il 2-1. I nerovardi sfiorano il tris con Berardi in acrobazioa al 64′, che costringe Skorupski ad una gran parata. Negli ultimi minuti il Bologna si riversa in avanti. All’84’ Muric si supera su un tiro a botta sicura di Bernardeschi, poi Piccoli sfiora la doppietta prima della provvidenziale scivolata di Idzes. Al 91′ arriva l’episodio decisivo: un tiro di Libra viene respinto da Muric male nell’area neroverde e Dovbyk si avventa sulla palla vagante insaccando dall’angolino il suo primo gol italiano. Al 94′ viene anche espulso Tedesco per proteste ma il punteggio non cambia, il derby emiliano termina 2-2 e entrambe le squadre si dividono la posta in palio.
Frosinone-Venezia 3-2: super Raimondo e 3 punti per i canarini
Un match pirotecnico al Benito Stirpe si chiude con la vittoria per 3-2 del Frosinone sul Venezia. I padroni di casa partono forte e prima costringono Stankovic ad una grandissima parata al 2′ e poi sbloccano la partita al 21′: cross millimetrico di Oyono dalla destra e splendido stacco di testa di Raimondo, che manda il pallone a scavalcare Stanković con un morbido pallonetto sul secondo palo per l’1-0. Il Venezia accusa il colpo e soffre le accelerate dei padroni di casa. Al 39′ arriva il raddoppio ciociaro: ancora protagonista Raimondo, che firma la sua personale doppietta concretizzando una bella manovra offensiva di Masini, che resiste ad un contrasto fisico e poi mette in mezzo un cioccolatino che l’attaccante italiano deve solo spingere in porta.
Nella ripresa il Venezia si ripresenta con un piglio completamente diverso grazie all’ingresso di Yeboah. Al 66′ i lagunari riaprono il match: ripartenza veloce condotta da Busio e assist proprio per Yeboah, che entra in area e batte Palmisani con un gran mancino a giro sul secondo palo per il 2-1. La pressione degli ospiti aumenta e al 74′ si completa la rimonta: cross teso dalla destra di Hainaut e inserimento con i tempi giusti di Sagrado, che in spaccata firma il 2-2.
Il Frosinone reagisce con orgoglio e al 78′ fa tremare la porta veneziana con una gran botta di Oyono dalla distanza che si infrange sul palo. L’episodio decisivo arriva all’83’: imbucata dello stesso Oyono sporcata dalla difesa, la palla diventa un invito per Kvernadze che con il destro batte Stanković in uscita per il definitivo 3-2. Il Venezia prova nel finale a riversarsi in avanti ma la difesa dei padroni di casa tiene e il Frosinone conquista la sua seconda vittoria consecutiva dopo il 3 a 0 di settimana scorsa contro la Fiorentina.
Parma-Monza 1-1: primi punti per entrambe
Nel caldissimo pomeriggio di Parma è il Monza a fare la partita e a creare più pericoli alla difesa avversaria.
Ci prova due volte Dani Mota con due colpi di testa prima all’11’ e poi al 20′, ma entrambi finiscono larghi fuori lo specchio della porta. Poi ancora l’attaccante del Monza un minuto dopo viene ipnotizzato da Corvi nell’uno contro uno. Il Monza continua a spingere e al 38′ trova la rete del vantaggio: Mangas serve Robinson, il quale dai venti metri controlla e lascia partire un perfetto destro a giro che s’infila nell’angolino basso battendo Corvi per lo 0-1.
Nella ripresa lo spartito sembra essere lo stesso, con il Monza che colpisce una traversa dopo che il tiro murato di Colpani viene deviato da Corvi ma al 60′ il Parma trova misure e pareggio con Lontani. Valeri affonda a sinistra e mette un cross rasoterra, deviazione di Birindelli e inserimento vincente di Lontani che supera Thiam nell’angolino per l’1-1. Il Monza reagisce e al 62′ sfiora il controsorpasso con una gran incornata a botta sicura di Kouadio respinta con un miracolo da Corvi.
Poche o nulle le occasioni negli ultimi minuti con le due squadre che, complici stanchezza e caldo, si accontentano del pareggio.
La terza giornata si chiuderà questa sera con le sfide tra Cagliari-Lecce e Udinese-Lazio.
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