Sinner perde contro il caldo di Parigi
Avanti 6-3 6-2 5-1, Jannik Sinner accusa un malore, non riesce più a esprimere il suo gioco e conquista solo due dei successivi 20 giochi contro Juan Manuel Cerundolo. C’è un problema temperature in questo Roland Garros.
Non erano bastate le immagini sconcertanti di Jakub Mensik che, dopo aver vinto la sua partita al tie break del quinto e decisivo set, si è steso in campo sfinito senza riuscire ad alzarsi fino all’arrivo dei medici, chiamati con notevole ritardo dal giudice di sedia. Il caldo di Parigi continua ad essere la variante impazzita del torneo.
A farne le spese è stato proprio il numero 1 del mondo. Una partita sempre in controllo e ad appena un game dalla sua conclusione, poi succede l’impensabile. Jannik ha un malore. Deve vomitare. Quasi non si regge in piedi. Sarà così per la successiva ora. Cerundolo, dall’altra parte della rete, fa il suo e approfitta di un avversario che è diventato all’improvviso l’ombra di se stesso.
Neanche il medical time out riesce nel miracolo: a Sinner vengono diagnosticati dei semplici crampi. Il trattamento finisce anzitempo perché, da regolamento, non si può concedere per questa motivazione, se non nel misero minuto di pausa del cambio campo.
Questo non è, però, il primo malore accusato nel torneo. Non solo il caso Mensik, ma anche Casper Ruud nel match di primo turno contro Safiullin: “Credo di aver avuto davvero un colpo di calore. Avevo le vertigini e mi sentivo uno zombie. Mi era accaduto solamente una volta a Washington qualche anno fa e in quella circostanza fui costretto ad abbandonare il match. Questa volta ero avanti due a uno, quindi mi sono detto che dovevo abbassare la temperatura corporea, per fortuna ha funzionato”.
Problema caldo: cosa si fa per tutelare gli atleti
Dal 2026, nel circuito ATP è stata introdotta una misura per salvaguardare i tennisti: se la temperatura raggiunge i 32,2 gradi, gli incontri vengono sospesi fino al miglioramento della situazione; oltre i 30,1 gradi è invece prevista una pausa di dieci minuti prima del set decisivo. Sul Philippe Chatrier, durante l’incontro tra Sinner e Cerundolo, la temperatura era di 32 gradi, ma percepiti oltre i 36. Con queste condizioni giocare a tennis non dovrebbe essere neanche un’opzione. Qual è il limite oltre il quale il rischio supera lo show? Al momento, sembra non esserci.
A pagarne le spese non sono solo gli atleti, ma soprattutto lo spettacolo. A nessuno può mai piacere una partita in cui, se va bene uno dei due sfidanti non riesce a giocare per fattori non dipendenti da lui stesso. Nel peggiore dei casi, l’incontro può diventare come il quinto set tra Ruud e Safiullin, in cui ha vinto semplicemente chi è rimasto in piedi, ma di gioco del tennis era rimasto davvero poco. Se la direzione non dovesse cambiare, queste scene diventeranno sempre più comuni, andando a rovinare i tornei più importanti ed emozionanti del circuito.
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