L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul tennis

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul tennis

Si è appena conclusa una delle giornate più belle della storia del tennis italiano: a Parigi, per la prima volta, ci saranno tre azzurri ai quarti di finale di un torneo del Grande Slam.

L’impresa diventa ancora più sensazionale guardando i nomi: mancano Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, i primi due italiani del ranking ATP. La giornata è iniziata in modo straordinario, con Flavio Cobolli che ha domato il giovane americano Svajda in quattro set, pur rischiando nel finale. Nel pomeriggio invece a imporsi è stato Matteo Berrettini, che non ha lasciato scampo a Juan Manuel Cerundolo, “vendicando” l’amico Sinner. Tre set a zero con la capacità di essere sempre sul pezzo nei momenti decisivi e, soprattutto, trovando una soluzione efficacissima nella diagonale del proprio diritto, che puntualmente faceva male al rovescio decisamente artigianale dell’argentino.

Ma il vero exploit di giornata porta la firma di un altro Matteo. Arnaldi ha compiuto una prodezza sul Suzanne Lenglen contro l’americano Tiafoe, 80 posizioni più avanti nel ranking. Il sanremese veniva da partite durissime e costosissime a livello di energia: 4 ore al primo turno contro Griekspoor, 3 e mezza contro Tsitsipas al secondo e 5 ore per domare Collignon al terzo. Ad un certo punto, poi, il risultato di ieri diceva 7-6, 6-7, 3-6, 1-4, 15-40. Scoccata la mezzanotte e iniziata la Festa della Repubblica, Matteo ha trovato delle energie nascoste. Ha rimesso in piedi una partita che sembrava ormai compromessa. Ha vinto meritatamente. Nel post partita, incredulo, anche lui ha sottolineato la portata dell’impresa:Ho giocato la miglior partita della mia carriera”.

Per capire quanto sia eccezionale ciò a cui abbiamo assistito, ecco qualche statistica incredibile:

  1. Per la prima volta, ci sono tre italiani nei quarti di finale di un Grande Slam.
  2. Per la prima volta dagli Australian Open 1991, ci sarà un quarto di finale maschile tra due giocatori fuori dalla top 100: Berrettini (105) contro Arnaldi (104).
  3. Almeno uno di loro si giocherà l’accesso alla finale.
  4. Il tutto senza Jannik Sinner (1) e Lorenzo Musetti (11).

La rivincita di Arnaldi e Berrettini

È una vera e propria rivincita per due atleti tanto forti quanto sfortunati come Berrettini e Arnaldi. Cobolli è ormai stabilmente nei primi 20 del mondo, per gli altri due non si può dire lo stesso. Arnaldi fino a poche settimane fa soffriva di un problema al piede che non gli permetteva di andare oltre il primo turno in praticamente ogni torneo. Poi arriva la svolta: l’ingresso di Fabio Colangelo nello staff coincide con il ritorno di Arnaldi al suo miglior tennis. Prima vince il Challenger 175 di Cagliari, poi firma questa campagna storica a Parigi. Anche l’altro Matteo, Berrettini, non veniva da un periodo brillantissimo. Il romano convive da anni con infortuni che lo hanno fatto precipitare nel ranking. A Madrid si era sfogato in modo preoccupante, dicendo di non essere in grado neanche di competere. Il suo ritorno glorioso al Roland Garros ha finalmente scacciato molta nebbia sul presente e soprattutto sul futuro del Martello, con delle voci che sussurravano persino un allontanamento dal circuito.

In questa giornata di festa non resta che una cosa da fare: celebriamo la nostra Nazione e godiamoci dei campioni che stanno continuando a scrivere pagine di storia nel tennis italiano.

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