Kit di sopravvivenza in caso di guerra
La commissione europea, capitanata da Ursula Von Der Leyen, studia un piano di emergenza in caso di guerra o altra crisi
L’ Europa non è preparata alla guerra o ad altre crisi. E’ quanto scaturisce dalla Commissione Europea, che ha studiato un piano di resilienza per le prime 72 ore. L’ emergenza può essere un attacco militare, o cibernetico od anche un disastro ambientale. Come tutelare i cittadini? Semplice, con un kit ! La borsa, kit di sopravvivenza o resilienza, deve contenere una decina di cose. Le più importanti sono acqua, medicine, torcia, fiammiferi e batterie.

Gli Italiani sono convinti che prepararsi alla guerra sia una priorità per l’ Europa? Secondo un recente sondaggio dell’Istituto Demopolis per i nostri cittadini le emergenze sono altre. In cima alla classifica ci sono occupazione ed il lavoro. Segue poi la riduzione della pressione fiscale. Al terzo posto il rilancio dell’economia. Al quarto una maggior efficienza della sanità pubblica. Ci sono inoltre il contrasto alla criminalità e la gestione dell’ immigrazione. Secondo questo sondaggio gli Italiani non avvertono, come pericolo imminente, un attacco militare ad un paese europeo.
L’ Unione Europea non è preparata a incidenti e crisi su larga scala, che comprendano anche aggressioni armate, ha affermato l’ ex presidente della Finlandia, in una sua relazione dello scorso anno.
Giustissimo, quindi, prepararsi ad eventi di natura catastrofica. Servono protocolli che tutelino le popolazioni, come per esempio per le alluvioni degli ultimi anni. Se pensiamo a Valencia o all’ Emilia Romagna, poco è stato fatto. Il cambiamento climatico ci ha abituati ad eventi estremi. I cittadini avrebbero bisogno di soluzioni concrete, invece vengono lasciati da soli, ma con in mano un bel beauty di farmaci, cerini ed acqua.
Foto in evidenza: Europa Today
Foto all’ interno: European Commission
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