Italia: e ora?

Italia: e ora?

Reduci dal doppio confronto contro la Germania ai quarti di Nations League, quali sono le cose da cancellare, e quali da portare con sé per le prossime qualificazioni

L’avventura dell’Italia in Nations League termina ai quarti di finale per mano della Germania. Questo è il verdetto del doppio confronto con i tedeschi, che si sono imposti all’andata in rimonta a San Siro per 2-1, al ritorno al Westfalenstadion di Dortmund un pirotecnico 3-3, sancisce l’eliminazione degli azzurri, che li spinge di fatto nel Gruppo I di qualificazione ai prossimi mondiali 2026 in Usa, Canada e Messico, insieme a Norvegia, Estonia, Moldova e Israele.

Le due partite contro i tedeschi, hanno offerto molti spunti interessanti, andiamo adesso ad analizzare cosa ha funzionato e cosa ha funzionato di meno. Partiamo dalla gara d’andata, in particolare dall’ottimo primo tempo offerto dagli azzurri, che passano in vantaggio dopo appena 9′ minuti con un bel lancio di Bastoni, che trova libero Barella il quale, trova un buon corridoio per Politano che mette al centro e sulla respinta corta della retroguardia tedesca, si avventa Tonali che di destro, fulmina Baumann. Italia che più e più volte va vicina al raddoppio, ma trova purtroppo sulla sua strada, l’estremo difensore tedesco in serata di grazia.

Il secondo tempo comincia con la reazione rabbiosa della Germania, che trova subito il pari al 48′ cross di Kimmich e testa del neo entrato Kleindeinsdt, tedeschi che passano in vantaggio al 75′, da calcio d’angolo sul primo palo sbuca Goretzka, che di testa sfugge a Bastoni e beffa Donnarumma per il 2-1 finale.

Il ritorno a Dortmund, è l’esatto contrario di quello visto a San Siro, l’Italia non scende in campo nel primo tempo, completamente annichilita dalla Germania, che alla mezz’ora passa in vantaggio su calcio di rigore trasformato da Kimmich, il raddoppia arriva 5′ minuti più tardi, il solito Kimmich batte subito un calcio d’angolo, cogliendo di sorpresa la retroguardia azzurra, Musiala con un tocco fa 2-0, il tris arriva allo scoccare del 45′, recupero palla sulla trequarti palla sulla destra per Kimmich, cross al centro, testa di Kleindeinsdt che batte Donnarumma.

Nel secondo tempo, pronti via, accorcia le distanze l’Italia con Moise Kean, che sfrutta un errore in disimpegno della Germania e di destro fulmina Baumann, i cambi di Spalletti fanno effetto, al 68′ ancora Kean imbeccato dal neo entrato Raspadori fa 3-2, lo stesso attaccante del Napoli a tempo scaduto sigla il 3-3 finale sul calcio di rigore.

Cosa ci hanno voluto dire queste due gare, partiamo dalle note positive. È un Italia che prova a giocare un buon calcio, costruzioni dal basso, esterni che vengono a giocare in mezzo al campo, possesso palla e ricerca della verticalità, nonostante la qualità dei singoli, inferiore a quella della Germania, gli azzurri provano a tenere testa attraverso il gioco. Ottima la reazione nei momenti di difficoltà, il 3-0 del primo tempo avrebbe ucciso chiunque, ma gli uomini di Spalletti, complice anche qualche cambio, non si sono disuniti e un passo alla volta, hanno provato a risalire la corrente.

Ultima nota positiva, finalmente dopo gli anni d’oro dei vari Del Piero, Totti, Vieri, Inzaghi passando attraverso periodi bui come Pellè e Zaza, la nazionale ha ritrovato due bomber di livello. Al fianco di Retegui, Moise Kean ha dimostrato anche in maglia azzurra, che quest’anno, è il suo anno. Il centravanti della Fiorentina, ha messo in mostra l’argenteria, oltre ai due goal, ha lottato, ha fatto reparto da solo, ha creato spazio per l’inserimento dei compagni, insomma un attaccante completo. Insieme al capocannoniere del campionato Retegui, siamo finalmente in ottime mani.

Passiamo invece alle note meno positive. La difesa, al di là del numero dei goal presi, troppe disattenzioni della retroguardia, soprattutto sulle palle inattive. Le scelte del CT, soprattutto nella gara di ritorno, se risulta normale il cambio di Buongiorno per l’infortunato Calafiori, meno comprensibile la rinuncia a Politano, e quella di Raspadori per un ancora acerbo Daniel Maldini, da loro due nel secondo tempo, è partita la riscossa degli azzurri. Maldini, così come Ricci hanno dimostrato di avere bisogno di calcare grandi palcoscenici, di giocare partite di livello con più continuità.

Ultima nota, si è patita l’assenza di Dimarco, il dover rinunciare per infortunio ad uno dei migliori esterni d’Europa, rappresenta un duro colpo per la nazionale. In sintesi, non bisogna drammatizzare, il doppio confronto con la Germania ha evidenziato tante cose positive, ci sono anche alcune cose ancora da registrare, ma alla fine possiamo dire che l’Italia c’è, e guardare con fiducia alle prossime qualificazioni mondiali, quello è il vero obiettivo da centrare a tutti i costi.

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