Il giorno delle favole

Il giorno delle favole

Non sarà una giornata da ricordare con gioia immensa per lo sport italiano, ma questa domenica sono state scritte pagine di storia dello sport mondiale. Tra prime volte, clamorose sconfitte e trionfi, ricorderemo il 7 giugno per parecchi anni.

Tra tutti gli eventi, il meno rilevante riguarda stranamente la Nazionale maggiore di calcio. Gli Azzurri di Silvio Baldini hanno sconfitto la Grecia a domicilio. Ancora 1-0. Di nuovo Pio Esposito in rete. Non è da qui che ripartirà il calcio italiano, ma aver fatto bottino pieno con una squadra che è composta per nove undicesimi da under 21 è comunque una piccola iniezione di fiducia. Peccato solo per il giovanissimo Luca Reggiani, espulso nel secondo tempo. La storia, però, è stata scritta dai ragazzi dell’under 17. I giovanissimi di Daniele Franceschini sono riusciti a vincere il secondo Europeo di categoria consecutivo. Dopo aver pareggiato la partita in ‘zona Cesarini’, gli Azzurrini trionfano ai rigori contro il Belgio. Il calcio italiano aveva un bisogno viscerale di buone notizie e le categorie giovanili stanno ridando speranza a un movimento che ai piani alti continua a scricchiolare pericolosamente.

Gli altri azzurri nello sport: Kimi Antonelli, Flavio Cobolli e la pallavolo

Altre discipline hanno regalato grandi sorrisi e altrettanto forti delusioni, ma sempre con una costante: nessuno si è mai dato per vinto. La Nazionale femminile di pallavolo si è arresa in VNL al Brasile. Le ragazze di Julio Velasco, reduci dall’oro Olimpico e dalla vittoria Mondiale, erano arrivate a 39 vittorie consecutive: praticamente due anni senza perdere un match. Contro i Verdeoro, però, una battuta d’arresto era pronosticabile: molte delle nostre migliori giocatrici non sono ancora a disposizione in vista dell’Europeo di settembre, vero obiettivo da conquistare. Nonostante ciò, le Azzurre hanno combattuto fino alla fine, recuperando due set di svantaggio. Nel tie break sono state le avversarie ad avere la meglio per 15-12. Questa sconfitta potrebbe persino rivelarsi utile: adesso Antropova e compagne arriveranno ai prossimi appuntamenti con meno pressione.

In Formula 1 trionfa ancora Andrea Kimi Antonelli. Vince anche il Gran Premio di Monaco e lancia un messaggio fortissimo al Mondiale: è lui il grande favorito, mentre George Russell sembra accusare sempre più il confronto con il compagno di squadra. La macchina è sicuramente la migliore in pista, ma il talento del 19enne di Bologna sta rendendo questo binomio inattaccabile per ogni avversario. Nonostante la Safety Car prima e la bandiera rossa poi abbiano azzerato il suo vantaggio su Lewis Hamilton, ha guidato in maniera sublime per 78 giri, senza concedere opportunità agli sfidanti.

In contemporanea, 700 km più a nord, Flavio Cobolli tentava l’impresa a Parigi in finale del Roland Garros. L’avversario, il tedesco Zverev, era alla quarta finale in un torneo dello Slam, dopo averne perse tre di fila. Per Flavio, invece, era solo la prima. Dopo un primo set difficile, il romano ha iniziato a giocare il suo tennis e a tenere testa al numero 3 del mondo. Vinto il tie break del quarto set, tutti abbiamo sognato l’impresa. Purtroppo così non è stato. Il tedesco ha sbagliato meno nei punti decisivi, spezzando finalmente la sua maledizione di essere, con ogni probabilità, il più forte di sempre a non aver mai trionfato in un torneo di questo livello. Tantissimo orgoglio per Cobolli, però, che ha dimostrato di poter competere in questi palcoscenici, riuscendo a esprimere per lunghi tratti i pregi del suo gioco.

La caduta del Re

Nella tappa di Stoccolma è successo l’impensabile. Armand ‘Mondo’ Duplantis non ha vinto una gara di salto con l’asta. Non solo non riesce il 16esimo record del mondo consecutivo, ma è stato addirittura battuto dopo 40 gare. L’ultima volta fu a Montecarlo il 21 luglio 2023. Solo lui e Marshall avevano superato i 5,90 metri. Quest’ultimo rinuncia ai 6 metri, Mondo fallisce la misura due volte e decide di alzare a 6,05. Ancora nullo: Duplantis è battuto dopo quasi tre anni, nell’incredulità del suo stadio di casa, dove l’anno scorso fece registrare il primo salto di sempre a 6,28 m.

Share this content:

Commento all'articolo