Tonfo Juventus: addio Champions?

Tonfo Juventus: addio Champions?

Il penultimo turno di campionato, con tutte le sfide decisive per la corsa Champions giocate domenica alle 12, ha regalato una grande sorpresa: la caduta della Juventus

L’andamento della partita

Il penultimo turno di campionato rischia di aver scritto la parola fine sulla corsa Champions della Juventus. All’Allianz Stadium, contro una Fiorentina aggressiva, i bianconeri crollano in una gara che avrebbe dovuto consolidare il terzo posto, ma che ne ha messo in evidenza tutti i limiti.

La squadra era partita con buon ritmo, sfiorando il vantaggio con Vlahovic dopo un errore in impostazione di Ndour. Ma con il passare dei minuti la Juventus si è spenta, lasciando campo e iniziativa ai viola. Proprio Ndour, alla mezz’ora, ha firmato l’1-0 con una conclusione sul primo palo che ha colto impreparato Di Gregorio. Nella ripresa la Juventus ha provato ad aumentare il peso offensivo, senza però trovare lucidità né continuità. Nonostante i due gol annullati, i bianconeri non hanno mai dato davvero la sensazione di poter riaprire la partita. A chiudere definitivamente i conti ci ha pensato Mandragora, che nel finale ha disegnato un sinistro preciso dal limite dell’area, siglando il tracollo. Il risultato apre inevitabilmente una riflessione profonda sul progetto tecnico juventino. Per un club con la storia e le ambizioni della Juventus, la mancata qualificazione in Champions League rappresenterebbe un fallimento sportivo difficilmente giustificabile.

Le responsabilità del fallimento

La stagione è certamente fallimentare. Lo status della Juventus impone standard diversi: il quarto posto sarebbe comunque stato solo una magra consolazione per una squadra che dovrebbe puntare a lottare per i titoli ogni anno. Neanche la cura Spalletti è servita a ridare vigore a una squadra che, da anni a questa parte, raccoglie molte più delusioni che trionfi. Le parole dell’allenatore alla fine della partita fanno riflettere: “A voi vi piace fare dei falliti, gli date questo carico qui ai risultati di vita o di morte. Era una partita da vincere, ma le partite della vita sono altre. Poi lo sappiamo che non andando in Champions la società perde dei soldi, ma parlare di partita della vita o della morte o della guerra, non va bene: sono partite di calcio e i calciatori ne risentono forzatamente”.

Giocare per la Juventus, però, significa dover sopportare pressioni che, per storia e status, sono diverse. Basti pensare che è il club più tifato in Italia per distacco. La sensazione, però, è che molti calciatori non abbiano retto il peso delle aspettative. Nei momenti decisivi, nessuno ha saputo prendersi la squadra sulle spalle e trascinarla verso la vittoria. Si è visto in più partite giocate bene ma non vinte. Contro il Verona, il Cagliari, il Lecce all’andata e il Sassuolo si è visto lo stesso leitmotiv: nessuno, se non forse Yildiz, ha avuto la forza di prendere iniziativa e cercare la giocata vincente.

Il lavoro di Spalletti è sicuramente positivo, perché la Juventus a tratti ha mostrato un gioco brillante, che non si vedeva da diversi anni. Ma i passi a vuoto sono stati troppi e hanno portato a un vero e proprio fallimento sportivo: sul campo, i bianconeri non mancavano l’accesso alla Champions League dalla stagione 2010-2011, sulla panchina sedeva Delneri.

Cosa serve per ripartire al meglio

Da una parte, sarebbe intelligente ripartire da Luciano Spalletti, l’unica grande nota positiva di una stagione sciagurata. Dall’altra, la rosa ha bisogno di una rivoluzione. Molti investimenti delle ultime stagioni si sono rivelati deludenti. Koopmeiners, Vlahovic, Di Gregorio, David e Openda sono solo i primi nomi che vengono in mente quando si pensa a delle possibili cessioni. Soprattutto il portiere è un tema tra i tifosi: subire 16 volte gol al primo tiro in porta su 35 è grave. In questa stagione, nessuno tra Di Gregorio e Perin è riuscito a dare la sicurezza che ci si aspetta dal portiere della Juventus, per cui un investimento tra i pali dovrebbe essere il primo tassello del calciomercato estivo.

Per completare la rosa, servirebbe fare un mix di giovani in rampa di lancio e giocatori esperti. I secondi potrebbero finalmente ridare la mentalità che i bianconeri hanno perso da un po’. Si parla di Bernardo Silva e Lewandowski, colpi che ridarebbero speranze a un’intera tifoseria.

Domenica la stagione si chiuderà con il derby della Mole. Salvo ribaltoni, la Juventus dovrà accontentarsi dell’Europa League. Un epilogo impensabile a inizio stagione e che certifica una delle annate più deludenti dell’era recente bianconera.

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22 anni. Appassionato di sport e geografia, ma non solo. Mi piace andare oltre la superficie delle cose e soffermarmi sui dettagli.

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