Serie A: alcune considerazioni dopo la 26esima giornata

Serie A: alcune considerazioni dopo la 26esima giornata

Il castello ha le chiavi nerazzure, la lotta Champions si tinge invece a più colori.

La 26esima giornata di Serie A ha smesso di sussurrare e ha iniziato a gridare le prime verità. Se la corsa verso il titolo sembra ormai un monologo scritto a penna rossa, alle spalle della vetta il campionato si è trasformato in un corpo a corpo frenetico. Tra crolli psicofisici e bufere intorno agli arbitri e all’utilizzo del tanto “amato” VAR, tutto, o quasi, è ancora da decidere.

La Fuga.

Se alle sue spalle il caos la fa da padrone, per l’Inter capolista la strada sembra invece spianata verso lo scudetto, il ventunesimo della sua storia. Gli uomini di Chivu non sbagliano nemmeno stavolta e battono il Lecce con un secco 2-0, in una partita in cui non c’è mai stata davvero storia. I neroazzurri sembrano una macchina rodata alla perfezione e, anche nelle partite “sporche”, riescono a trovare un modo per portare a casa il risultato. Curioso come la forza di quest’ Inter (la tenuta mentale), fosse il punto che ad inizio campionato aveva suscitato più dubbi, dopo la bruciante sconfitta in finale di Champions della stagione precedente. Alla fine di questa giornata, i neroazzurri si trovano primi in solitaria a +10 sulla seconda.

L’inseguitrice.

In scia, ma non proprio, della capolista, c’è il Milan di Massimiliano Allegri. I rossoneri, senza competizioni europee, erano riusciti a tenere il passo frenetico dell’Inter fino a qualche giornata fa ma, dopo un pareggio col Como ed una sconfitta in questa giornata contro il Parma, si ritrovano a -10 dalla vetta con il derby che si avvicina. A prescindere da come andrà a finire, si dovranno comunque fare i complimenti ad Allegri e ai suoi uomini, che hanno riportato il Milan ai vertici alti della classifica dopo l’ottavo posto della scorsa stagione.

La “bagarre” per i posti Champions.

Con 12 partite rimaste, la distanza tra il terzo ed il settimo posto è di sole 5 lunghezze. Le “prime” di questa mini classifica sono Napoli e Roma, entrambe a quota 50. I giallorossi si liberano facilmente della Cremonese, vincendo 3 a 0 e allungando la striscia di risultati utili consecutivi. La squadra di Gasperini sembra aver cambiato faccia dopo il mercato invernale, grazie agli arrivi di Zaragoza ma, soprattutto, di Malen e adesso vuole ipotecare un posto in Champions.

Per il Napoli la musica è un po’ diversa. Dopo la vittoria a sorpresa dello scudetto lo scorso anno, gli uomini di Conte sono stati flagellati dagli infortuni e hanno avuto tantissime difficoltà in questa stagione. Gli azzurri questa domenica hanno sfidato l’Atalanta (anche essa in corsa per un posto in Champions) in un match che ha alimentato le polemiche sul VAR e sull’abilità della classe arbitrale. Gli episodi dubbi sono due. Il primo al 41′: Hojlund entra in area e viene colpito da Hien, Chiffi non ha dubbi e indica il dischetto ma poco dopo viene chiamato all’on-field review e revoca il penalty. La decisione in sè ci può stare, il contatto è fortuito e leggero, ma la polemica nasce dal fatto che, secondo il protocollo, questo non era un caso in cui il VAR sarebbe potuto intervenire, in quanto l’intensità del contatto è una decisione che spetta all’arbitro in campo. Il secondo all’inizio del secondo tempo: sempre Hojlund penetra in area e, dopo uno spalla a spalla con Hien, mette in mezzo un pallone che Gutierrez insacca per il 2 a 0. Chiffi segnala però l’intervento falloso dell’attaccante danese ai danni del difensore neroazzurro e annulla la rete. Nessuna on-field review, nessun silent check e si rimane quindi sull’1 a 0. Dai replay è molto evidente come il “contatto” tra i due giocatori sia lievissimo e addirittura vedrebbe Hojlund come parte lesa. Da lì a poco l’Atalanta ribalta la partita con i gol di Pasalic e Samardzic e vince 2 a 1 recuperando 3 punti al Napoli e agganciando il Como a 45.

Per la Juventus sembra invece essere finito il periodo “luna di miele” con Spalletti. I bianconeri cadono ancora una volta in casa, perdendo 2 a 0 contro il Como, diretta concorrente per la Champions. Sono 4 le sconfitte nelle ultime 5 partite per la Juventus che, complice la fatica sia fisica che mentale, pare aver perso smalto e lucidità, soprattutto sotto porta. Altro problema grave è la fase difensiva: i bianconeri sono la squadra che subisce più gol da un errore individuale (25). A questo si aggiunge il fatto che, nelle ultime 9 partite, la Juventus ha preso gol al primo tiro in porta. I bianconeri sono fermi a quota 46 punti, a meno 4 da Roma e Napoli che occupano i posti Champions e a solo 1 punto da Como e Atalanta.

La lotta salvezza


Anche qui la situazione è tiratissima. Il Verona sembra condannato alla retrocessione, con soli 15 punti accumulati e a meno 9 dalla zona salvezza. Il Pisa è nella stessa situazione dopo la sconfitta nello scontro salvezza con la Fiorentina. Proprio i viola sono la sorpresa in negativo della stagione. Partiti con i migliori propositi, una preparazione pessima, un mercato di basso livello e una non stabilità in panchina, vedono la Fiorentina 16esima, quota 24 punti, a pari punti con Lecce e Cremonese che hanno fatto entrambe un passo falso.

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