Semi-Finale dolce-amara

Semi-Finale dolce-amara

Non è stato ciò che tutti speravano. La festa che doveva avvenire sul Philippe Chatrier di Parigi non si è celebrata. Matteo Arnaldi è stato costretto al ritiro pochi minuti prima della semifinale tricolore del Roland Garros contro Flavio Cobolli.

Doveva essere la serata simbolo del tennis italiano, con due azzurri che si sfidavano per la prima volta per accedere alla finalissima di un torneo del Grande Slam, invece in un attimo abbiamo assistito al punto più triste. La semifinale tra Cobolli e Arnaldi non c’è stata. La causa è un virus che ha costretto il sanremese a rinunciare alla sua partita della vita. Nel pomeriggio i due giocatori si sono incontrati. Non divisi da una rete, ma insieme dietro una schiera di microfoni e giornalisti. In conferenza stampa è trasparito il fortissimo dolore da parte di entrambi per non poter dare lo spettacolo che loro in primis avrebbero meritato.

Le dichiarazioni dei due azzurri

“È difficile essere qui. Non è quello che volevo fare. Ma ieri sera ho iniziato a sentirmi poco bene. Mi sono svegliato all’1 di notte e ho iniziato a vomitare. Non mi sentivo al meglio. Poi ho provato a dormire. Non sono riuscito a dormire per niente. Alle 6, alle 7 del mattino ho vomitato di nuovo. Il medico mi ha dato qualcosa, ma ho continuato a vomitare ogni volta che mangiavo o bevevo. Adesso, sarebbe la stessa cosa”. Queste le parole di apertura di Matteo Arnaldi. Un momento durissimo. Dover rinunciare alla prima semifinale Slam non lo si augura veramente a nessuno. Contento Cobolli? Macché. Le sue parole hanno commosso tutta la sala: “Quando è venuto da me un’ora fa, ho quasi pianto. È una cosa che non ti aspetti proprio. Ero pronto a giocare questa partita. Ero e sono completamente triste per lui“. Cappellino basso, occhi lucidi di chi sta provando dolore sincero per un amico che aveva un’occasione forse irripetibile.

Ora, la finale

Di questa storia, c’è ancora un capitolo da scrivere. Domenica Flavio Cobolli giocherà comunque la sua prima finale Slam, in cui affronterà il tedesco Zverev. Bisogna guardare al futuro, e il romano lo fa: “Ora vado ad allenarmi,  devo mettere altra benzina nel mio tennis, anche senza la tensione di una partita vera. Poi andrò nel solito ristorante, non quello di Arnaldi…, e festeggeremo il decimo posto in classifica. So che Zverev vorrebbe vincere uno Slam a tutti i costi, io però cercherò di impedirglielo, in campo non farò sconti.

E allora, domenica godiamoci ancora una volta la storia del tennis italiano, e come scrive Gazzelle, “Dai Flavio daiFlavio daiFlavio dai“.

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