Rocchi indagato e autosospeso. Ora che succede?

Rocchi indagato e autosospeso. Ora che succede?

Terremoto nel mondo del calcio in Italia: il designatore arbitrale Rocchi e il suo vice Gervasoni indagati per “Concorso in frode sportiva”.

Il calcio giocato passa un po’ in secondo piano. L’annuncio che vede Rocchi indagato si è rapidamente diffuso e c’è bisogno di fare chiarezza in merito. Al centro dell’attenzione ci sono soprattutto partite della stagione 2024/25. L’accusa rivolta a Gianluca Rocchi comprende due elementi in particolare. Il primo riguarda l’aver fatto pressioni su alcuni arbitri addetti al VAR durante delle partite. Il secondo riguarda alcune designazioni arbitrali combinate, in cui avrebbe fatto arbitrare l’Inter a direttori di gara “graditi” ai nerazzurri. Due partite di Serie A e una di Coppa Italia sono finite al centro dell’accusa: Udinese-Parma del primo marzo 2025, Bologna-Inter del 20 aprile e Inter-Milan di tre giorni dopo, sempre dello stesso anno. Il designatore ha deciso di autosospendersi, per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità.

Domenico Rocca e la prima denuncia

Tutto ebbe inizio nella primavera del 2025, quando Domenico Rocca, ex assistente, presentò una denuncia ad Antonio Zappi, ex Presidente degli arbitri, in cui esplicava delle incongruenze nel mondo arbitrale. Il Procuratore Federale Chinè archiviò il tutto, non ritenendo ci fossero elementi sufficienti per proseguire l’indagine. Anche Ugo Taucer, procuratore generale, non si era opposto alla scelta. Ieri, però, la Procura federale ha chiesto gli atti alla Procura di Milano. Nel frattempo, sono emersi i nuovi casi che hanno portato il designatore Rocchi ad essere sul registro degli indagati.

Cosa sappiamo?

I capi d’imputazione nell’avviso di garanzia sono tre. L’agenzia di stampa AGI li ha riportati. In uno si legge che Rocchi “quale designatore arbitrale dell’AIA, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di Coppa Italia ‘combinava’ la designazione del direttore di gara per la partita di campionato di serie A Bologna-Inter (20 aprile 2025) nella persona di Andrea Colombo, siccome ‘arbitro’ gradito alla squadra ospite, l’Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali della stagione calcistica“. Accusa grave, su cui la Procura dovrà chiarire. Mancano ancora molti dettagli, a partire da eventuali soggetti coinvolti nelle presunte combine.

Nel secondo capo d’imputazione, Rocchi, scrive il pm, “quale designatore in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di andata di Coppa Italia (2 aprile 2025), ‘combinava’ o ‘schermava’ la designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale del torneo (23 aprile 2025) onde assicurare poi all’Inter direzioni di gara diverse dal ‘poco gradito’ Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di serie A” che erano di “maggiore interesse per la squadra milanese“. Qui vale lo stesso: resta da chiarire se e come fossero valutate le preferenze delle società.

Infine, il terzo capo d’imputazione è riferito a Udinese-Parma del marzo 2025 quando “in qualità di supervisore Var, in concorso con altre persone, durante lo svolgimento della partita condizionava l’addetto Var Daniele Paterna inducendolo all’On Field Review il direttore di gara Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso“. 

Cosa rischiano le società?

Al momento, nessun tesserato di club è registrato nell’elenco degli indagati. Anche Giuseppe Marotta, Presidente dell’Inter, ha commentato a Sky Sport: “Scopriamo tutto tramite la stampa. Noi abbiamo sempre agito con il massimo della correttezza. Non è affatto vero che abbiamo arbitri graditi e non. Nello scorso campionato abbiamo subito diverse decisioni arbitrali a nostro sfavore. Sono tranquillo e voglio rasserenare i tifosi”. Sarà compito della Procura fare chiarezza sulla questione. Solo qualora dovessero emergere ulteriori dettagli, con il coinvolgimento di club o dirigenti, la situazione cambierebbe completamente, gettando sul campionato le stesse ombre che abbiamo avuto modo di conoscere venti anni fa con Calciopoli. In tal caso, delle penalizzazioni sembrano possibili. Il Ministro dello sport Abodi ha infatti commentato così: “Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze“.

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22 anni. Appassionato di sport e geografia, ma non solo. Mi piace andare oltre la superficie delle cose e soffermarmi sui dettagli.

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