Maglia falsa? non puoi ! ADL rimprovera garbatamente una giovane tifosa a Dimaro
Come in molti ormai già sanno, durante il ritiro del Napoli a Dimaro si è verificato un episodio che ha acceso un vivace dibattito tra tifosi e opinione pubblica. Una giovane tifosa, con il desiderio di poter scendere in campo per salutare la squadra, si è rivolta al presidente Aurelio De Laurentiis chiedendogli quanto detto. Ebbene la risposta ricevuta dalla giovane, pronunciata pubblicamente, è stata: “Hai la maglia falsa!”.
La ragazzina, visibilmente in imbarazzo, avrebbe replicato che i suoi genitori non avevano avuto la possibilità economica di acquistare quella originale. Un momento che, nel giro di poche ore, è diventato oggetto di discussione sui social network, dividendo gli utenti tra chi ha interpretato le parole del patron come una semplice battuta e chi, invece, le ha giudicate poco opportune nei confronti di una bambina.
A rendere ancora più controversa la vicenda sono state alcune affermazioni successive del presidente. Che rivolgendosi alla ragazzina, con una domanda del tipo “Come si fa a combattere la forza di Milan, Juventus e Inter?” questa ulteriore posizione è sembrata, a molti, un argomento del tutto fuori contesto rispetto alla semplice richiesta di una giovane tifosa. Una domanda che non aggiungeva nulla a quel momento e che ha contribuito ad allontanare l’attenzione dall’aspetto umano della vicenda.
Al di là delle diverse interpretazioni, resta una riflessione che merita attenzione. Chi ricopre un ruolo di grande visibilità, soprattutto nel mondo del calcio, rappresenta molto più di una società sportiva: incarna un punto di riferimento per migliaia di bambini che vivono la propria passione con entusiasmo e spontaneità.
È proprio per questo che viene naturale porsi una domanda: davanti a una richiesta così semplice e sincera, non sarebbe stato possibile trasformare quel momento in un ricordo indimenticabile? Un gesto di gentilezza, come regalare una maglia ufficiale alla giovane tifosa, avrebbe probabilmente spento ogni polemica e trasmesso un messaggio di vicinanza, sensibilità sociale e attenzione verso chi, pur non avendo grandi possibilità economiche, continua ad amare profondamente i colori del Napoli.
Il calcio è fatto di risultati, bilanci e strategie, ma è anche fatto di emozioni. Sono proprio i piccoli gesti a rendere grandi i protagonisti di questo sport. Una maglia può avere un valore economico, ma il sorriso di una bambina e il ricordo che porterà con sé per tutta la vita hanno un valore che va ben oltre qualsiasi prezzo.
Forse è questa la vera lezione che lascia questa vicenda: quando si ha il privilegio di rappresentare un club amato da milioni di persone, ogni parola e ogni gesto possono diventare un esempio. E, talvolta, basta davvero poco per trasformare una polemica in una splendida storia di sport.
Anche il riferimento al fatto che, in Trentino o nelle zone limitrofe, i napoletani non sarebbero ben accolti – o comunque un’affermazione di significato analogo – ha suscitato ulteriori perplessità. Al di là delle intenzioni con cui è stata pronunciata, una frase del genere dimostra quanto, soprattutto quando si ricoprono ruoli istituzionali o di grande esposizione pubblica, sia fondamentale valutare attentamente il peso delle proprie parole e l’effetto che possono avere.
Insomma Aurelio De Laurentiis ha fatto spesso parlare di sé per uscite forti, tra cui la definizione del Bari come seconda squadra del Napoli, la frase sui calciatori africani, dicendo di non voler più comprare giocatori africani a meno che non rinunciassero a giocare la Coppa d’Africa, limitando le loro convocazioni in nazionale.
e la critica al sistema italiano definito come “a ‘pazziella ‘mmano e criature” .
Non sono mancate uscite polemiche e insulti verbali contro i giornalisti, accusati spesso di parlare solo di soldi o di inventare notizie, ricordiamo infatti l’alterco in diretta con Sky e lo spintone al cameraman: Nel marzo 2024, durante un pre-partita di Champions League, De Laurentiis ha interrotto bruscamente un’intervista scagliandosi contro i giornalisti di Sky Sport, contestando la presenza di un giornalista da lui ritenuto “laziale” e spingendo violentemente l’operatore TV al grido di “Non devi riprendere, scemo, oppure lo scontro con la Gazzetta dello Sport: Al termine della finale di Coppa Italia del 2012, De Laurentiis ha sferrato un duro attacco pubblico alla Gazzetta dello Sport, accusando la testata di fare una campagna contraria al Napoli e definendo alcuni giornalisti nello specifico come “non graditi.
Ma si ricorda ancora quando il patron azzurro, sferrò l’accusa di “odio” ai giornali del Nord: Nel marzo 2017, e successivamente in accesi dibattiti televisivi con opinionisti come Sandro Sabatini, De Laurentiis ha ribadito la tesi secondo cui i giornali del nord tifano contro il Napoli, alimentano una contrapposizione geografica dannosa per l’ambiente azzurro.
Insomma ritornando alla questione della giovane tifosa, non si può non ammettere che anche in questa vicenda il presidente De Laurentiis ha evidenziato una eccessiva durezza nei confronti di una minorenne, senza tenere conto che il costo di una maglia originale (circa 150 euro) è un bene di lusso non accessibile a tutti i giovani o alle famiglie, rendendo l’uscita poco opportuna.
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