Due volte nella polvere, tre volte sull’altar

Due volte nella polvere, tre volte sull’altar

Messi si nomò, caricandosi l’Argentina sulle spalle. L’Egitto, ad un passo dall’impresa storica, crolla negli ultimi minuti. La Svizzera batte la Colombia ai rigori.

Argentina-Egitto 3-2: 15 minuti per cambiare la storia

All’Atlanta Stadium di Atlanta, è andata in scena forse la più bella partita del Mondiale. L’Egitto era ad un passo dal sogno, dalla prima storica qualificazione ad un quarto di finale dei Mondiali, ma aveva fatto i conti senza l’oste. Ovviamente, per l’Argentina, l’oste non può essere nessun altro se non Leo Messi. La pulce non aveva iniziato bene la giornata: un rigore sbagliato e tanti errori di impostazione ma, nel momento del bisogno, il migliore di sempre ha raccolto il mantello e si è trasformato in Superman.

I Faraoni colpiscono a freddo al 15′ con uno splendido colpo di testa di Yasser Ibrahim. L’Argentina accusa il colpo, si riversa in attacco ma sbatte contro la serata di grazia del portiere egiziano Shobeir, autore di parate clamorose su Mac Allister e Julián Álvarez. Anche la fortuna volta le spalle a Scaloni: Lionel Messi calcia sul palo una punizione magistrale e, poco dopo, si fa ipnotizzare dallo stesso Shobeir, sbagliando un calcio di rigore.

Nella ripresa, il dramma albiceleste sembra compiersi al 67′: contropiede perfetto dell’Egitto, assist di Hassan e gol del raddoppio firmato da Mostafa Ziko. Sotto 0-2, con lo spettro dell’eliminazione e una serata che sembrava maledetta, l’Argentina trova la forza dei campioni.

Lo “switch” nelle pagine del libro della storia inizia al 79′: Messi pennella un cross perfetto dalla trequarti che arriva sulla testa di Romero. Il difensore argentino incorna e batte finalmente Shobeir. In 4 minuti la pulce rialza l’Argentina e pareggia la partita. All’83’ sempre Messi mette in mezzo un altro bel cross. Lautaro, in rovesciata, fa sponda in mezzo all’area. La palla arriva a Julian Alvarez che appoggia all’indietro, sul piede sinistro di Leo. Sono 3 le certezze della vita: morte, tasse e Leo Messi che, nel cuore dell’area, colpisce di controbalzo e fulmina Shobeir per il 2 a 2. La follia di questa partita non è ancora finita però: minuto 92′, Alvarez manda in campo aperto Lautaro. Il toro si allarga e fa partire un cross col contagiri che trova la testa di Enzo Fernandez, che svetta proprio su Ibrahim e batte ancora Shobeir per il definitivo 3 a 2.

Da 0-2 a 3-2 nel giro di 15 folli minuti, l’abiceleste approda ai quarti dove incontrerà la Svizzera. Se questa partita ci ha insegnato qualcosa, anzi ricordato qualcosa, è che nel calcio, Leo Messi è giudice, giuria e esecutore

Svizzera-Colombia 0-0 (4-3 d.c.r): Kobel e Vargas scrivono la storia per gli elvetici

Se ad Atlanta è andata in scena una partita folle, al BC Place di Vancouver, Svizzera e Colombia hanno giocato a scacchi per 120 minuti. Una partita maschia e chiusa in cui nessuno è riuscito a prevalere.

La Colombia fa la partita, tenendo di più il pallone, ma non riuscendo comunque a impensierire Kobel e co. La Svizzera cerca di ripartire, ma senza Manzambi (fuori per una botta presa in allenamento), la manovra elvetica è impacciata e lenta. I 90 minuti regolamentari si chiudono con uno 0 a 0 tutto sommato giusto per quanto visto in campo.

Nei supplementari la partita prende vita e i Cafeteros stringono d’assedio l’area svizzera: al 99′ Lucumì colpisce una clamorosa traversa a portiere battuto, poi è Campaz al 114′ a divorarsi il gol qualificazione calciando clamorosamente alto a pochissimi metri dalla porta. Anche la Svizzera ha un’occasione gigante per passare in vantaggio ma Amdouni calcia addosso a Vargas.

Inevitabile l’epilogo alla lotteria dei rigori: Davinson Sánchez colpisce la parte inferiore della traversa, poi Akanji manda alto. Kobel neutralizza il penalty del “Cucho” Hernández e la Svizzera ha il match point. Il rigore decisivo è sui piedi di Ruben Vargas, che spiazza il suo omonimo Camilo Vargas e fa esplodere la panchina di Murat Yakin.

La Svizzera torna ai quarti di finale di un Mondiale 72 anni dopo dall’edizione del 1954 e incontrerà l’Argentina di Leo Messi, cercando l’impresa titanica.

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