Contadino peruviano attacca il gigante RWE
Saul Luciano Lliuya, contadino peruviano, ritiene l’azienda tedesca, responsabile del riscaldamento globale che sta colpendo la sua terra, compromettendo quindi la sua attività.
Secondo la ONG Germanwatch, che sostiene l’agricoltore, la sua casa è minacciata dallo scioglimento dei ghiacciai andini, che hanno già “innalzato pericolosamente, in diverse occasioni” il livello del lago Palcacocha, situato sopra la sua città.
Dopo dieci anni di lotte, quest’uomo si troverà ad affrontare in aula il colosso RWE, chiedendogli di porre rimedio agli effetti del cambiamento climatico sulle Ande. Partendo dal lontano Perù, raggiungerà il tribunale di Hamm nella Germania nord occidentale , lasciando la sua attività di allevamento polli e ovini e i suoi campi di Quinoa e Mais.

Un simbolo di lotta contro i cambiamenti climatici
L’intento è chiedere che la RWE contribuisca ai lavori per ridurre i livelli d’acqua del lago, poiché sebbene non abbia centrali in Perù, il conglomerato è tra i tre maggiori emettitori di gas serra in Europa, responsabile dello 0,47% delle emissioni globali. Chiede pertanto alla RWE una quota corrispondente di 17.000 euro dei 3,5 milioni di euro di lavori.
La causa legale contro la RWE
Nel 2017 la sua domanda è stata, prima respinta in primo grado e dopo ritenuta ammissibile in appello.
Decisione storica. Un importante precedente nel tentativo di rendere le grandi aziende più responsabili dei loro effetti sul clima globale. Il processo ha anche sottolineato la crescente importanza di riconoscere le leggi ambientali internazionali per affrontare le sfide planetarie.
Il gruppo Essen ha affermato che la richiesta è “legalmente inammissibile” e che il signor Lliuya ” cerca di creare un precedente che riterrebbe ogni singolo emettitore di gas serra in Germania legalmente responsabile degli effetti del cambiamento climatico in tutto il mondo”.
La RWE sostiene, di aver sempre rispettato le normative nazionali sulle emissioni di gas serra e di essersi posto l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040. Impegandosi ad interrompere la produzione di energia elettrica a carbone entro il 2030 nel bacino del Reno, investendo in energia eolica e solare.
Il tribunale dovrà valutare il rischio di inondazione per l’abitazione del signor Lliuya. Se il problema verrà ritenuto grave, sarà esaminata la misura in cui il cambiamento climatico e le emissioni di RWE contribuiscono alle potenziali inondazioni. L’udienza è programmata per proseguire fino a mercoledì 26 Marzo.
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