Fine dei giochi

Fine dei giochi

Il campo ha espresso i suoi verdetti: Roma e Como volano in Champions, Europa League per Juventus e Milan

Il triplice fischio delle gare di domenica sera ha concluso ufficialmente la stagione 2025/26 di Serie A, con l’Inter laureatasi campione per la 21esima volta nella sua storia. C’erano però, in quest’ultima giornata, grossi nodi da sciogliere: in primis, chi avrebbe conquistato un posto in Champions e poi chi si sarebbe salvato. Ecco cosa ha deciso il campo.

Champions, le due meno attese

Se ad inizio campionato qualcuno ci avesse detto che, oltre al Napoli, le due squadre qualificatesi per la Champions sarebbero state Como e Roma, probabilmente non gli avremmo creduto. Gli uomini di Fabregas annientano la Cremonese per 1-4 e mettono la ciliegina sulla torta ad una campagna già leggendaria, qualificandosi alla massima competizione europea per la prima volta nella storia del club. Un mercato intelligente, con focus importante sui giovani, ha messo in piedi uno dei migliori progetti sportivi del nostro campionato ha portato i suoi frutti e chissà se il Como, il prossimo anno, possa puntare a qualcosina in più. Storica è anche la stagione della Roma di Gasperini che, con la vittoria a Verona per 0-2, torna in Champions dopo 7 anni. I giallorossi non avevano iniziato bene la campagna ma, dopo l’innesto fondamentale dell’uragano Malen a gennaio, non si sono quasi più fermati.

Europa League, le grandi delusioni

Se da un lato ci sono le imprese di Como e Roma, dall’altro ci sono invece i grandi rimorsi di Milan e Juventus. I rossoneri erano andati in vantaggio in casa col Cagliari al 2′ ma si sono poi fatti recuperare e addirittura superare dai sardi, perdendo 1-2. Anche senza coppe la squadra di Allegri, partita con ottimi propositi, dopo Gennaio è crollata mentalmente e fisicamente ed è scivolata da un secondo posto quasi garantito al quinto. Difficile individuare un responsabile singolo, il Milan ha smesso di funzionare come gruppo e non ha mai avuto una base di gioco. Per quanto si debbano fare quindi i complimenti ad Allegri, che ha comunque riportato i rossoneri in europa dopo un’annata disastrosa, ora il Milan deve chiedersi che strada vuole intraprendere: continuare il rapporto con il livornese o guardare altrove per la guida tecnica, magari verso un allenatore più “giochista” come si suol dire. L’altra grande, grandissima delusione è la Juventus. A 4 giornate dalla fine, gli uomini di Spalletti erano a +3 sulla quinta, dovendo giocare in casa con Verona (già matematicamente retrocesso) e Fiorentina (già salva) e fuori casa con Lecce e Torino. Partite sulla carta abbordabilissime considerando anche il momento di forma dei bianconeri. Un pareggio col Verona e una sconfitta con la Fiorentina, però, hanno condannato la Juventus, che si è ritrovata a dover che 2 tra Como, Roma e Milan perdessero punti all’ultima giornata. I bianconeri hanno vissuto una stagione a due facce: alle volte in controllo e dominanti, altre completamente in balia dell’avversario e confusi. Ci sarà bisogno di un gran mercato estivo per rattoppare i buchi identificati da Spalletti.

L’ultimo fanalino di coda

La lotta salvezza, che si era infiammata la scorsa giornata con il gol vittoria allo scadere di Stulic, si è spenta nel modo più anticlimatico possibile. Il Lecce vince in casa col Genoa e condanna la Cremonese, demolita 1-4 dal Como, alla Serie B. Finale che per quanto visto, tutto sommato, è forse quello giusto: il Lecce ha avuto un pò più di costanza di una Cremonese che si è accesa solo nella parte finale della stagione.

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