Guide turistiche contro Parco di Pompei o Parco di Pompei contro guide turistiche?
Le guide turistiche sono sul piede di guerra per difendere il lavoro agli scavi di Pompei: manifestazione il 13 gennaio. Zuchtriegel:”Basta prezzi non trasparenti, basta visite senza fattura, basta liti agli ingressi“
Si deteriora il dialogo tra guide e la direzione del Parco Archeologico. Chiude la postazione di guide permanente a Pompei, che lanciano una protesta con una manifestazione agli scavi di Pompei. Il Direttore Zuchtriegel ha rilasciato dichiarazioni alle agenzie stampa che aumentano l’attrito tra le due parti che culminerà in un momento concreto in piazza Esedra di Pompei venerdì 13 alle 11. Un punto di partenza per un dialogo?
La postazione agli scavi di Pompei
Il primo forte elemento di contrasto nella relazione storica tra guide turistiche e Parco Archeologico di Pompei è stata la chiusura inaspettata e improvvisa, annunciata a natale e realizzata il 6 gennaio, della postazione di guide turistiche. Si tratta della chiusura di un servizio che proponeva tutti i giorni sul posto visite guidate ed era nato da un’azione congiunta tra guide e Parco archeologico, allora commissariato. Era il 2010 e la postazione, gestita dal Parco che ha continuato a regolarne il funzionamento, ha garantito lavoro a diverse decine di guide. Alcune guide lavoravano solo in questo presidio, altre a seconda dei momenti, ma era un segno di collaborazione e una potenzialità tangibile per tutte le guide.
“Tali scelte – afferma il segretario Filcams Cgil Napoli, Francesco Di Rienzo, nella nota inviata al direttore Zuchtriegel – incidono negativamente sulle condizioni di lavoro, sulle prospettive occupazionali e sulla qualità del servizio offerto da parte della categoria delle guide turistiche, abilitate a livello nazionale sulla base di una normativa statale, oltre a compromettere un virtuoso rapporto costruito nel corso di quindici anni di proficua collaborazione”.
Si chiude così un’esperienza di quindici anni che crea, sottolineano le guide turistiche danni per i turisti che non troveranno più un servizio in loco sempre attivo, per le guide che perdono una possibilità concreta di lavoro, per il parco che perde una collaborazione importante. Per questa azione è stato deciso un ricorso al Tar e una manifestazione degli aderenti alle principali sigle della categoria (Cgil, Agtc, Uiltucs Campania, Federagit Confesercenti Campania, Agta, Confguide Campania, Confsal, Angt, Associazione guide turistiche Campane), che contestano procedura e modalità che hanno portato all’eliminazione della postazione.
La voce del Direttore Gabriel Zuchtriegel arriva attraverso l’agenzia di stampa Ansa: “Il Parco ogni anno spende milioni di euro per scavare, restaurare e tutelare Pompei , per cui credo che sia giusto che possiamo anche avere un ruolo nel raccontare la storia del sito a chi viene, senza nulla togliere ai liberi professionisti che lavorano come guide. Ma allestire a spese del Parco, e dentro il Parco, un presidio per le guide private che ci guadagnano, mentre noi ci prendiamo solo le lamentele di chi è rimasto deluso dal servizio, e non sono pochi, non va bene“. La chiusura non annunciata sarebbe legata dunque al pessimo comportamento delle guide : “Basta prezzi non trasparenti, basta visite senza fattura, basta liti agli ingressi“
Nuovi servizi da parte del Parco
Immediata la risposta delle guide che non hanno accolto bene le parole del Direttore che tendono a generalizzare e appiattire il mondo delle guide. Non c’era altro modo?
“Noi andremo avanti sulla nostra strada, – sottolinea Zuchtriegel –siamo felici di collaborare con chi rispetta le regole e stiamo aumentando i servizi culturali di qualità e i livelli di occupazione nel Parco, a marzo già saranno disponibili nuove offerte, acquistabili insieme al biglietto in piena trasparenza“.
Le dichiarazioni del direttore aprono a nuove visioni. “Ciò che è allarmante nella sua dichiarazione – sottolinea- Paolo Mazzarella di Confguide Campania- sono i due punti fondamentali che si evidenziano: primo, che questo atto si presenta come il prologo di un più ampio progetto di internalizzazione dei servizi guida; il secondo, ancora più grave, è il discredito che con le sue parole Zuchtriegel tenta gettare su un’intera categoria di professionisti che solo in Campania conta più di duemila unità, non certo tutti tacciabili delle illazioni che egli insinua.”
Il nuovo sistema di biglietti per le guide
Il sospetto di ostacolare il lavoro delle guide turistiche, secondo i sindacati, viene anche avvalorato dall’obbligo per ogni guida di farsi dare ad ogni ingresso un ticket emesso rigorosamente, per il momento, in biglietteria (non funziona il biglietto online). Senza sportelli dedicati che renderebbero più agevole l’operazione, le guide dovranno fare la fila insieme ai turisti. Fino ad arrivare al paradosso che i gruppi dovranno attendere che le guide facciano il biglietto (viste le file solite con il nuovo sistema di biglietto nominale). Inoltre non solo si devono dare nome e cognome ma anche dichiarare il motivo della visita: per formazione o per lavoro. Un biglietto obbligatoriamente gratuito diventa quindi un possibile ostacolo e raccoglierebbe anche dati sensibili violando la privacy delle guide. Punti di vista. Per il direttore, invece, è una questione di legalità: “Come sito abbiamo il biglietto nominativo e garantiamo l’ingresso gratuito -spiega Zuchtriegel – Chiediamo soltanto se sono lì per lavoro o per formazione, così da monitorare e avere dei dati che possono esserci utili a migliorare”, e aggiunge:“D’altronde per chi fattura non vedo il problema nello specificare se sono lì per studio o per lavoro“.
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