Etruschi e Veneti: storie di acqua, culti e santuari.

Etruschi e Veneti: storie di acqua, culti e santuari.

Inaugurata la mostra in nome dell’acqua, che evidenzia la presenza del mondo etrusco e anche in Veneto, aperta fino al 29 settembre nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale di Venezia. Esposti anche inediti bronzi di San Casciano dei Bagni

L’acqua come dimensione terapeutica, come visione identitaria, come realtà culturale e rivitalizzante collegata a pratiche religiose antiche. Con oltre 700 reperti legati ai culti antichi e salutari legati all’acqua, alcuni mai esposti prima, come i 58 bronzi etruschi da San Casciano dei Bagni (Si) e di cui circa 300 veneti si costruisce il racconto della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari“.

La testa di Leucothea da Pyrgi, “dea bianca“o meglio “‘la dea che scorre sulla schiuma del mare“, legata alla protezione dei naviganti, (prestito del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia) apre il percorso attraverso le 12 stanze dell’Appartamento del Doge che compone la storia di un mondo in cui l’acqua esprime le sue valenze profonde. Di particolare rilievo è l’esposizione integrale del deposito votivo della Banditella, la più antica testimonianza nota in Etruria di un culto all’aperto legato a una sorgente, quella di antefisse architettoniche e copia delle lamine d’oro che raccontano il santuario portuale di Pyrgi. E non mancano anche i reperti dei santuari salutari dell’Etruria interna fino a San Casciano dei Bagni, dove è stato ritrovato uno dei più importanti complessi termali antichi (da periodo etrusco a romano) che riserva ancora sorprese con scavi che hanno fatto emergere oggetti inediti, qui esposti per la prima volta. Si racconta anche l’antica Kainua, Marzabotto, Adria e Spina, porti dell’Adriatico settentrionale, con diverse tipi di ritualità e di reperti votivi.

altino_archeologico_bronzetto-di-paride-arciere_foto-parco-archeologico-altino-1-999x1024 Etruschi e Veneti: storie di acqua, culti e santuari.

I veneti ed Etruschi, incontro e dialogo

Capitolo fondamentale di questo viaggio è il focus sul mondo veneto antico, tra ritualità religiosa, luoghi sacri, pratiche votive e culti salutari. Il tutto vissuto come momento di integrazione culturale. Tra gli altri il disco bronzeo di Montebelluna, raffigurante la dea clavigera, e l’orlo di lebete di Altino che conserva incisa l’unica formula votiva nota in lingua venetica.

02.Disco-di-Montebelluna-e1768479113875 Etruschi e Veneti: storie di acqua, culti e santuari.

Le acque sananti del santuario termale di Montegrotto con coppe e tazze miniaturistiche, di bronzetti di cavalieri ma anche di cavalli, e dal luogo di culto delle sorgenti terapeutiche di Lagole di Calalzo dove sono importanti i simpula, attingitoio utilizzati per raccogliere l’acqua, ritualmente spezzati in due parti dopo l’uso rituale e spesso contraddistinti dalla presenza di iscrizioni votive. 

L’insegnamento e il valore della scrittura e l’importanza della filatura del santuario fluviale di Pora Reitia a Este, vengono raccontati tra stili, tavolette, fusaioli e rocchetti e pesi da telaio. Mentre bronzetti provenienti dall’area etrusca, centro-italica e celtica, lamine figurate e monumenti votivi di eccezionale rilievo raccontano il santuario nord-adriatico di Altino, porto sacro dei Veneti aperto alle rotte adriatiche, mediterranee ed endo lagunari, centro di un culto volto ad accogliere e integrare comunità diverse.

Alla presentazione anche il ministro Giuli

La mostra, a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, frutto di una rete virtuosa tra istituzioni, università, musei e professionisti, e avrà un secondo momento espositivo a Milano nell’autunno 2026 (14 ottobre – 10 gennaio 2027)

Questa mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti, forte e naturale, spiega le origini della civiltà italiana, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica, che ha ancora moltissimo da insegnarci“, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Oltre settecento reperti provenienti da numerosi musei del territorio nazionale consentiranno al pubblico dei visitatori di Palazzo Ducale, agli appassionati e agli addetti ai lavori di affrontare, approfondire e apprezzare questo particolare aspetto della sfera religiosa etrusca e veneta che si estrinseca nel multiforme e articolato rapporto tra le acque e il sacro. Ciò è stato reso possibile in quanto queste sono entrambe due realtà archeologiche di cui ora possiamo dire di conoscere molto grazie alla capillarità delle ricerche sul campo e al proliferare degli studi. È stato quindi solo con il concorso appassionato dei protagonisti di tali ricerche e degli autori delle più recenti pubblicazioni, funzionari di soprintendenze e docenti di università, che è stato possibile realizzare“, afferma Margherita Tirelli, curatrice della mostra.

Presenti all’inaugurazione anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, Valeria Mantovan, Assessore Regione Veneto all’Istruzione – Formazione – Competenze e Cultura.

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