Generazione adolescence

Generazione adolescence

Adolescenti senza umanità. L’omicidio di Martina richiede una riflessione su una generazione sempre più violenta.

 L’ennesimo  femminicidio scuote l’ opinione pubblica. Afragola, Napoli. Martina Carbonaro di soli 14 anni, muore per mano dall’ ex, Alessio Tucci di 19 anni. Non si rassegnava alla fine della relazione. Catalogarlo però come il classico caso di violenza di genere può essere giusto, ma riduttivo.

Questo fatto di cronaca richiama alla mente la miniserie di Netflix : Adolescence, in cui un tredicenne uccide una sua coetanea.

Gli autori Jack Thorne e Stephen Graham hanno raccontato di essersi ispirati a fatti di cronaca avvenuti in Gran Bretagna, che avevano come protagonisti proprio bambini ed adolescenti.

 “C’è  stato il caso di un ragazzino che ha accoltellato una ragazza”, ha detto Graham “Mi ha scioccato. Pensavo a cosa stesse succedendo, a quale tipo di società porta un ragazzino ad accoltellare a morte una ragazza. Poi è successo di nuovo, ancora e ancora. Ho quindi voluto far luce sulla questione, spingendo il pubblico a chiedersi perché questo momento storico è tanto violento”. Jack Thorne, ha poi raccontato che, nella serie, c’è anche la volontà di esplorare la rabbia maschile.  

martina Generazione adolescence

Il caso di Martina è leggermente diverso: lei una bambina, il suo ex, un uomo. Quindi probabilmente una relazione tossica già in partenza. Ma l’ interrogativo rimane: perché tanta rabbia e violenza nell’ universo adolescenziale maschile?  

Lo psicoterapeuta Paolo Crepet al riguardo: ” Ci saranno milioni di genitori che si indigneranno per questa tragedia, ma contemporaneamente benediranno l’idea che il loro figlio appena adolescente torni alle 4 di mattina come se niente fosse. Ho come l’impressione di trovarmi in un mondo capovolto, E’ inutile parlare di maschi tossici se non ci accorgiamo che stiamo tirando su degli uomini senza umanità. Permettiamo loro di stare nelle piazze fin da ragazzi fino a notte fonda, senza scopo, senza interessi. Molti genitori di oggi non sanno nulla dell’educazione, vivono di interessi materiali, vogliono il quieto vivere. Invece di dare battaglia con i figli che vogliono vivere senza regole li aiutano magari dandogli anche 70 euro a sera. Basta che ti levi dalle scatole. Poi arriva il conto di questa educazione”.

La realtà è che non ci sono risposte o soluzioni immediate a queste tragedie. Forse bisogna ripartire dalle basi. Un’interazione vera tra adolescenti, un ‘educazione sessuale e sentimentale, improntata al rispetto dell’ altro. Insegnare che il confronto con la collettività, la socialità sono importanti per lo sviluppo della personalità e soprattutto che i NO, che vengano da genitori, dalla scuola o da figure autorevoli sono quelli che fanno diventare adulti.

Foto in evidenza: Netflix
Foto all’ interno: Virgilio

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