Fisco, marce indietro e realtà dei numeri. Ecco come stanno davvero le cose sulla presunta “abolizione” del bollo auto per il 2027

Fisco, marce indietro e realtà dei numeri. Ecco come stanno davvero le cose sulla presunta “abolizione” del bollo auto per il 2027

Miti da sfatare e realtà tecniche: il punto sul bollo auto nel 2027

Si fa un gran parlare di “abolizione del bollo auto” in vista del 2027. Ma dal punto di vista strettamente giuridico e tributario, definire cosa il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri è fiscalmente scorretto e fuorviante. Non siamo di fronte a una cancellazione strutturale o generale della tassa automobilistica, bensì una misura di sgravio temporaneo, mirato e limitato esclusivamente all’anno d’imposta 2027.

Smontiamo la misura punto per punto, analizzando cosa cambia davvero per i contribuenti e quali automobili rientreranno effettivamente nell’esenzione.

1. Il finto “addio” alla tassa di possesso

Il bollo auto resta a tutti gli effetti un tributo di natura erariale e regionale legato al semplice possesso del veicolo registrato al PRA. Il principio impositivo non viene cancellato, ma viene introdotta una deroga temporanea basata su una netta soglia di sbarramento della potenza.

2. Il paletto degli 80 kW (circa 108,8 CV)

La regola aurea che guida lo sgravio non guarda alla marca, al blasone o al valore commerciale dell’auto, ma unicamente al parametro tecnico della potenza massima (indicato al campo P.2 della carta di circolazione). Tutto ciò che supera la soglia degli 80 kW continuerà  a pagare il bollo regolarmente. L’agevolazione taglia fuori le auto di cilindrata medio-alta, i SUV di grandi dimensioni e le vetture sportive, concentrandosi esclusivamente sulle utilitarie e sulle city car.

3. La stretta del “Multi-possesso”

Attenzione a pensare a una detassazione di massa del parco auto familiare. La norma prevede che l’esenzione sia fruibile una sola volta per contribuente. Chi possiede più veicoli sotto gli 80 kW non azzererà  la tassa su tutta la flotta: l’esenzione si applicherà  d’ufficio a un solo mezzo (nello specifico, a quello fiscalmente meno conveniente o con minor potenza), mentre sugli altri si continuerà  a versare l’imposta.

4. Il nodo dei bilanci regionali e l’effetto “Spot”

Il bollo rappresenta storicamente una delle principali entrate autonome per le casse delle Regioni. Un intervento di questa portata richiede una copertura finanziaria statale imponente per compensare i mancati introiti. Trattandosi di un provvedimento circoscritto al solo anno 2027, dal 2028 il sistema rischia di fare un salto indietro, salvo improbabili proroghe strutturali.

Quali “Marche” saranno esentate nel 2027?

La risposta breve è che nessuna marca sarà  interamente esentata. Nel linguaggio del fisco non esistono sconti basati sul brand o sul logo stampato sul cofano.

L’esenzione riguarda esclusivamente specifici modelli e motorizzazioni d’ingresso di qualsiasi costruttore, purché rientrino rigorosamente nel limite tecnico degli 80 kW. Vediamo come si traducono i paletti della norma sulle gamme dei principali marchi presenti sul mercato:

  • Fiat / Stellantis: L’esenzione riguarderà  le versioni d’attacco e le utilitarie sotto gli 80 kW, come la Fiat Pandina (es. il motore 1.0 Hybrid da circa 52 kW) e le varianti base delle city car o delle piccole ibride d’ingresso del gruppo, restando preclusa ai modelli più potenti o ai crossover di segmento superiore.
  • Dacia: Interamente sgravate le versioni d’accesso della Dacia Sandero (Streetway) o della Dacia Jogger dotate di motorizzazioni base a basse prestazioni.
  • Toyota / Suzuki: L’agevolazione premierà  le city car e le utilitarie ibride tradizionali che non superano la soglia (come le versioni base della Toyota Yaris o della Suzuki Swift Hybrid), mentre resteranno tassate le varianti più prestazionali o i crossover compatti (come la Yaris Cross over 85 kW).
  • Gruppo Volkswagen (VW, Seat, Skoda): Fuori dai giochi i modelli medi e sportivi; l’esenzione toccherà  unicamente le varianti meno potenti di Volkswagen Polo e Seat Ibiza (attorno ai 59-70 kW).
  • Altre utilitarie (Renault Clio, Peugeot 208, Citroen C3, Hyundai i10/i20, Kia Picanto): Rientreranno nel perimetro d’esenzione solo le varianti base a benzina o mild-hybrid con potenza inferiore a 80 kW.

Nota a margine: Per beneficiare dello sgravio nel 2027, i veicoli dovranno inoltre soddisfare i requisiti amministrativi standard, a partire dalla regolare copertura assicurativa RCA.

L’occhio della legge, insomma, guarda esclusivamente ai kilowatt indicati sul libretto e non al prestigio della casa madre: un taglio che premia la mobilità  cittadina e le utilitarie, lasciando intatta l’imposizione per la gran parte del parco circolante italiano.

L’illusione di un condono automobilistico si infrange contro la dura realtà dei conti pubblici: a fronte di un effimero risparmio una tantum per i proprietari di utilitarie, la vera beffa si abbatterà sui bilanci delle Regioni, privati di miliardi di euro essenziali per la spesa locale, e lascerà il fianco scoperto a una stangata di rimbalzo che, dal 2028 in poi, rischia di presentare il conto con gli interessi a tutti gli automobilisti italiani.

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