Arriva Scipione: Italia nella morsa del caldo africano

Arriva Scipione: Italia nella morsa del caldo africano

Lavoratori poco tutelati dagli eventi climatici estremi e costretti a lavorare sotto il solleone

Negli ultimi decenni gli eventi climatici estremi sono diventati la quasi  normalità. La quotidianità è scandita da alluvioni, siccità, caldo torrido.  Fenomeni ai quali il paese non è ancora preparato. E’ di pochi giorni fa l’ arrivo di Scipione l’Africano, un anticiclone subtropicale, che ha avvolto l’Italia nella morsa dell’ afa. Nulla di preoccupante si potrebbe dire, siamo in estate. Tutto vero, ma diventa un problema  per quei lavoratori, costretti a lavorare a queste temperature. Dalle fabbriche ai cantieri, si moltiplicano scioperi e richieste di tutele.

Tra le categorie più a rischio ci sono: agricoltori, giardinieri, portuali, operai di cantiere, istruttori di sport all’aperto, benzinai, postini, bagnini, vigili urbani e tanti altri.

Naturalmente i datori di lavoro hanno l’ obbligo di prevenire eventuali colpi di calore. Mettere a disposizione luoghi freschi per le pause e per il riposo. Organizzare orari e turni  in modo da minimizzare i rischi, come, per esempio, lavorare nelle ore meno calde o effettuare turnazioni per i lavoratori esposti al caldo. Evitare inoltre lavori isolati o solitari per garantire reciproco controllo, con  acqua fresca sia per bere che per rinfrescarsi.

I lavoratori, dal canto loro, per tutelarsi devono alternare momenti di lavoro a pause in luoghi rinfrescanti. Bere regolarmente per compensare le perdite di liquidi. Vestirsi con abiti leggeri, traspiranti, di cotone e di colore chiaro. Evitare pasti abbondanti. Preferire pasti facili da digerire ed evitare il consumo di bevande alcoliche e limitare il fumo.

Per ovviare al disagio alcuni governatori di regione hanno predisposto ordinanze che vietano l’esposizione al sole dalle 12 alle 16, ma si tratta comunque di ordinanze locali. Nei cantieri e nei campi agricoli, poi, il rischio caldo diventa ancor più alto.

Le norme quindi risultano disordinate e, spesso, tardive. Come accadde, ad esempio, nell’estate del 2024 quando alcune regioni adottarono i divieti solo ad inizio di agosto.

Ci vorrebbe legge  per tutelare chi lavora esposto al caldo

Senza una norma nazionale, la tutela dei lavoratori resta incompleta. Fabbriche, stabilimenti industriali, officine e magazzini devono essere inclusi in un piano di prevenzione.

Il caldo estremo non è più un’eccezione, ma ormai la normalità . 

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Malgrado ciò la calura di questi giorni ha i suoi lati positivi .

Ci ha portato a rallentare i ritmi, a prenderci pause rigeneranti e, per i fortunati  già in vacanza, a godere di queste bellissime giornate assolate. 

foto in evidenza: Green Me, foto all’ interno: Naples

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