Pompei scavi, l’incubo del numero chiuso

Pompei scavi, l’incubo del numero chiuso

Con il ponte del primo maggio e la prima domenica gratuita il sito tra i più importanti di Italia sta mostrando la debolezza del nuovo sistema per ridurre il peso antropico. La protesta delle guide turistiche

Il parco Archeologico di Pompei è uno dei maggiori simboli della cultura italiana. Molto frequentato da turisti e appassionati di romanità antica sta cercando nuove strategie per diminuire la pressione antropica. Ha introdotto infatti, dal 14 novembre scorso, il numero chiuso: massimo 20mila persone distribuite in 15mila la mattina e 5mila nel pomeriggio. Fin qui la scelta sembra saggia, anche se non corrisponde al trend del numero di visitatori. Poi ha aggiunto un ulteriore elemento: il biglietto nominale dal 1 aprile. Ogni persona, compreso le guide turistiche, devono far scrivere il loro nome e cognome sul biglietto, per evitare il bagarinaggio, si sottolinea.

I biglietti, acquistabili anche online, dovrebbero assicurare un flusso chiaro.

Ma i problemi si fanno sentire. Molti cercano di acquistare il biglietto in loco e fanno lunghe file, a volte invano perché quando c’è un flusso importante, come nei giorni di vacanza, finiscono i biglietti. E fin qui forse ci può ancora stare. L’elemento che dà voce a un grande disagio sono le lunghe o meglio lunghissime file che coinvolgono anche i turisti che hanno comprato già il biglietto. L’ingresso viene regolato in modo tale che sono tutti in fila assieme e per entrare si aspetta anche oltre 40 minuti. Il che crea gravi scompensi per i gruppi organizzati e per visitatori.

Stessa cosa durante le giornate gratuite, stabilite dal Ministero tra la prima domenica di ogni mese e altre, come il 25 aprile. Mentre in altri siti si trasformano in flussi veloci perché ricevere i biglietti non richiede la fila per il pagamento, a Pompei si trasformano in scene molto pesanti: sotto il sole lunghissime file, ore di attesa, e incognite per chi non rientra nei ventimila. Un incubo. Per chi viene da tutto il mondo forse a volte una delusione, per le famiglie che provano a entrare non pagando nei luoghi d’arte una tristezza, per chi ci lavora tutti i giorni, come le guide turistiche una sensazione di grande confusione.

IL VIDEO, POMPEI SCAVI PORTA ESEDRA 4 MAGGIO POMERIGGIO

Sindacati e associazioni di Categoria

Inviano una nota congiunta sindacati e associazioni di categoria Confguide Campania, Federagit Confesercenti, Uiltucs Campania, Confsal, Agta, Associazione guide turistiche Campania in cui denunciano cosa non funziona da quando è entrato in vigore del nuovo provvedimento di accesso al sito: “l’insufficienza di spazi, casse, personale, tornelli, totem e strutture”.

“In un sito archeologico patrimonio Unesco – sottolineano-, con una media giornaliera di visitatori di almeno 15mila persone al giorno, le strutture esistenti risultano inadeguate e non consone. È inammissibile che centinaia di visitatori, quotidianamente, siano costretti ad attendere in fila sulla strada anche se già in possesso del ticket online. Che i gruppi accreditati debbano attendere almeno 45 minuti per entrare in possesso del biglietto davanti alla cassa preposta a causa del funzionamento di un software lento ed obsoleto. È altresì inconcepibile che i tornelli, pochi e lenti, provochino inevitabilmente una sorta di imbuto“.

Riteniamo addirittura surreale – aggiungono ancora gli operatori – la situazione in alcuni varchi di accesso, dove nello stesso punto si concentrano visitatori che accedono al parco e altri che invece percorrono l’uscita, dando vita ad assembramenti difficilmente gestibili e atti a provocare finanche problemi di sicurezza e di incolumità di lavoratori e visitatori“. Sottolineano come sia assurdo che il Parco non possa acquistare e installare un terzo metal detector che permetta a chi ha già i biglietti comprati di entrare senza aspettare insieme a chi il biglietto lo deve fare in loco. “Chiediamo pertanto che vengano rivisti i provvedimenti alla luce del malfunzionamento nel concreto delle nuove disposizioni e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente per discutere insieme alla direzione e trovare soluzioni adeguate affinché non ne soffrano i visitatori né i gruppi in visita al sito“.

Acquisto biglietti online

Ultimo, ma non ultimo problema evidenziato in questa fase, che va sottolineato è in stato inziale , quello dei poveri turisti che, per zelo, comprano i biglietti su siti internet diversi da quello accreditato dal Parco Archeologico (ticketone.it). Spendono anche una cifra ulteriore per il servizio, ma non sanno che devono cambiare il voucher in biglietteria. Solo che se è chiusa dal momento che sono finiti i biglietti, superando i 20mila, restano fuori. Non sono rare scene di urla di turisti che nonostante la cifra spesa non entrano negli scavi. Paradossi di un sistema che non è ancora affatto oleato.

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