Napoli, finita la preparazione tra mercato, centenario e patrimonio finanziario
Napoli, il mercato del centenario: tutte le operazioni, le trattative ancora aperte e il vero valore della squadra e soprattutto, il club finanziariamente è ancora competitivo?
Il mercato del Napoli è arrivato a un punto di svolta. Dopo settimane nelle quali la priorità assoluta è stata liberare spazio nella rosa, gli azzurri hanno finalmente cominciato a trasformare le uscite in nuovi ingressi: Costantino Favasuli è stato definito, la trattativa per Benoît Badiashile è ancora aperta e il grande sogno offensivo rimane Gabriel Jesus.
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Ma il giudizio sul mercato del Napoli non può limitarsi ai nomi acquistati. Bisogna considerare ciò che è successo nell’ultimo anno, la rosa ereditata da Massimiliano Allegri, gli infortuni, l’età media, la profondità dell’organico e soprattutto la distanza dall’Inter, che parte ancora davanti nelle valutazioni degli operatori e dei bookmaker.
La mia valutazione, al 13 agosto, è questa: il Napoli ha una rosa da Scudetto, ma non è ancora una squadra da Scudetto. La differenza è importante. E sarà proprio il lavoro di Allegri nelle prossime settimane, insieme alle ultime operazioni di Giovanni Manna, a stabilire se gli azzurri potranno davvero contendere il titolo all’Inter.
Il punto di partenza: Allegri e una squadra già molto forte
Il primo grande cambiamento è in panchina. Dopo il secondo posto conquistato nella stagione 2025/26, Antonio Conte ha lasciato Napoli e la società ha affidato la squadra a Massimiliano Allegri, che ha firmato fino al 2029.
È una scelta che modifica soprattutto il modo nel quale la rosa deve essere interpretata.
Allegri non parte da zero: eredita una squadra che ha già una struttura importante, con giocatori come Di Lorenzo, Rrahmani, McTominay, Lobotka, De Bruyne, Neres e Højlund, ai quali si aggiungono gli acquisti effettuati nell’ultima stagione e i nuovi innesti di questa estate.
Fabio Capello, parlando del nuovo Napoli, ha definito proprio l’arrivo di Allegri una delle sfide più interessanti della nuova Serie A.
E anche Antonio Di Gennaro ha sottolineato la necessità di un grande allenatore per questa squadra, difendendo il valore di Allegri come tecnico capace di ottenere risultati e di gestire giocatori importanti.
Non è dunque corretto leggere il mercato del Napoli come quello di una squadra che deve essere ricostruita.
Il Napoli deve essere completato, non rifondato.
GLI ACQUISTI CONCLUSI
Rasmus Højlund — Manchester United
È il grande investimento della sessione.
Il Napoli ha riscattato definitivamente Rasmus Højlund dal Manchester United per circa 44 milioni di euro.
Il danese rappresenta probabilmente il giocatore più importante dell’attacco di Allegri.
Ha struttura fisica, profondità, capacità di attaccare gli spazi e soprattutto ha ancora un’età che gli consente di rappresentare un investimento pluriennale.
Giudizio: 8,5/10.
È il tipo di operazione che il Napoli deve fare: giocatore giovane, internazionale, con margini di crescita e potenziale valore futuro.
Alisson Santos — Sporting
Il Napoli ha trasformato in definitivo anche l’acquisto di Alisson Santos, per una cifra intorno ai 16,5 milioni di euro.
È probabilmente l’operazione più interessante per prospettiva nel reparto offensivo.
Alisson porta velocità, capacità di saltare l’uomo e caratteristiche differenti rispetto agli altri esterni. Il problema è capire quanto rapidamente riuscirà a diventare un giocatore realmente determinante in Serie A.
Giudizio: 7,5/10.
Potenzialmente un colpo molto importante, ma ancora da verificare ai massimi livelli.Vanja Milinković-Savić — Torino
Il Napoli ha riscattato il portiere serbo dal Torino per circa 6 milioni di euro.
L’operazione ha una logica evidente: fisicità, esperienza, presenza sui palloni alti e un portiere abituato al campionato italiano.
Il problema è che la situazione della porta non appare ancora completamente definita, anche perché Alex Meret resta una figura importante nella rosa.
Giudizio: 7/10.
Operazione razionale, non spettacolare, ma potenzialmente utile.
Costantino Favasuli — Catanzaro
È la novità più recente.
L’accordo con il Catanzaro è stato raggiunto per un prestito oneroso da circa 1 milione di euro con obbligo di riscatto intorno ai 6-6,2 milioni, più bonus. Il giocatore dovrebbe essere il vice-Di Lorenzo.
La Gazzetta ha considerato l’affare concluso, mentre le ultime fonti di mercato parlano ancora di perfezionamento formale dell’operazione. Per questo, al 13 agosto, lo considero affare definito ma non ancora da inserire nella categoria degli annunci societari completamente formalizzati.
La scelta è interessante perché Favasuli è Under e quindi non pesa sulla lista Serie A nello stesso modo di un giocatore over.
Giudizio: 7,5/10.
Operazione intelligente, soprattutto considerando il rapporto costo/prospettiva e la necessità di avere un’alternativa a Di Lorenzo.
LE USCITE GIÀ CONCLUSE
Il Napoli ha dovuto affrontare un problema enorme: una rosa diventata troppo numerosa.
De Laurentiis aveva spiegato che il club disponeva di un organico gigantesco e che prima di pensare ad altri acquisti sarebbe stato necessario sistemare moltissimi giocatori.
Il mercato in uscita ha quindi avuto un’importanza strategica almeno pari a quello in entrata.
Romelu Lukaku → Fenerbahçe
È l’uscita più importante delle ultime ore.
Lukaku è ufficialmente passato al Fenerbahçe. Le cifre riportate dalle fonti italiane parlano di circa 6 milioni di euro più bonus.
È una cessione che dal punto di vista tecnico può sembrare rischiosa, ma dal punto di vista gestionale è comprensibile.
Con Højlund al centro del progetto, Lucca ancora in rosa e la possibilità di prendere Gabriel Jesus, il Napoli aveva bisogno di liberare spazio salariale e una posizione offensiva.
Giudizio: 7/10.
La perdita tecnica è compensabile; il vantaggio economico e progettuale può essere significativo.
Miguel Gutiérrez → Bayer Leverkusen
Gutiérrez è stato ceduto al Bayer Leverkusen per una cifra che le fonti collocano intorno ai 30 milioni di euro più bonus.
Questa è invece un’operazione molto più discutibile dal punto di vista sportivo.
Il Napoli aveva acquistato il terzino appena una stagione prima e il giocatore aveva comunque mostrato qualità interessanti. La cessione è stata fortemente condizionata dalla necessità di generare risorse e, soprattutto, dalla successiva emergenza nel reparto centrale.
Giudizio economico: 8/10.
Giudizio tecnico: 5,5/10.
Il Napoli ha monetizzato bene, ma ha perso un giocatore giovane che avrebbe potuto crescere.
Luis Hasa → Frosinone
Cessione definitiva.
Alessio Zerbin → Frosinone
Cessione definitiva.
Le due operazioni sono state ufficializzate il 24 luglio.
Giudizio complessivo: 7/10.
Sono giocatori che difficilmente avrebbero trovato spazio significativo nella rosa di Allegri.
Emanuele Rao → Pisa
Rao, dopo l’ottima stagione al Bari, è stato girato in prestito al Pisa.
È una scelta corretta.
Il talento classe 2006 ha bisogno soprattutto di giocare con continuità.
Giudizio: 8/10.
Giuseppe Ambrosino → Modena
Prestito con diritto di opzione al Modena.
Anche in questo caso la priorità è lo sviluppo del giocatore.
Giudizio: 7/10.
Alessandro Zanoli → Udinese
Il riscatto dell’Udinese ha portato il trasferimento definitivo, per circa 5 milioni di euro.
Giudizio: 7/10.
Giovanni Simeone → Torino
Il trasferimento definitivo del Cholito completa un percorso iniziato con il prestito.
È una perdita emotivamente importante per l’ambiente, ma tecnicamente comprensibile vista la presenza di Højlund e la volontà di costruire un attacco differente.
Giudizio: 7/10.
Juan Jesus
Il contratto è terminato e il Napoli ha salutato ufficialmente il difensore brasiliano dopo cinque stagioni e 130 presenze.
Una perdita che diventa molto più importante, però, dopo l’infortunio di Buongiorno.
LA GRANDE EMERGENZA: LA DIFESA
Qui si trova il vero problema del mercato del Napoli.
Alessandro Buongiorno è stato operato al ginocchio e lo stop è lungo. A lui si è aggiunto l’infortunio di Luca Marianucci, valutato nell’ordine di 45-60 giorni, mentre Sam Beukema ha ancora problemi fisici.
Il risultato è paradossale:
il Napoli ha una delle rose più profonde della Serie A, ma in questo momento ha una coperta cortissima al centro della difesa.
Rrahmani e Rafa Marin diventano quindi fondamentali.
E proprio Rafa Marin, inizialmente considerato un possibile esubero, sta assumendo un’importanza completamente diversa.
È uno dei motivi per cui la trattativa per un nuovo centrale non è più un optional.
È una necessità.
BENOÎT BADIASHILE: LA TRATTATIVA PIÙ IMPORTANTE
Il primo nome è Benoît Badiashile del Chelsea.
Il Napoli sta trattando per un prestito oneroso. L’ultima proposta riportata da Gianluca Di Marzio è di circa 3 milioni per il prestito con diritto di riscatto, ma il Chelsea non ha ancora dato l’ok definitivo alle condizioni economiche.
È un’operazione che personalmente considero molto interessante.
Badiashile ha bisogno di rilanciarsi, conosce il calcio di alto livello e può garantire fisicità.
Il rischio è naturalmente quello di acquistare un giocatore che negli ultimi anni non ha trovato continuità.
Probabilità di chiusura: 70%.
Giudizio potenziale: 7,5/10.
Se arriva in prestito con condizioni favorevoli, è esattamente il tipo di operazione che il Napoli dovrebbe privilegiare.
TODIBO: L’ALTERNATIVA
Jean-Clair Todibo è l’alternativa presa in considerazione qualora il Chelsea non accettasse le condizioni per Badiashile.
Il nome è stato associato alla situazione napoletana proprio come possibile soluzione alternativa.
Probabilità: 35-40%.
In termini di caratteristiche sarebbe un innesto di livello, ma l’operazione appare più complessa.
GABRIEL JESUS: IL GRANDE SOGNO PER L’ATTACCO
È probabilmente la trattativa più affascinante.
Il Napoli ha avuto contatti concreti con l’entourage di Gabriel Jesus. Gianluca Di Marzio ha confermato che il club sta parlando con gli agenti del brasiliano e che il giocatore piace molto ad Allegri.
C’è un dettaglio molto significativo: l’agente di Gabriel Jesus, Giovanni Branchini, è anche l’agente di Allegri ed è stato visto a Castel di Sangro.
Non significa automaticamente che l’affare sarà concluso, ma dimostra che il contatto è reale.
Il problema è la formula.
Il Napoli deve prima capire come sistemare gli altri attaccanti. Lukaku è appena partito, ma Lucca e Noa Lang possono ancora essere coinvolti nel mercato.
Il profilo di Gabriel Jesus, invece, è molto interessante per Allegri: può giocare da punta, seconda punta, esterno e soprattutto può associarsi con Højlund.
Probabilità di arrivo: 50-55%.
Giudizio potenziale: 8/10.
Se arrivasse senza un esborso eccessivo, potrebbe essere il colpo capace di trasformare il reparto offensivo.
NOA LANG: IL CASO PIÙ INTERESSANTE IN USCITA
L’Ajax sta spingendo per riportare Lang in Olanda.
Il Napoli ha bisogno di valutare l’operazione perché una cessione di Lang permetterebbe di aprire spazio per un nuovo attaccante o esterno.
Il Napoli, secondo le ultime indiscrezioni, valuta il giocatore circa 30 milioni, ma potrebbe prendere in considerazione un’offerta nell’ordine dei 25 milioni più bonus.
Qui la domanda è tecnica:
Lang è un giocatore da vendere oppure un giocatore da valorizzare?
La mia risposta è: dipende dall’offerta.
A 20 milioni lo terrei.
A 25-30 milioni, con Gabriel Jesus realmente raggiungibile, valuterei seriamente la cessione.
EXEQUIEL ZEBALLOS
Il Napoli ha seguito da mesi l’argentino del Boca Juniors.
Il giocatore è stato considerato un obiettivo concreto, ma la trattativa è rimasta legata alle uscite. Nelle ultime settimane anche il Celta Vigo si è interessato.
Manna ha espresso apprezzamento per il giocatore.
Probabilità attuale: 40%.
È una trattativa che potrebbe tornare forte negli ultimi giorni del mercato, ma oggi la considero meno prioritaria rispetto a difensore e attaccante.
FOLORUNSHO, CAJUSTE, LINDSTRØM, NGONGE E CHEDDIRA
Il Napoli deve ancora liberarsi di una seconda rosa.
Michael Folorunsho
Interesse di diversi club di Serie A, tra cui Torino e Monza.
Jens Cajuste
Resta tra i giocatori destinati all’uscita.
Jesper Lindstrøm
La trattativa con lo Schalke 04 è saltata e il Napoli deve trovare una nuova destinazione.
Cyril Ngonge
È sul mercato.
Walid Cheddira
Il Napoli cerca una soluzione, preferibilmente definitiva.
Queste operazioni non hanno lo stesso peso mediatico di Gabriel Jesus o Badiashile, ma sono fondamentali.
Manna deve trasformare almeno 4-5 di questi giocatori in operazioni concrete.
Altrimenti il Napoli rischia di trovarsi con una rosa numericamente enorme e con diversi giocatori fuori dal proge
DAVID NERES: CEDERLO O NO?
Questo è uno dei dilemmi più interessanti.
Neres è stato condizionato da problemi fisici molto importanti nell’ultima stagione e ha avuto un lungo periodo di assenza.
Tuttavia, quando è sano, è uno dei pochi giocatori della rosa capaci di cambiare una partita individualmente.
Per questo io non lo venderei, salvo offerta superiore alle aspettative.
Perdere Neres e Lang contemporaneamente significherebbe privare Allegri di una quantità enorme di talento individuale.
IL MERCATO DEL NAPOLI È DAVVERO NEGATIVO?
Qui occorre fare attenzione.
Una parte della stampa napoletana è stata durissima. Il Napolista, per esempio, ha definito quello attuale come il mercato peggiore dell’era De Laurentiis, sottolineando soprattutto la contraddizione tra l’esigenza di ringiovanire la rosa e la partenza di diversi giocatori giovani mentre rimangono numerosi over 30.
È una critica che contiene una parte di verità.
Il Napoli ha infatti:
- perso Gutiérrez;
- perso Juan Jesus;
- perso Lukaku;
- perso Simeone;
- perso Zanoli;
- ceduto Hasa e Zerbin;
- mantenuto una struttura con diversi giocatori oltre i 30 anni.
Ma sarebbe sbagliato fermarsi qui.
Perché contemporaneamente il Napoli ha:
Højlund;,Alisson; Milinković-Savić; Favasuli; De Bruyne; McTominay; Neres; Lobotka; Beukema; Buongiorno quando tornerà; Di Lorenzo; Rrahmani. il problema, dunque, non è la qualità assoluta della rosa ma la composizione.
COSA DICONO GLI ADDETTI AI LAVORI
Marotta: Napoli ancora una delle grandi
Intanto non possiamo non ignorare su quanto è stato fatto fin qui, da autorevoli addetti ai lavori infatti Il giudizio più interessante arriva da un uomini che conoscono perfettamente la costruzione di squadre vincenti: Giuseppe Marotta.
Nella stagione precedente aveva definito il Napoli la squadra più forte e aveva sottolineato l’importanza degli investimenti effettuati dagli azzurri.
Il suo giudizio va contestualizzato perché naturalmente contiene anche una componente di pressione sull’avversario.
Ma c’è un dato importante: chi dirige l’Inter considera il Napoli un concorrente diretto.
Capello: Napoli davanti, ma Allegri deve dare identità
Fabio Capello ha individuato nel Napoli di Allegri una delle sfide più interessanti della nuova stagione.
È una posizione condivisibile.
Il Napoli non deve necessariamente giocare come Conte.
Anzi, potrebbe essere un vantaggio cambiare qualcosa.
Allegri deve però trovare una struttura che permetta a De Bruyne, McTominay, Lobotka e gli attaccanti di convivere senza sacrificare equilibrio.
Massimo Mauro: De Bruyne può essere il vero nuovo acquisto
Massimo Mauro aveva sottolineato un aspetto molto interessante già in primavera: il Napoli potrebbe ritrovare in De Bruyne una sorta di “primo acquisto” della nuova stagione.
Questo punto è fondamentale.
Perché De Bruyne non può essere valutato soltanto per quanto ha fatto nella prima stagione.
Un giocatore del suo livello, con un’intera preparazione alle spalle e inserito nel calcio di Allegri, può ancora cambiare completamente il livello della squadra.
IL MERCATO DEI BOOKMAKER: NAPOLI ANCORA DIETRO L’INTER
C’è poi un indicatore meno romantico ma interessante: il mercato delle quote.
Alla vigilia della stagione 2026/27, l’Inter viene indicata come favorita con quote intorno a 1,00/2,00, mentre il Napoli si trova intorno a 4,50-6,50 a seconda dell’operatore. Juventus e Milan sono generalmente nello stesso gruppo degli inseguitori.
In altre parole:
il Napoli è considerato il principale inseguitore dell’Inter, non il favorito assoluto.
E questo mi sembra il giudizio più equilibrato.
IL TEST PRE-CAMPIONATO: 6-2 ALL’ARIS
Il Napoli ha chiuso la preparazione battendo 6-2 l’Aris Salonicco.
De Bruyne è stato protagonista, così come McTominay e soprattutto Lorenzo Lucca, autore di una doppietta.
Naturalmente una partita estiva non può modificare il giudizio sul campionato.
Ma una cosa emerge:
Allegri sembra avere materiale offensivo sufficiente per costruire una squadra molto pericolosa.
E Lucca, che sembrava destinato alla partenza, ha riaperto almeno momentaneamente la propria candidatura a vice-Højlund.
COME VEDO IL NAPOLI TITOLARE
Se il mercato terminasse oggi e Badiashile non arrivasse, immagino una squadra sostanzialmente così:
Milinković-Savić
Di Lorenzo – Rrahmani – Rafa Marin – Spinazzola/Olivera
Lobotka – McTominay – De Bruyne
Politano/Neres – Højlund – Alisson
È una formazione molto forte.
Ma non necessariamente più forte dell’Inter.
La vera domanda è cosa succederà quando torneranno Buongiorno e Beukema e quando Allegri avrà a disposizione l’intera rosa.
IL VERO PUNTO DI FORZA
Il centrocampo.
Lobotka + McTominay + De Bruyne è un reparto che, per caratteristiche, può essere devastante.
Lobotka dà ordine.
McTominay dà fisicità, inserimento e gol.
De Bruyne dà qualità, ultimo passaggio, esperienza e capacità di leggere le partite.
Se Allegri riuscirà a trovare il modo di farli funzionare insieme, il Napoli può avere uno dei migliori centrocampi della Serie A.
IL VERO PUNTO DEBOLE
La profondità difensiva.
Non c’è discussione.
L’infortunio di Buongiorno e quello di Marianucci, sommati ai problemi di Beukema, hanno trasformato una situazione normale in una vera emergenza.
Per questo Badiashile non è un lusso: è una necessità.
E se il Chelsea non dovesse accettare, il Napoli deve immediatamente passare all’alternativa.
IL VERO DUBBIO: L’ATTACCO
Højlund è il titolare.
Alisson è un esterno importante.
Neres può essere decisivo.
Politano è una garanzia.
Ma manca ancora, a mio giudizio, un giocatore capace di assicurare contemporaneamente:
- gol;
- assist;
- superiorità numerica;
- capacità di giocare tra le linee;
- esperienza internazionale.
Gabriel Jesus risponde proprio a questa descrizione.
Ecco perché considero l’eventuale arrivo del brasiliano molto più importante di un semplice acquisto numerico.
IL NOSTRO GIUDIZIO SUL MERCATO
Acquisti: 7,5/10
Højlund è un grande investimento.
Alisson è una scommessa interessante.
Milinković-Savić è una scelta funzionale.
Favasuli è un’operazione intelligente.
Ma manca ancora il difensore e manca eventualmente il giocatore offensivo di qualità.
Cessioni: 7,5/10
Il Napoli ha cominciato finalmente a liberarsi degli esuberi.
La cessione di Gutiérrez è economicamente ottima ma tecnicamente discutibile.
Lukaku era diventato difficile da collocare.
Hasa, Zerbin, Simeone e Zanoli erano giocatori sacrificabili.
Il problema è che il lavoro non è finito.
Rosa attuale: 8/10
La qualità c’è.
La profondità è ancora sbilanciata.
Mercato complessivo al 13 agosto: 7/10
Può diventare un 8,5 se arrivano un centrale forte e un attaccante di livello, ma può scendere a 6,5 se il Napoli perde altri giocatori offensivi senza sostituirli e resta con una difesa corta.
Ma alla luce di quanto detto una domanda è assolutamente d’obbligo, riguardante la solidità economica del club di De Laurentiis ovvero ma:
Il Napoli ha ancora una grande disponibilità finanziaria, ma il mercato estivo non può essere letto semplicemente sommando acquisti e cessioni
dunque come detto, il mercato del Napoli sta entrando nella fase decisiva e, dopo le ultime operazioni, è possibile fare un aggiornamento abbastanza preciso della situazione economica del club.
La prima cosa da chiarire è fondamentale: la disponibilità finanziaria del Napoli non coincide con il saldo del calciomercato.
Una società di calcio può avere 150 milioni di liquidità ma non avere 150 milioni immediatamente destinabili ai cartellini. Allo stesso modo, un acquisto da 44 milioni non significa necessariamente che 44 milioni siano usciti dalla banca nello stesso giorno: i trasferimenti vengono spesso pagati in più rate e il bilancio registra ammortamenti e costi secondo criteri differenti.
Per questo occorre distinguere almeno quattro elementi:
- liquidità disponibile;
- patrimonio netto;
- costo annuale della rosa;
- saldo economico del mercato, cioè acquisti meno cessioni.
Alla luce degli ultimi movimenti, il quadro del Napoli resta molto più solido di quanto possa sembrare osservando soltanto il mercato in entrata.
Da dove partiva il Napoli?
L’ultimo dato ufficiale completo disponibile è quello del bilancio chiuso al 30 giugno 2025.
In quella data il Napoli aveva:
174 milioni di euro di liquidità; 190 milioni di euro di patrimonio netto positivo; una perdita d’esercizio di circa 21,4 milioni.
La cosa importante è che il patrimonio non era stato sostenuto da continui versamenti del proprietario: il modello De Laurentiis si è basato storicamente sull’autofinanziamento attraverso gli utili accumulati.
Quindi il punto di partenza era estremamente robusto.
Non stiamo parlando di una società costretta a vendere per sopravvivere.
Stiamo parlando di una società che, dopo due anni di investimenti molto pesanti, deve però tornare a controllare il rapporto fra costi della rosa e ricavi.
Il rosso del bilancio 2025 non significa crisi
Il bilancio 2024/25 si è chiuso con una perdita di circa 21,4 milioni, dopo l’utile di 63 milioni dell’esercizio precedente.
La perdita è stata provocata principalmente dalla combinazione di:
- mancata partecipazione alla Champions League nella stagione precedente;
- aumento degli stipendi;
- aumento degli ammortamenti;
- forti investimenti sul mercato.
Il Napoli, però, disponeva ancora di circa 174 milioni di liquidità e 190 milioni di patrimonio netto.
Quindi la situazione era, semplificando:
conto economico in sofferenza, ma patrimonio e liquidità ancora molto forti.
È una differenza fondamentale.
3. Il problema vero: il costo della rosa
La questione che oggi deve interessare maggiormente Aurelio De Laurentiis e Giovanni Manna non è “quanti soldi ha il Napoli in banca?”.
È:
quanto costa ogni anno mantenere questa squadra?
Durante l’era Conte il costo della rosa è aumentato sensibilmente e le stime diffuse nella primavera 2026 indicavano un monte ingaggi nell’ordine dei 160 milioni di euro.
Questo spiega alcune scelte del mercato attuale.
La cessione di Lukaku, per esempio, non deve essere valutata solamente attraverso i 6 milioni incassati dal Fenerbahçe.
Il Napoli si libera anche di un ingaggio molto pesante.
Ed è proprio questo il punto.
L’operazione Lukaku: incasso piccolo, vantaggio economico maggiore
Romelu Lukaku è stato ceduto al Fenerbahçe per circa 6 milioni di euro di parte fissa, con altri 2 milioni potenziali di bonus.
A prima vista sembra un affare economicamente modesto.
In realtà bisogna guardare il bilancio.
Al 30 giugno 2026 il valore residuo del cartellino di Lukaku era stimato in circa 6,136 milioni.
Quindi una cessione per 6 milioni genera sostanzialmente una minusvalenza molto contenuta, praticamente nulla sul valore residuo del cartellino.
Ma il Napoli ottiene un vantaggio molto più importante:
non deve più sostenere il costo del giocatore per la stagione 2026/27.
È dunque una cessione che ha soprattutto una funzione di riduzione dei costi futuri.
Gutiérrez è invece una vera operazione finanziaria
Il trasferimento di Miguel Gutiérrez al Bayer Leverkusen è economicamente molto più interessante.
Il Napoli ha incassato circa 30 milioni di euro, più 2 milioni potenziali di bonus.
Il giocatore era stato acquistato dal Girona per circa 18 milioni.
Considerando l’ammortamento, il suo valore residuo al momento della vendita era stimato in circa 10,8 milioni.
La plusvalenza dovrebbe quindi essere nell’ordine dei 19,2 milioni.
Inoltre il Napoli risparmia il costo annuale di ammortamento e stipendio del giocatore, quantificato in circa 9,66 milioni per la stagione 2026/27.
Questa è una delle operazioni economicamente migliori dell’estate.
In sintesi:
Incasso: ~30 milioni
Plusvalenza: ~19 milioni
Bonus possibili: +2 milioni
Costi futuri risparmiati: ~9,7 milioni
Per questo Gutiérrez è molto più importante per le casse del Napoli di quanto non suggerisca il semplice “30 milioni incassati”.
Quanto ha investito il Napoli nei riscatti?
Qui arriva il punto più interessante.
Il Napoli ha trasformato in definitivi tre giocatori:
Rasmus Højlund
44 milioni per il riscatto, ai quali vanno aggiunti i 6 milioni del prestito oneroso pagati nella stagione precedente.
Costo complessivo dell’operazione: circa 50 milioni.
Alisson Santos
Riscatto fissato intorno ai 15,5 milioni, dopo i 3,5 milioni del prestito.
Vanja Milinković-Savić
Riscatto di circa 6,5 milioni, dopo il prestito oneroso iniziale.
Quindi soltanto questi tre dossier hanno prodotto impegni complessivi nell’ordine di:
44 + 15,5 + 6,5 = circa 66 milioni di euro
considerando esclusivamente i riscatti, senza sommare i precedenti costi dei prestiti.
Højlund è il grande investimento
I 44 milioni del riscatto di Højlund rappresentano il principale impegno del Napoli sul mercato attuale.
Ma c’è un aspetto importante.
Il pagamento è dilazionato e quindi l’impatto sulla liquidità non coincide con i 44 milioni contabilizzati come valore del trasferimento.
Inoltre il Napoli ha acquisito un calciatore di 23 anni con contratto fino al 2030.
Dal punto di vista patrimoniale, dunque, non è semplicemente una spesa:
è un investimento in un giocatore che conserva un potenziale valore di mercato molto elevato.
Alisson: 15,5 milioni per un giocatore che può diventare un patrimonio
Anche il riscatto di Alisson Santos va letto nella stessa maniera.
Il Napoli ha pagato circa 15,5 milioni per assicurarsi definitivamente il brasiliano.
È un investimento relativamente contenuto rispetto al potenziale.
Se Alisson dovesse diventare un titolare importante, il valore del calciatore potrebbe crescere sensibilmente.
Dal punto di vista finanziario, questo è esattamente il modello che il Napoli ha utilizzato per molti anni:
acquistare giovani, valorizzarli e mantenere la possibilità di realizzare una plusvalenza futura.
Favasuli: altri 6-8 milioni
L’operazione Costantino Favasuli dovrebbe essere nell’ordine dei 6-8 milioni di euro più bonus, con una parte dell’incasso destinata alla Fiorentina in virtù degli accordi sulla futura rivendita.
È quindi un’operazione relativamente piccola rispetto a Højlund.
Ma è importante perché dimostra che il Napoli non sta semplicemente cercando giocatori già affermati.
Sta cercando anche patrimonio futuro.
Il conto degli acquisti dell’estate 2026
Se consideriamo le principali operazioni concluse o praticamente concluse:
| Operazione | Valore indicativo |
|---|---|
| Højlund, riscatto | €44 mln |
| Alisson Santos, riscatto | €15,5 mln |
| Milinković-Savić, riscatto | €6,5 mln |
| Favasuli | ~€6-8 mln |
| Totale | ~€72-74 mln |
Questa cifra va però interpretata correttamente.
Non significa che 72-74 milioni siano usciti immediatamente dalla cassa del Napoli.
Alcune operazioni sono state pagate o saranno pagate in più rate.
Ed è proprio per questo che Gazzetta dello Sport segnalava già a luglio circa 70 milioni di esborsi per saldare operazioni precedenti relative a Højlund, Alisson e Lucca.
E le cessioni?
come detto all’inizio qui la situazione è altrettanto interessante.
Le principali cessioni dell’estate sono state:
Gutiérrez → Bayer Leverkusen ~30 milioni + 2 bonus Lukaku → Fenerbahçe 6 milioni + 2 bonus Simeone → Torino circa 6-8 milioni complessivi, secondo le condizioni dell’operazione. Zanoli → Udinese circa 5 milioni Hasa → Frosinone Cifra contenuta Zerbin → Frosinone Cifra contenuta. A queste si aggiungono altre operazioni minori e prestiti.
Per cui Il saldo di mercato non è ancora negativo in maniera preoccupante
Considerando soltanto i principali movimenti dell’estate:
Uscite
Gutiérrez: ~30
Lukaku: ~6
Simeone: ~6-8
Zanoli: ~5
Totale: circa 47-49 milioni
Entrate
Højlund: 44
Alisson: 15,5
Milinković-Savić: 6,5
Favasuli: ~6-8
Totale: circa 72-74 milioni
Il saldo puramente finanziario dei cartellini è quindi oggi nell’ordine di:
-23 / -27 milioni
Ma questa è una fotografia incompleta.
Perché non considera:
- rate di operazioni precedenti;
- bonus;
- commissioni;
- stipendi;
- ammortamenti;
- risparmi sugli ingaggi;
- ricavi Champions;
- altre cessioni minori;
- eventuali riscatti futuri.
Il Napoli aveva previsto un budget di circa 140 milioni
Questa è una delle informazioni più interessanti per capire la strategia.
Secondo quanto riportato da Il Mattino e ripreso da varie testate, il Napoli aveva programmato un tesoretto di circa 140 milioni per il mercato estivo.
La cifra sarebbe stata composta da:
- circa 70 milioni provenienti dalla Champions League;
- circa 70 milioni attesi dalle cessioni degli esuberi.
Attenzione però:
140 milioni non significa “140 milioni in banca pronti per essere spesi”.
È più corretto definirli come capacità di investimento programmata, legata a determinati ricavi e soprattutto alla capacità di ridurre la rosa.
Ed è proprio qui che il mercato si è complicato.
Perché il Napoli ha rallentato dopo Gutiérrez?
Perché il club vuole trasformare le cessioni in nuova capacità di spesa.
La cessione di Gutiérrez ha dato ossigeno.
Ma il Napoli ha ancora diversi giocatori da sistemare.
Tra questi:
- Jens Lindstrøm;
- Michael Folorunsho;
- Cyril Ngonge;
- Walid Cheddira;
- Noa Lang, se dovesse arrivare un’offerta importante;
- Lorenzo Lucca, se si concretizzasse una soluzione definitiva;
- altri giocatori rientrati dai prestiti.
La rosa è stata talmente ampia che già a luglio la stampa parlava di circa 25 giocatori da sistemare.
Quanta liquidità ha oggi realmente il Napoli?
Qui dobbiamo essere molto rigorosi.
Non esiste, al 13 agosto 2026, un dato pubblico ufficiale che ci permetta di dire: “il Napoli oggi ha esattamente X milioni sul conto corrente”.
L’ultimo dato ufficiale disponibile è quello del 30 giugno 2025:
Liquidità: circa 174 milioni
Da allora ci sono stati:
- acquisti;
- cessioni;
- ricavi Champions;
- incassi da stadio;
- sponsorizzazioni;
- stipendi;
- tasse;
- commissioni;
- premi;
- pagamenti rateali di trasferimenti.
Perciò qualsiasi cifra precisa sulla cassa attuale sarebbe una stima, non un dato di bilancio.
Ed è importante non confondere le due cose.
Ma la situazione finanziaria è ancora solida?
Sì.
A mio giudizio questo è il punto principale dell’analisi.
Il Napoli non è finanziariamente in difficoltà.
Ha però un problema di sostenibilità del costo della rosa.
La differenza è enorme.
La società disponeva già di un patrimonio netto di circa 190 milioni e di una liquidità di 174 milioni al 30 giugno 2025.
Inoltre la stagione 2025/26 ha riportato il Napoli in Champions League, generando nuovi ricavi.
E soprattutto il club ha realizzato plusvalenze molto importanti negli ultimi esercizi.
Il grande vantaggio: le plusvalenze Osimhen-Kvaratskhelia
Il Napoli ha avuto un enorme beneficio dalle operazioni legate a Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia.
Le stime diffuse nel corso del 2026 indicano circa 140 milioni di plusvalenze complessive riconducibili alle due operazioni, con un forte effetto positivo sui ricavi dell’esercizio 2025/26.
Questo è un elemento fondamentale.
Perché significa che il Napoli può permettersi di sostenere un periodo di maggiore spesa senza trovarsi immediatamente in una situazione di squilibrio patrimoniale.
La vera fotografia economica del Napoli
Se dovessi sintetizzare la situazione in cinque numeri, utilizzerei questi: 174 milioni Liquidità al 30 giugno 2025.
190 milioni Patrimonio netto positivo al 30 giugno 2025.
-21,4 milioni Perdita dell’esercizio 2024/25.
~160 milioni Stima del monte ingaggi lordo nell’ultima fase dell’era Conte.
~140 milioni Budget di mercato estivo ipotizzato sulla base di Champions + cessioni.
Ma attenzione: il problema del Napoli non è la liquidità
È il costo della rosa.
Questa è la conclusione più importante.
Un club può avere 170 milioni di liquidità e contemporaneamente avere un problema economico se ogni anno produce costi troppo elevati rispetto ai ricavi ricorrenti.
Il Napoli deve quindi evitare di trasformare il grande patrimonio accumulato nell’ultimo decennio in una semplice riserva da utilizzare per coprire costi crescenti.
Il modello De Laurentiis ha funzionato proprio perché storicamente ha cercato di fare il contrario:
la squadra deve finanziarsi con i propri ricavi.
La Champions cambia completamente lo scenario
La qualificazione alla Champions League è probabilmente il fattore finanziario più importante per il Napoli 2026/27.
I ricavi europei permettono al club di sostenere un livello di spesa maggiore.
Ma c’è un altro effetto:
la Champions aumenta anche la capacità di trattenere i giocatori migliori.
Questo significa che il Napoli può permettersi di non vendere necessariamente ogni calciatore per fare cassa.
Ed è una differenza enorme rispetto agli anni in cui il club doveva costruire il mercato principalmente attraverso le plusvalenze.
De Bruyne, Højlund e McTominay: la nuova struttura dei costi
La squadra costruita negli ultimi due anni ha cambiato radicalmente la filosofia economica.
Il Napoli non è più soltanto il club che compra giovani a 10-20 milioni.
Oggi sostiene anche ingaggi da grande club.
De Bruyne è arrivato a parametro zero, ma un parametro zero non significa costo zero.
Højlund ha un investimento da circa 50 milioni complessivi.
McTominay rappresenta un investimento importante.
Lukaku aveva un costo molto elevato ed è stato appena eliminato dal monte salariale.
Il Napoli sta quindi cercando di spostarsi da:
“spendo poco, valorizzo e vendo”
a:
“spendo molto, ma devo vincere”.
Ed è questa la vera sfida economica dell’era Allegri.
La cessione di Lukaku è quindi più importante di quanto sembri
Dal punto di vista sportivo si può discutere.
Dal punto di vista finanziario è una scelta molto comprensibile.
Il Napoli ha:
- Højlund;
- Lucca;
- eventualmente Gabriel Jesus;
- Alisson;
- Neres;
- Politano.
Lukaku aveva un costo importante.
Vendendolo per circa 6 milioni, il Napoli non realizza una grande plusvalenza.
Ma riduce il costo futuro della rosa.
Questo è il vero obiettivi
E Gutiérrez ha finanziato il mercato successivo
L’operazione Gutiérrez è invece il classico esempio di player trading.
Acquistato a circa 18 milioni.
Valorizzato.
Ceduto a circa 30 milioni.
Plusvalenza nell’ordine dei 19 milioni secondo le stime di Calcio e Finanza.
E contemporaneamente il Napoli elimina circa 9,7 milioni di costi annuali tra ammortamento e ingaggio.
Questa operazione consente alla società di fare una cosa molto importante:
sostituire un costo con un nuovo investimento.
Quanto spazio resta per Badiashile e Gabriel Jesus?
Qui arriviamo alla domanda che interessa maggiormente i tifosi.
La risposta è:
Sì, il Napoli può ancora permetterseli.
Ma non significa che possa comprarli entrambi a qualsiasi prezzo.
La situazione attuale suggerisce che il club vuole prima completare alcune uscite.
Badiashile potrebbe arrivare attraverso una formula che limita l’esborso immediato.
Gabriel Jesus potrebbe diventare possibile soprattutto se venisse liberato ulteriore spazio offensivo.
Il Napoli non appare finanziariamente incapace di fare queste operazioni.
Sembra piuttosto volerle fare rispettando una precisa gerarchia finanziaria.
La nostra stima della situazione al 13 agosto
Utilizzando i dati pubblici disponibili e distinguendo quelli ufficiali dalle stime, la mia valutazione è questa:
| Voce | Valutazione |
| Liquidità storica al 30/6/2025 | €174 mln |
| Patrimonio netto al 30/6/2025 | €190 mln |
| Perdita 2024/25 | €21,4 mln |
| Costo rosa | ~€160 mln lordi, stima |
| Investimenti principali 2026 | ~€72-74 mln |
| Principali incassi estate 2026 | ~€47-49 mln |
| Plusvalenza Gutiérrez | ~€19 mln |
| Costo Højlund complessivo | ~€50 mln |
| Budget estivo ipotizzato | ~€140 mln |
| Stato finanziario | Solido, ma con costi da controllare |
Il Napoli può ancora spendere 50-60 milioni?
Potenzialmente sì.
Ma non direi che oggi abbia “50-60 milioni liberi in cassa”.
Direi piuttosto che:
il Napoli conserva una capacità di investimento molto significativa, sostenuta dalla Champions, dal patrimonio accumulato e dalle cessioni, ma deve continuare a ridurre il costo della rosa per trasformarla in ulteriore mercato.
È una differenza sostanziale.
Il vero rischio finanziario
Il rischio non è che il Napoli fallisca.
È molto più semplice:
spendere troppo per una rosa che non produce abbastanza ricavi e risultati.
Se il Napoli dovesse:
- aumentare ancora gli stipendi;
- acquistare altri giocatori costosi;
- mantenere molti esuberi;
- non qualificarsi nuovamente alla Champions;
- non realizzare più plusvalenze importanti;
allora il margine di sicurezza inizierebbe a ridursi.
Ma oggi non siamo a quel punto.
La valutazione finale
Solidità patrimoniale: 9/10
Il Napoli parte da una posizione molto forte.
Liquidità: 8,5/10
Il dato ufficiale di partenza era eccellente, anche se non possiamo conoscere con precisione la cassa al 13 agosto 2026.
Capacità di investimento: 8,5/10
Champions, plusvalenze e patrimonio consentono ancora investimenti importanti.
Sostenibilità del costo rosa: 7/10
Qui c’è il vero punto interrogativo.
Gestione del mercato 2026: 7,5/10
Gutiérrez e Lukaku hanno alleggerito la struttura; Højlund e Alisson hanno richiesto investimenti importanti.
La conclusione: il Napoli è ricco, ma non deve diventare sprecone
La fotografia che emerge è molto diversa da quella di un Napoli “con le casse vuote”.
Il Napoli è una società finanziariamente solida.
Ha un patrimonio netto importante, ha storicamente accumulato riserve, ha ottenuto nuovi ricavi dalla Champions League e continua a generare plusvalenze.
Ma contemporaneamente ha fatto crescere molto il costo della squadra.
Quindi il problema non è:
“Il Napoli ha finito i soldi?”
La risposta è no.
La domanda corretta è:
“Quanto può aumentare ancora il costo della squadra senza compromettere l’equilibrio economico dei prossimi anni?”
Ed è proprio su questo punto che De Laurentiis e Manna stanno costruendo il mercato.
La cessione di Gutiérrez per circa 30 milioni, con una plusvalenza stimata intorno ai 19 milioni, è stata finanziariamente eccellente.
La cessione di Lukaku, pur producendo poco cash immediato, riduce un costo importante.
Højlund e Alisson rappresentano invece investimenti patrimoniali su giocatori giovani.
E Favasuli segue la stessa logica di investimento sul futuro.
Dunque secondo quanto detto, la situazione economica al 13 agosto 2026 è che:
il Napoli può ancora fare un mercato importante senza mettere in pericolo i propri conti.
Ma da questo momento in poi ogni acquisto dovrebbe essere accompagnato da una cessione o da una significativa riduzione del costo della rosa.
E se arriveranno Badiashile e Gabriel Jesus, non sarà perché il Napoli ha improvvisamente trovato nuovi soldi.
Sarà perché la società avrà trasformato:
Champions + patrimonio + plusvalenze + cessioni + riduzione degli stipendi
in nuova capacità di investimento.
Questo, oggi, è il vero modello economico del Napoli.
E, considerando la posizione patrimoniale da cui parte, il club ha ancora margine per tentare di costruire una squadra da Scudetto senza dover sacrificare la propria solidità finanziaria.
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