Ostia antica, palcoscenico teatrale all’aperto
Dal 2 al 26 luglio la prima edizione del festival di teatro curato dalla Fondazione Teatro di Roma – Teatro Nazionale. Nello scenario antico miti del passato riletti da visioni contemporanee.
Il debutto è affidato all‘Edipo re con la regia di Luca De Fusco, (in scena dal 2 al 6 luglio) che trasforma il dramma in un oscuro viaggio psicoanalitico in cui Edipo – interpretato da Luca Lazzareschi – si muove come un detective del proprio passato, tormentato da visioni e verità scomode. Accanto a Lazzareschi, Manuela Mandracchia dà corpo e voce a una Giocasta tragica e moderna. Interessante il cas che vede Paolo Serra (Creonte), Francesco Biscione, Paolo Cresta e Alessandro Balletta, nei ruoli dei corifei e dei messaggeri, che diventano presenze inquietanti e corali.
Si prosegue il 18 e 19 luglio con Roberto Latini che porta in scena la sua rilettura contemporanea dell’Antigone di Anouilh, ambientata nella Francia occupata e trasformata in una potente metafora della resistenza, esplorando il conflitto eterno tra legge e coscienza. Antigone, figura archetipica che sfida i confini del tempo, diventa un simbolo universale di ribellione e un’indagine intima sull’essenza dell’umano. In scena, un gioco di specchi tra Antigone e Creonte, un soliloquio a più voci che svela le contraddizioni umane e invita il pubblico a riflettere su cosa significa essere uomini, essere umani. La regia di Roberto Latini, anche interprete nel ruolo di Antigone, guida Manuela Kustermann (Nutrice), insieme all’interpretazione di Silvia Battaglio (Ismene), Ilaria Drago (Emone) e Francesca Mazza (Creonte). Produzione del teatro di Roma con La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello-
Torna al chiuso poi la rassegna, al Teatro Argentina l Antigone di Alan Lucien Øyen, in prima mondiale dal 22 al 24 luglio. La storia di Antigone è raccontata con i danzatori del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch affiancati da Antonin Monié dell’Opera di Parigi e dalla compagnia winter guests del coreografo norvegese. Protagonista la poesia fisica del Tanztheater, fusa con la parola parlata e la danza contemporanea, alla ricerca di un’espressione umana che indaga i dilemmi irrisolti dell’opera: dovere, dignità, moralità e la complessità del potere.
Il Festival si conclude il 25 e 26 luglio tornando al Teatro romano di Ostia con Ifigenia di Silvia Zarco, per la regia di Eva Romero, un’opera che connette il Teatro di Roma e il prestigioso Festival di Mérida in una collaborazione internazionale. Lo spettacolo esplora la violenza di genere ispirandosi alle tragedie di Ifigenia e Polissena, attraverso un parallelo tra il sacrificio dell’antica Grecia e le problematiche contemporanee. In scena María Garralón (Hécuba), Juanjo Artero (Agamennone), Beli Cienfuegos (Clitennestra), Laura Moreira (Ifigenia), Nuria Cuadrado (Polissena), Alberto Barahona (Ulisse), Néstor Rubio (Águilas) e Rubén Lanchazo (Poliméstor / vecchio). Prodotto dal Festival di Mérida e Maribel Mesón, questo spettacolo rappresenta un ponte culturale tra Italia e Spagna per celebrare la ricchezza del teatro classico e la sua capacità di dialogare con il presente.
Puoi consultare il programma completo sul sito del Teatro di Roma
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