L’importanza del referendum: quesiti che hanno cambiato il volto dell’ Italia
L’8 e 9 giugno gli italiani sono chiamati alle urne su 5 quesiti abrogativi riguardanti lavoro e cittadinanza
Il referendum è la forma più diretta di democrazia, nel quale il cittadino non delega, ma sceglie se abrogare o meno una legge.
Il primo referendum risale al 2 giugno 1946. Un referendum costituzionale, nel quale si scelse tra monarchia e repubblica. L’ affluenza fu altissima, circa 89% degli aventi diritto, record mai più eguagliato. Inoltre per la prima volta ci fu il suffragio universale, ossia votarono tutti, anche le donne. Quel referendum così partecipato, cambiò radicalmente le sorti del nostro paese. Da quel momento infatti l’ Italia divenne una Repubblica Democratica.

Un altro quesito importante, che rivoluzionò la nostra società fu quello del 1974 sul divorzio. Il referendum chiedeva di abrogare la legge Fortuna- Baslini del 1970. Gli italiani decisero invece che il divorzio dovesse essere un diritto imprescindibile.

Nel 1981 inoltre si chiese di abrogare la legge 194 del 1978 sull’ interruzione di gravidanza. Anche in questa circostanza la società civile si mostrò un passo avanti alla politica, votando no e decretando di fatto il diritto all’ aborto.
Ci fu poi il referendum sul nucleare del 1987. Esattamente un anno dopo l’ incidente di Chernobyl. Gli italiani decisero di non volere il nucleare nel proprio territorio.
Più recentemente(2016) c’è stato un referendum costituzionale promosso dall’ allora premier Renzi. Prevedeva, tra l’ altro, il superamento del bicameralismo, riduzione dei parlamentari e soppressione del Cnel. Questo referendum, forse un po’ troppo personalista, ha decretato un no secco alla riforma Renzi – Boschi e di conseguenza anche alle dimissioni del Presidente del Consiglio.
Tornando ai quesiti dell’ 8 e 9 giugno 4 tematiche riguardano il lavoro, la quinta riguarda la cittadinanza per gli stranieri.
Nel dettaglio:
Il primo affronta il tema dei licenziamenti illegittimi. Propone l’abrogazione di uno dei decreti del Jobs Act. L’obiettivo è ripristinare la possibilità di reintegrazione del lavoratore nel suo posto di lavoro, in tutti i casi di licenziamento illegittimo.
Il secondo riguarda l’ indennità per licenziamenti nelle piccole imprese: elimina il tetto massimo all’indennità per licenziamenti illegittimi nelle aziende con meno di 15 dipendenti, consentendo al giudice di determinare l’importo senza limiti predefiniti .
Il terzo i contratti a termine, con l’abrogazione di alcune norme per i contratti a tempo determinato.
Il quarto la responsabilità solidale negli appalti: chiede l’abrogazione della norma che esclude la responsabilità del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore, in caso di incidenti sul lavoro.
Il quinto riguarda la cittadinanza italiana per stranieri: Si propone di dimezzare da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale in Italia richiesto agli stranieri extracomunitari maggiorenni per poter richiedere la cittadinanza italiana .
Le battaglie referendarie hanno portato grandi cambiamenti in Italia. Si è passati dalla monarchia alla repubblica, dal divorzio, all’ aborto, al NO al nucleare, insomma sono state spesso artefici di progresso e modernità ed anche della forma più autentica di democrazia.
Foto in evidenza: Avvenire, all’ interno: Storica National Geographic e Rai News
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