Lisistrata a Pompei Scavi, teatro come strumento educativo
Marco Martinelli ripropone per il quarto anno uno spettacolo che racconta in chiave contemporanea un testo classico. Protagonisti i ragazzi di alcune scuole del vesuviano.
Non è solo uno spettacolo. È un approccio, un insegnamento, una visione. Dopo 4 anni si può dire che “Sogno di volare” è diventato un format, delineato da Marco Martinelli, che ha sviluppato negli anni un’esperienza di lavoro teatrale con gli adolescenti, in particolare in Campania il progetto “Arrevuoto”. Nel caso di questo progetto si parte da un testo, classico, con un tema portante, e si costruisce uno spettacolo con i ragazzi delle scuole vesuviane. La tematica diventa un pretesto per sviscerare e raccontare la contemporaneità sulla base di una visione antica. Lo spettacolo si porta sulle scene proprio della Pompei antica, per riappropriarsi del passato e dei luoghi del passato.
La guerra e Lisistrata
Quest’anno il tema è la guerra, letta dal punto di vista di Lisistrata. Qualcosa da fermare ad ogni costo, anche a costo di uno ‘sciopero del sesso’. Con il metodo Martinelli, regista dello spettacolo, i ragazzi a turno interpretano i personaggi (anche più di un ragazzo interpreta lo stesso personaggio in momenti diversi) accompagnati costantemente da un coro. Un gruppo che ha la funzione di amplificare gridando le parole dei protagonisti, o di ampliare il concetto entrando in discussioni collettive.
Il metodo Martinelli
Altro elemento fondamentale per comprendere il ‘metodo Martinelli’ è il tentativo costante di attualizzazione. Tutti i temi del passato vengono attualizzati giocando un po’ sui luoghi comuni legati al mondo delle donne, tutti i riferimenti possibili al mondo contemporaneo o alla stessa storia del gruppo di lavoro e strappano un sorriso. Gli spettacoli cambiano, cambia il contenuto ma l’approccio è lo stesso. A volte anche i ragazzi sono gli stessi, come nel caso di un protagonista delle precedenti edizioni che allude alla sua presenza in questo progetto e allude anche, ad esempio, a Madonna, nel senso della star che ha sostenuto economicamente questo progetto quando è venuta lo scorso 16 agosto a festeggiare il suo compleanno nel teatro di Pompei.
I ragazzi certo si divertono, imparano. Il contenuto della commedia, il mondo della guerra e la soluzione tutta femminile di Lisistrata , il potere di dire no. Ma imparano anche la modalità di esprimerlo. Stare in scena vuol dire aggiungere un tassello nel rapporto tra sè e l’esterno, acquisire strumenti per sentirsi più sicuri nelle relazioni e più capaci di ascoltare. Ma stare in scena in questo caso è anche un riappropriarsi di uno spazio antico che riguarda strettamente il loro territorio .
Teatro come investimento sulle future generazioni
Non è certamente l ‘ultimo capolavoro del teatro italiano ma è certo uno spettacolo che si basa sulla potenzialità di tutti i partecipanti. Un investimento sulle future generazioni che usa come mezzo il teatro. Un modo per fare insieme, per confrontarsi con se stessi e con gli altri. Per esprimere uno sguardo sugli atteggiamenti anche piu scontati del mondo femminile, e lanciare una speranza per il futuro. i ragazzi coinvolti sono del Liceo E. Pascal di Pompei, dell’Istituto Superiore E. Pantaleo di Torre del Greco, del Liceo G. de Chirico di Torre Annunziata e dell’Istituto Superiore R. Elia di Castellammare di Stabia. Lo spettacolo ad oggi ha il sostegno del Parco Archeologico di Pompei, ha come Rup l’archeologa Maria Rispoli, è stato realizzato grazie a un protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale della Campania. Quest’anno ha avuto il finanziamento anche dell’artista Madonna, attraverso una sua fondazione. In più, nato da un’idea del Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel ha anche una sua tournè da realizzare: i prossimi appuntamenti sono il 28 maggio al teatro Dante Alighieri di Ravenna, sabato 4 ottobre al teatro Olimpico di Vicenza, sabato 15 e domenica 16 novembre al Piccolo Teatro di Milano, Studio Melato.



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