Mattarella firma il decreto sicurezza
Approvato il DL sicurezza: introduzione di nuovi reati, maggiori tutele per le forze di polizia e militari, inasprimento delle pene
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto- legge molto simile al DDL- sicurezza, che si era arenato in parlamento, come ha ammesso il ministro Piantedosi.
I nuovi reati riguardano le occupazioni abusive di immobili, atti di resistenza in carcere, le truffe agli anziani.
Chi occupa un immobile, abitato da altri o se ne appropria rischia fino a 7 anni di carcere.
La nuova norma per sedare le rivolte nelle carceri riguarda tutti coloro che promuovono, organizzano o prendono parte a rivolte in prigione. Saranno puniti anche coloro che minacciano o commettono atti violenti, ma anche chi resiste passivamente. Sia all’ interno delle carceri, sia nei centri di permanenza per i rimpatri.
Viene introdotto il reato di truffa aggravata agli anziani, la pena può arrivare fino a 6 anni di reclusione con una multa di tremila euro.
Altro nuovo reato riguarda il contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata. Saranno puniti, da due a sei anni, coloro che hanno materiale per costruire armi, sostanze chimiche o batteriologiche. Anche chi diffonde o pubblicizza questo materiale sarà punito da sei mesi a due anni.
Più tutele alle forze dell’ ordine, che saranno dotate di body cam e sistemi di videosorveglianza nei luoghi di custodia. Inoltre vigili del fuoco e membri delle forze armate avranno un sostegno legale fino a diecimila euro per procedimenti giudiziari.
Inasprimento delle pene per il reato di danneggiamenti durante la manifestazioni. Ampliamento del DASPO urbano, ossia il divieto di frequentare luoghi pubblici, disposti dal sindaco o dagli organi di sicurezza.
Introdotte nuove pene per l’ imbrattamento di luoghi pubblici e per il blocco stradale. La norma denominata “salva ponte” diventa, quindi, reato, punibile fino a due anni di reclusione.
Ampiamente criticato da varie associazioni, il dl non risolve il problema della sicurezza del cittadino e delle sue comunità. Inasprire la pena, o inventare nuovi reati non è sinonimo di più sicurezza. E’ La certezza della pena a creare maggior sicurezza.

Giuseppe Pontiggia: “Quando uno ha la casa devastata dai ladri e sa che i ladri non saranno puniti, quando ha un parente che è stato investito da una macchina pirata e sa che il colpevole se la caverà con poco o niente, allora la vittima prova un senso di abbandono e di angoscia. Penso che questa società, indebolendo la certezza della pena, tolga alla giustizia una delle sue funzioni più importanti cioè quella di deterrente: molte persone sicure dell’impunità commettono reati.”.
Foto in evidenza: Avvenire
Foto all’ interno; Il manifesto
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