L’Italia e i Mondiali 2026: ce la faremo?

L’Italia e i Mondiali 2026: ce la faremo?

Una storia di luci e ombre con una costante: la resilienza.

Ci risiamo. Dopo la tragicomica sconfitta con la Macedonia del Nord nel 2022 e a oramai 9 anni dalla scellerata esperienza Ventura, il destino della Nazionale di calcio per le qualificazioni ai Mondiali 2026 è ancora una volta appeso al filo degli spareggi. Sono passati 4 anni dalla “botta” da 30 metri di Aleksandar Trajkovski, che ancora rimbomba nelle mura del Renzo Barbera. Sono invece 8 gli anni dal disastroso 4 2 4 proposto da Ventura contro la spagna al Bernabeu e dalla eliminazione shock contro la Svezia, con un’Italia incapace di segnare un singolo gol tra andata e ritorno.

Di scheletri nell’armadio, insomma, ne abbiamo, e anche tanti. Ma se c’è una cosa che rimane costante nella storia della nostra nazionale è che nei momenti difficili spesso risorgiamo come fenici, aggrappandoci a quel nostro “sapercela cavare”. 2020: l’Italia guidata da Roberto Mancini vince l’Europeo, dopo aver mancato la qualificazione ai mondiali contro la Svezia; 2016: la Nazionale di Conte sfiora il miracolo a Euro 2016, due anni dopo la disastrosa campagna di Brasile 2014; 2006 l’Italia di Lippi sale sul tetto del mondo, con alle spalle ancora l’ombra di “Calciopoli”, il più grande scandalo sportivo di sempre; 1982: la terza stella, dopo che Bearzot dichiarò il silenzio stampa per le feroci critiche alla squadra e dopo lo scandalo “Totonero” del 1980.

Gli spareggi fanno paura, è inutile negarlo. Ma l’Italia, quando sente il fiato sul collo, riscopre sempre compattezza e fame. Non sappiamo se basterà, non sappiamo come andrà. Sappiamo solo che alla fine, al di là di tutto, resta una certezza: l’Italia non smette mai di lottare. E forse è proprio da qui che può partire l’ennesima rinascita. Un’altra volta, un’altra sfida. Con la solita, testarda resilienza.

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