Bologna-Milan: il capolavoro di Max Allegri

Bologna-Milan: il capolavoro di Max Allegri

Anche con un attacco rimaneggiato, il Milan non si ferma al Dall’Ara di Bologna e vince 0-3. Ma come hanno fatto i rossoneri ad imporsi così.

La 23esima giornata di Serie A si è chiusa con la partita che, sulla carta, doveva essere la più equilibrata, ma la realtà ha mostrato l’esatto opposto. Bologna-Milan è stata una lezione di calcio di Massimiliano Allegri impartita nei confronti di Vincenzo Italiano che ha mostrato gli stessi difetti del passato. Non è vero che i rossoneri hanno fatto calcio spumeggiante, anzi, lo spartito del match è stato per grandi linee lo stesso di sempre, ma con una piccola ma fondamentale differenza. I padroni di casa hanno approcciato la partita con la solita pressione uno contro uno a tutto campo, nel tentativo di far forzare le giocate ai difensori rossoneri e, quindi, di recuperare il pallone già nella trequarti avversaria.

La mossa di Allegri è stata molto semplice, ma altrettanto efficace: Bartesaghi, seguito da una delle mezze ali avversarie, in fase di possesso si è sempre abbassato tantissimo. Ricevuto il passaggio, ha costretto i giocatori del Bologna a delle scalate profondissime. Da quella situazione, la palla lunga diventa conseguenza quasi naturale, con Nkunku come ricevitore molto largo sempre sulla sinistra. Il francese, seguito a uomo da Heggem, ha avuto sia la prontezza di portare il norvegese fuori dalla zona di comfort, sia la pulizia tecnica di scaricare il pallone per gli inserimenti continui di Rabiot e Loftus-Cheek. Proprio il primo ha dato vita al mismatch più importante dal punto di vista del fisico, dal momento che Zortea non è mai riuscito a contenerlo. Una volta vinto questo duello, il gioco è fatto e il Milan è ormai in porta.

Dal punto di vista difensivo, è bastato fare il solito lavoro: tanti giocatori dietro la linea della palla, spazi occupati molto bene e tanta vigoria nei duelli fisici, il tutto agevolato da un Bologna decisamente in calo rispetto all’inizio stellare di stagione, cha ha avuto il pallone per più tempo dei rossoneri, ma, d’altra parte, sembrava non sapere cosa farsene.

Una partita perfetta da parte dei ragazzi di Allegri, talmente brillante che porta a un interrogativo quasi provocatorio: il Milan gioca meglio senza Leao? Da una parte, con la sua assenza c’è stato un netto miglioramento nel gioco senza palla, dal momento che il portoghese, al contrario dei suoi compagni, ha una predisposizione al sacrificio nulla. Dall’altra parte, con il controllo della sfera il Diavolo è sembrato monotematico. Nonostante la vittoria larga, è difficile che questo piano possa funzionare contro le altre 18 squadre di Serie A: avere un’arma come Leao è indispensabile, grazie alla sua eccellente velocità e tecnica.

Intanto, Allegri lancia la sfida a Chivu: con questi tre punti, i rossoneri tornano a -5 dalla vetta e dimostrano che daranno battaglia fino all’ultima giornata, con la speranza che l’Inter, visti i tanti impegni in programma, possa perdere in lucidità nelle prossime settimane.

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