Le novità introdotte nella riforma della scuola dal ministro Valditara
Letteratura in prima elementare, latino alle medie, abolizione della geostoria alle superiori, studio dell’ epoca classica, della Bibbia, ma anche di Percy Jackson
Il 14 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto -legge voluto dal ministro dell’ istruzione e del merito Giuseppe Valditara. Tante le novità nei percorsi scolastici, per una riforma che, negli intenti, appare ambiziosa: coniugare un futuro sempre più tecnologico e digitale ad un passato, che ha le sue radici nella tradizione italiana e nella classicità. Nella stesura della riforma hanno affiancato il ministro personalità della cultura italiana : il maestro violinista Uto Ughi, la prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano Flavia Vallone, lo storico Ernesto Galli della Loggia, il latinista Andrea Balbo, il presidente emerito dell’Accademia della Crusca, il linguista Claudio Marazzini e il filologo e saggista Claudio Giunta.
Cosa cambia nella scuola primaria .
Tra le novità della riforma ci sarà l’ introduzione della letteratura già dalla prima elementare. Gli alunni studieranno poesie e filastrocche a memoria e, per dare spazio alla creatività, la musica . Rispolverati i grandi classici : Iliade ed Odissea, per recuperare le nostre radici. Introdotto anche l’attualissimo Percy Jackson di Rick Riordan, un genere fantasy , per invogliare i piccoli studenti alla letteratura e alla lettura. Si tornerà ai giudizi dal sufficiente all’ ottimo, per la valutazione degli scolari .
Latino alle medie.
Verrà introdotto in seconda e terza media. Sarà opzionale, ma curriculare. Lo studio del latino alle medie venne abolito nel 1978, un ritorno al passato dunque, ma, a detta degli esperti, la traduzione del latino è un ottimo esercizio di logica e dà la possibilità di imparare meglio la grammatica della lingua italiana. Gli invalsi hanno evidenziato quanta difficoltà abbiano gli studenti nella comprensione del testo ed il latino, in questo senso, può essere di ausilio. Introdotto anche il voto in condotta, che avrà peso nella valutazione dello studente. Accolto con favore da famiglie e docenti è un modo per cercare fermare i sempre più frequenti atti di bullismo

Niente geostoria alle superiori
Il ministro ha cancellato la geostoria. La storia avrà uno spazio più narrativo, dando rilievo alle civiltà greche, latine e cristiane, per ritrovare le nostre origini. Si studierà tutto il novecento con le guerre mondiali e probabilmente ci saranno accenni anche alla prima repubblica. Non mancherà lo studio sulle nuove tecnologie, con un occhio particolare alle materie digitali e all’Intelligenza Artificiale..
Questa riforma è stata tacciata di sovranismo e ritorno al passato per l’introduzione della bibbia come materia di studio e delle civiltà cristiane, e per la reintroduzione del latino alle medie. Il ministro difende il suo operato: «Credo sia importante sapere da dove arriviamo per capire dove vogliamo andare. Avere qualche dimestichezza con la lingua latina ci aiuta a comprendere meglio la nostra lingua nonché le basi culturali della nostra civiltà. Il latino poi è una grande palestra di logica, abitua al ragionamento, e noi abbiamo bisogno di giovani che siano abituati a una riflessione coerente. Il latino rappresenta la base della lingua italiana, quindi abitua a capire meglio l’origine delle parole, delle regole grammaticali. Perché, come diceva Antonio Gramsci, il latino insegna a studiare».
Lo studio del latino è davvero superato?
In risposta propongo un carme di Gaio Valerio Catullo, nato nell’87 a.C. e morto a trent’anni nel 57, un poeta dell’ antichità, ma molto contemporaneo .
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Odio ed amo. Perché lo faccia, mi chiedi forse.
Non lo so, ma sento che succede e mi struggo.
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foto in evidenza: Orizzonte Scuola Notizie
foto all’ interno dell’ articolo: La Repubblica Genova
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