8 marzo: giornata internazionale della donna.
Tema di quest’ anno: “le donne in un mondo del lavoro in evoluzione: verso un pianeta 50-50 nel 2030”.
Volgarmente denominata festa della donna, l’ 8 marzo, giornata internazionale della donna, è l’occasione per porre l’ attenzione sui diritti delle donne, in particolar modo sul lavoro e sulla parità salariale, sulle discriminazioni e sulla violenza di genere. Come da tradizione, ogni anno si sviluppa un tema, atto a riflettere sulla condizione della donna. Il 2025 si pone un obiettivo ambizioso : uguaglianza di genere nel mondo del lavoro e l’autodeterminazione delle donne, puntando sull’ accesso globale alla formazione di qualità e all’ apprendimento continuo.
Nonostante i progressi fatti negli ultimi anni , nei paesi più sviluppati solo i due terzi delle donne hanno raggiunto la parità di genere. I paesi dove il divario è quasi colmato sono Islanda (93,5%), Finlandia e Norvegia (87,5%).
In Europa otto Paesi si collocano nelle prime dieci posizioni della classifica: oltre ai Paesi Scandinavi ci sono Irlanda, Olanda e Lettonia. Germania e Gran Bretagna scendono per il terzo anno consecutivo di qualche posizione, soprattutto a causa di una diminuzione delle donne in politica ed in economia, mentre Svizzera e Francia fanno un salto in avanti, grazie all’aumento delle donne manager e delle donne parlamentari. In Spagna, 17esima in graduatoria, diminuiscono le donne nei ministeri, mentre in Moldavia si registrano dei miglioramenti grazie a una sorprendente partecipazione economica. La Russia (42esima posizione) mostra dei miglioramenti, mentre in Croazia e Macedonia si registrano pesanti crolli. Gli Stati Europei dove si registrano le maggiori disparità sono Georgia (82), Malta (83), Albania (87) e Turchia (123), anche se in quest’ultima si osserva un leggero miglioramento.
L’Italia si colloca alla posizione 67: avanza di 18 posti, ma rimane lontana dalle prime. Il progresso è dovuto soprattutto all’aumento delle donne in Parlamento, nei ministeri e tra i manager. Non vanno male istruzione e partecipazione politica, rispettivamente alla posizione 43 e 46, ma nelle pari opportunità a livello economico, l’Italia si colloca solo alla posizione 83, dopo Paesi come il Botswana e il Burkina Faso.
Nel nostro paese per quanto riguarda la parità salariale siamo ancora in alto mare. I posti di comando sono appannaggio degli uomini e, a parità di competenze, sono gli uomini ad avere i salari più alti. Stesso discorso se parliamo di discriminazione o violenza di genere . Organizzazioni come Amnesty International Italia sono presenti in questi giorni con iniziative nelle piazze, per sensibilizzare sul tema dei diritti delle donne di tutto il mondo. L’ associazione nonunadimeno ha indetto una forma di sciopero ideale per tutta la giornata. a cui partecipano anche i Centri Antiviolenza della rete “D.i.Re”, che rappresenta 77 centri sparsi su tutto il territorio nazionale. Il Corteo “Non una di meno” si terrà anche a Milano. A Torino la comunità Fermata d’Autobus organizza due mostre e una conferenza internazionale sui lavori fatti all’interno della comunità e sui temi delicati della violenza sulle donne che hanno subito abusi e danni psicologici.
Per combattere la violenza di genere il governo ha presentato un disegno di legge che riconosca il femminicidio come reato vero e proprio, con pene che possono arrivare all’ ergastolo. Speriamo sia l’ inizio di un cambiamento radicale della nostra società, nel quale le donne finalmente siano libere di decidere il loro cammino in ogni ambito, che sia lavorativo o familiare, proprio come accade per gli uomini .
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