Custonaci, quando lo sport diventa educazione: l’esperienza del Team Sparta

Custonaci, quando lo sport diventa educazione: l’esperienza del Team Sparta

Risultati sportivi, disciplina, crescita personale e valori educativi.
È questa la filosofia del Team Sparta Custonaci. Giovane realtà degli sport da combattimento che in pochi mesi ha già saputo distinguersi a livello locale, portando sul tatami e sul ring atleti giovanissimi con risultati sorprendenti.


Ne parliamo con Giancarlo Pocorobba, fondatore e istruttore del Team Sparta, avvocato trapanese e tecnico di kickboxing e pugilato.


Avvocato Pocorobba, Sparta è una realtà giovane ma già molto visibile. Come nasce questo progetto?
«Sparta nasce da una scelta di responsabilità e di passione. Dopo anni di attività agonistica e di esperienza in palestra, ho avvertito l’esigenza di creare un ambiente che mettesse al centro i ragazzi, non solo come atleti ma come persone.
Non faccio il tecnico per professione: vivo del mio lavoro di avvocato. Sparta nasce, quindi, da una passione autentica e da una visione educativa dello sport».

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In pochi mesi sono arrivati risultati importanti. Ve li aspettavate?
«I risultati sportivi fanno piacere ma non sono mai l’unico obiettivo. Detto questo, è vero: in pochissimo tempo i nostri ragazzi hanno ottenuto vittorie in competizioni W.M.K.F., C.S.E.N., W.T.K.A. e Global Boxing Italia, combattendo sempre nel contatto leggero, come è giusto che sia alla loro età.
Atleti come Isra e Sinda Chtioui, Paolo Badalucco e Gioele Verna hanno dimostrato che con impegno, serietà e metodo si può crescere velocemente, anche partendo da zero».


Colpisce il fatto che molti di loro abbiano pochissimi mesi di palestra alle spalle.
«Ed è proprio questo l’aspetto che mi rende più orgoglioso. Parliamo di ragazzi di 12, 13, 14 anni, che in alcuni casi si mettono alla prova dopo poche settimane di allenamento.
Questo significa che dietro c’è fiducia, lavoro mentale, educazione al confronto, non solo tecnica. Ripeto loro che vincere o perdere non è mai il punto centrale: quello che conta è l’atteggiamento».


Qual è, allora, la “mentalità Sparta”?
«La mentalità Sparta è semplice: coraggio, resilienza, rispetto, responsabilità.
Insegno ai ragazzi che la paura esiste ma non deve comandare. Che il coach non è eterno e che, piano piano, devono imparare a camminare con le proprie gambe.
Li responsabilizzo molto: sotto la mia costante supervisione, scelgono talvolta esercizi, propongono tecniche, aiutano i compagni più piccoli. Questo crea sicurezza e autostima».


Spesso gli sport da combattimento vengono fraintesi. Che valore sociale hanno, secondo
lei?
«Un valore enorme. Gli sport da combattimento, se insegnati correttamente, sono vere e proprie scuole di vita.
Qui i ragazzi imparano il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’autorità. Imparano a gestire le emozioni, la rabbia, la frustrazione.
E soprattutto capiscono che la forza non è sopraffazione ma controllo».

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Recentemente Sparta è stata protagonista anche sui media e in ambito istituzionale.
«Sì, siamo stati ospiti di una trasmissione televisiva locale e abbiamo avuto l’onore di essere ricevuti dal Sindaco di Custonaci, che ringrazio, il quale ha voluto congratularsi personalmente con i ragazzi per i risultati ottenuti.
Per loro è stato un momento importantissimo: sentirsi riconosciuti dalla propria comunità rafforza il senso di appartenenza e di responsabilità».

Che futuro vede per Sparta?
«Un futuro fatto di crescita graduale. Non ho fretta di “costruire campioni” ma persone solide.
Se poi qualcuno di loro un giorno arriverà in alto, magari guardandolo penserò: bravo, hai fatto un buon lavoro.
Questo, per me, vale più di qualsiasi cintura».


Un ultimo messaggio ai genitori e ai ragazzi?
«Ai genitori dico: lo sport da combattimento non toglie, aggiunge.
Ai ragazzi, invece: non abbiate paura di mettervi alla prova. Vincere è bello, perdere insegna. L’importante è salire sempre sul ring — e nella vita — a testa alta».

L’esperienza del Team Sparta a Custonaci non è solo una cronaca di successi atletici, ma il racconto di come una comunità possa stringersi attorno ai propri giovani per offrire loro una bussola etica. Quando il “fare sport” supera la semplice competizione e diventa un cantiere di civiltà, l’intera cittadinanza ne esce vincitrice.

L’augurio per il Team Sparta e per tutta la comunità di Custonaci è che questo modello non resti un’eccezione, ma diventi la norma. L’auspicio è che il sudore versato in palestra continui a trasformarsi in rispetto per l’avversario e autodisciplina nella vita di tutti i giorni.

Che questi giovani atleti possano guardare ai propri istruttori non solo come a maestri di tecnica, ma come a guide capaci di insegnare che la vittoria più grande non si misura in medaglie, ma nella capacità di rialzarsi dopo ogni caduta. Se la “scuola” del Team Sparta continuerà a seminare questi valori, il futuro di Custonaci sarà certamente in buone mani: quelle forti, leali e instancabili di chi ha imparato che lo sport, prima di allenare i muscoli, deve saper allenare il cuore.

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