Pensione sempre più lontana: serviranno fino a 47 anni di lavoro
Secondo le ultime stime della Cgil, il percorso verso la pensione si fa sempre più lungo e complesso. Per molti lavoratori italiani, infatti, potrebbero essere necessari fino a quasi 47 anni di contributi prima di poter accedere all’assegno previdenziale.
Perché accade?
Il fenomeno è il risultato di due fattori principali:
- Allungamento delle finestre di uscita: le regole per il pensionamento anticipato si sono irrigidite, spostando in avanti l’età minima e i requisiti contributivi.
- Taglio retroattivo degli anni di università riscattati: chi aveva investito nel riscatto della laurea per anticipare la pensione si trova ora penalizzato, poiché questi anni non vengono più conteggiati come in passato.
Le conseguenze per i lavoratori
- Carriere più lunghe: chi entra oggi nel mondo del lavoro dovrà mettere in conto quasi mezzo secolo di attività.
- Maggiore incertezza: le continue modifiche normative rendono difficile pianificare il futuro previdenziale.
- Impatto sulle giovani generazioni: i nuovi ingressi nel mercato del lavoro rischiano di vedere la pensione come un traguardo sempre più lontano.
Cosa propone la Cgil
Il sindacato chiede:
- Stabilità normativa per evitare penalizzazioni retroattive.
- Soluzioni per i giovani e per chi ha carriere discontinue.
- Maggiore equità nel calcolo dei contributi e delle finestre di uscita.
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