Hikikomori: sindrome dell’ isolamento sociale

Hikikomori: sindrome dell’ isolamento sociale

Giovani chiusi nelle loro stanze, in fuga dalla società. In Italia il fenomeno è in continuo aumento.

Hikikomori (lett. stare in disparte) è il termine giapponese per definire quelli che si allontanano dalla società per almeno sei mesi. E ‘un fenomeno venuto alla luce in  Giappone negli anni ‘90. Nel mondo nipponico si contano più di un milione e mezzo di casi . In Italia la stima è di quasi duecento mila .

Gli Hikikomori sono per lo più adolescenti e  giovani sotto i trent’anni. Abbandonano scuola, lavoro e relazioni sociali. Si chiudono in casa, spesso in camera e non  interagiscono più con l’ esterno, a volte nemmeno coi membri della famiglia.

Ma cosa spingono gli Hikikomori all’ autoisolamento?

Troppo recente il fenomeno, per poter dare risposte certe . Dalle osservazioni fatte si tratta di una combinazione di fattori individuali, familiari e sociali.

Secondo Hikikomori Italia, alcune cause possono essere: bullismo, sopraffazione e pressione sociale . La scuola è il primo luogo in cui il giovane può essere maggiormente esposto al bullismo e alla pressione sociale.

Spesso le istituzioni liquidano giovani e adolescenti, che attraversano questo volontario isolamento e rifiuto della società, di pigrizia e dipendenza da internet. La realtà è ben diversa. Internet rimane per loro l’ unico mezzo che ancora li lega al mondo esterno.

In Giappone, per arginare il fenomeno, hanno fondato delle comunità, nelle quali,  con l’aiuto di terapisti e volontari,  i ragazzi escono dall’isolamento e tornano gradualmente alla ” normalità” . Per quelli che proprio non se la sentono di lasciare la propria stanza e la propria ”routine” ci sono le “rental sister”( sorelle in prestito). Volontarie che cercano di convincere gli hikikomori ad andare in struttura. Una volta in comunità si svolgono tutta una serie di attività atte al reinserimento nella società  . Si organizzano sedute di discussione di gruppo (coordinate da un moderatore esperto), tornei con videogiochi online e offline, gite , lavoretti part-time, laboratori creativi e attività formative di qualsiasi tipo (professionali e non).

E’ molto importante che il ragazzo sia seguito negli anni successivi al suo ritorno alla vita relazionale, anche se apparentemente non ha più problemi di isolamento sociale.

In Italia non esiste ancora nulla del genere. Nel giugno 2017 è stata fondata l’associazione Hikikomori Italia Genitori ETS, aperta a tutti i genitori e parenti di ragazzi con problemi di isolamento sociale che desiderano sostenere la causa di Hikikomori Italia ETS. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le istituzioni per ottenere maggiori diritti e servizi. 

 Le modalità dell’ autoesclusione dalla vita sociale in Italia come nel resto del mondo hanno peculiarità diverse da quelle giapponesi , soprattutto a causa del contesto culturale differente . Tuttavia le misure adottate dal Giappone hanno dato ottimi risultati e sarebbe opportuno, per arginare il problema, che anche l’ Italia ne prendesse spunto.

Foto in evidenza: CODEKA

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