Capodimonte doppio Caravaggio
Dopo la mostra di Caravaggio a Roma, conclusasi il 20 luglio, l’opera Ecce Homo, opera proveniente da Madrid, arriva a Napoli, al Museo e Real Bosco di Capodimonte, in compagnia de la Flagellazione per una esposizione d’eccezione aperta fino al 2 novembre
Torna a Napoli un capolavoro di Caravaggio, dipinto nella città partenopea e poi ritrovato nel 2021 a Madrid. Si tratta dell’Ecce Homo, opera che viene esposta al Museo di Capodimonte in dialogo con l’altra opera caravaggesca dipinta a Napoli, la Flagellazione.
L’esposizione intitolata ‘Capodimonte doppio Caravaggio’ fino al 2 novembre mette a confronto tre opere. L’ Ecce Homo di Caravaggio, ospite speciale del Museo e Real Bosco di Capodimonte, dialoga con il capolavoro tornato al museo (dopo la mostra su Caravaggio a Roma) la Flagellazione di Cristo, opera realizzata per la chiesa di San Domenico e, per completare la suggestione, con un altro Ecce Homo realizzato da Caracciolo, allievo di Caravaggio. Le due opere del Merisi furono realizzate proprio nei suoi soggiorni napoletani del 1606/07 e del 1609: mentre la Flagellazione fu opera commissionata per la chiesa di San Domenico, poi per protezione, trasportata al Museo di Capodimonte, l’Ecce Homo da poco è stato unanimamente attribuito a Caravaggio. La storia del dipinto è intrigante.
Nel 2021 questo Ecce Homo di un privato, venne messo in vendita con una base d’asta di 1500 euro come opera di ‘scuola di Ribera’. Dalla pubblicazione del catalogo della casa d’arte spagnola Ansorena l’opera viene vista da tutti i principali esperti del pittore, e dai mercanti d’arte e curatori. Emerge quindi la convinzione che sia il quadro originale di Caravaggio poi perduto. Nel 2024 venne comprato da un filantropo britannico, che non vuole far conoscere il suo nome, e, visto anche che il governo spagnolo ha sancito la sua non esportabilità, è stato esposto in una sala dedicata del museo del Prado di Madrid. Secondo lo studio di Maria Cristina Terzaghi sarebbe lo stesso Ecce Homo di Caravaggio appartenuto a un viceré di Napoli – Garcia Avellaneda y Haro – alla metà del Seicento. Una storia appassionante narrata anche nel thriller documentaristico ‘Il Caravaggio perduto’ uscito quest’anno nelle sale italiane, recentemente trasmesso su Sky Arte.
L’Ecce Homo di Caravaggio arriva Napoli dopo la mostra di Roma (‘Caravaggio 2025’, 7 marzo – 20 luglio) diventando l’ospite speciale del Museo e del Real Bosco di Capodimonte per speciale concessione . Per contribuire a una riflessione sul senso dell’Ecce Homo viene messo a confronto con l’Ecce Homo di un artista seguace di Caravaggio come Caracciolo. L’occasione di questa esposizione ‘Capodimonte Doppio Caravaggio’ rappresenta che un omaggio alle celebrazioni per i 2500 anni della città ed è un’iniziativa promossa in collaborazione con il Comune di Napoli.
Durante la presentazione di questa esposizione Eike Schmidt, il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte spiega: “Appena abbiamo saputo che l‘Ecce Homo sarebbe arrivato in Italia ci siamo messi al lavoro per averlo a Napoli al termine della mostra del Giubileo per la quale ci era stata richiesta la Flagellazione. Le celebrazioni dei 2500 anni di Napoli sono stata un’ulteriore motivazione per la realizzazione di questa iniziativa. La nostra politica dei prestiti sarà sempre improntata al protagonismo di Capodimonte e all’esaltazione del suo patrimonio. In particolare, questo ospite speciale per il quale ringraziamo il Ministero della cultura spagnolo e il Museo del Prado, è anche un’occasione di confronto unica che illustra e documenta la fortuna napoletana del modello caravaggesco. Nella stessa sala i visitatori troveranno esposto infatti anche l‘Ecce Homo di Battistello Caracciolo.”.

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