Francesi boicottano i colossi americani: Impatto delle politiche di Trump sui consumi in Francia

Francesi boicottano i colossi americani: Impatto delle politiche di Trump sui consumi in Francia

Un recente sondaggio Ifop, rivela una crescente ondata di boicottaggio verso i prodotti americani in Francia, con particolare impatto su marchi iconici come Coca-Cola e McDonald’s

Un crollo di 40 punti percentuali in poco più di un decennio che rappresenta un cambiamento significativo nell’opinione pubblica francese

Secondo il sondaggio condotto dall’istituto Ifop, su commissione del sito newyorkese NYC.fr, l’immagine degli Stati Uniti ha subito un drastico deterioramento nella percezione dei cittadini francesi. La popolarità americana è precipitata al 25%, un dato allarmante se confrontato con il 65% registrato durante la presidenza Obama nel 2010.

Metodologia e Validità del Sondaggio

Il sondaggio, realizzato mediante un questionario online auto-somministrato nel periodo compreso tra il 14 e il 17 marzo 2025, ha coinvolto un campione rappresentativo di 1000 persone di età pari o superiore ai 18 anni.

La metodologia rigorosa e il campione diversificato conferiscono credibilità ai risultati, permettendo di tracciare un quadro affidabile del sentimento anti -americano che si sta diffondendo in Francia

Questo deterioramento dell’immagine statunitense non si limita a un semplice cambiamento di percezione, ma si traduce in azioni concrete: molti francesi dichiarano di aver cancellato viaggi in programma negli Stati Uniti e, cosa ancora più significativa, di aver iniziato a evitare consapevolmente l’acquisto di prodotti e servizi di origine americana

“Tra i settori maggiormente minacciati dal boicottaggio ci sono le bibite gassate e zuccherate (55%), le catene di fast food (52%) e gli snack americani (52%). Questa tendenza si riflette nella TOP 20 dei marchi più minacciati da questo movimento, tra cui figurano Coca-Cola e molte catene di fast food: Five Guys (38%), Pizza Hut (37%), Subway (36%), KFC (35%), Starbucks (35%) e Domino’s Pizza (34%). E a livello politico, il boicottaggio del fast food sta mobilitando molti elettori verdi e di sinistra, per i quali questo approccio coniuga anche preoccupazioni ambientali e critiche al cibo industriale”

Due francesi su tre hanno accolto l’appello di boicottaggio e uno su tre ha già messo in atto la minaccia non acquistando i loro prodotti

Le percentuali rilevano un calo sugli acquisti di Coca-Cola (48% in meno) e McDonald’s (44% in meno) e evitando di acquistare un veicolo del magnate Musk con la Testa che vede un calo nelle vendite del 19%.

Questi numeri non rappresentano semplici fluttuazioni di mercato, ma riflettono un consapevole rifiuto da parte dei consumatori francesi.

François Kraus, direttore della divisione politica e attualità dell’Ifop, ha definito il boicottaggio francese dei prodotti americani come: “un fenomeno senza precedenti nella storia delle relazioni franco-americane: l’emergere di un ampio movimento di boicottaggio con motivazioni sociologiche senza precedenti”.

La molteplicità delle motivazioni alla base del boicottaggio costituisce un elemento distintivo che conferisce una base più solida e articolata rispetto a semplici proteste circoscritte.

Il boicottaggio, dei prodotti americani, da parte dei consumatori francesi, non rappresenta un fenomeno isolato o transitorio, ma si configura come una tendenza potenzialmente duratura con significative implicazioni, sia economiche che diplomatiche.

Un vero e proprio fronte contro le politiche di un presidente che sta, in varie parti del pianeta, riscontrando l’odio dei cittadini e l’opposizione dei loro regnanti.


In conclusione, il boicottaggio francese, rappresenta non solo un fenomeno di consumo, ma un indicatore di più ampi cambiamenti geopolitici e culturali. Come sottolineato nell’articolo, “non si tra a di un semplice fuoco di paglia, ma di un vero e proprio fronte contro le politiche di un presidente che sta, in varie parti del pianeta, riscontrando l’odio dei cittadini e l’opposizione dei loro regnanti.

Staremo a vedere come le grandi aziende reagiranno ovvero quali strategie di mercato adotteranno , per far fronte a questa ondata di sabotaggio, derivata dalla politica del paese dello Zio Sam.

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