Allarme suicidi nelle carceri italiane
Prigioni invivibili: 24 i detenuti che si sono tolti la vita da inizio anno. Sovraffollamento, mancanza di spazi, di agenti e di figure d’ ascolto le cause principali
I detenuti delle carceri italiane vivono in situazioni drammatiche. Sono già 24 i suicidi nel 2025. Molti anche i tentativi di togliersi la vita, per fortuna, falliti. Inoltre sono in costante aumento i casi di autolesionismo.
Oltre alla privazione della libertà, il sovraffollamento è il principale problema. In media si calcola sia del 130%, ma in alcuni istituti di pena può superare anche il 200%. Celle troppo strette e condizioni igieniche inadeguate. Inoltre spesso manca anche una prospettiva futura. L’ emergenza, se, in questo modo, si può definire, visto che la situazione è così da anni, non risparmia nemmeno gli istituti per minorenni. Il numero di detenuti, al 30 novembre 2024, era molto al di sopra dei posti regolamentari: 62.427 su 51.165. Al problema del sovraffollamento si aggiungono anche la mancanza di risorse e di personale. Scarseggiano agenti di polizia penitenziaria, ma anche amministrativi e circa un terzo dei direttori delle case circondariali ha incarichi in più di un istituto. Mancano inoltre figure come lo psicologo, che possano ascoltare il disagio e le problematiche dei detenuti.
Il Garante per i diritti dei detenuti della regione Campania, Samuele Ciambriello ha dichiarato:” I numeri sono dati allarmanti di un problema che si trascina da decenni. Oltre alla carenza di personale di agenti di polizia penitenziaria, mancanza di figure sociali di ascolto, mancanza di condizioni dignitose della pena, di spazi di socialità, di attività trattamentali, si resta chiusi in cella 20 ore su 24. La politica continua a proporre la costruzione di nuovi fabbricati dimentica invece di garantire condizioni dignitose della pena“.
Voltaire, nel diciottesimo secolo, affermava: «Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri».
Se l’ Italia si definisce un paese civile deve risolvere il problema della vivibilità all’ interno delle carceri. i detenuti dovrebbero poter trascorrere la pena in ambienti idonei. Essere seguiti da medici e psicologi. E soprattutto avere l’opportunità di fare attività rivolte al reinserimento sociale.
Foto in evidenza: NSIN
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