Il Napoli festeggia Partenope
Il Napoli scenderà in campo con la maglia “Partenope” il 14 aprile nella sfida contro l’Empoli al Maradona per festeggiare i 2500 anni della città.
Una maglietta speciale per un evento speciale con il Napoli che scenderà in campo onorando i 2500 anni della città. La data da segnare è il 14 aprile, giorno in cui gli azzurri sfideranno l’Empoli allo stadio Diego Armando Maradona. Un omaggio alla città in attesa del vero e proprio compleanno il 21 dicembre
Ancora nessuna conferma su come sarà e quando verrà annunciata. Le uniche conferme al momento sono legate alla vendita che avverrà solo ed esclusivamente sul sito ufficiale del Calcio Napoli e che si chiuderanno fino ad esaurimento scorte trattandosi di un’edizione limitata. I dettagli dovrebbero invece richiamare le onde del mare con tonalità diverse di azzurro mentre non ancora chiaro se ci saranno altri simboli quali il Vesuvio o la stessa sirena Partenope. Il prezzo non dovrebbe essere diverso dalle ultime maglie speciali fatte dal club negli ultimi anni con un costo tra i 130 e 180 euro.
Una città legata indissolubilmente alla sua protettrice e fondatrice, Partenope (dal greco “quella che sembra una vergine”). I miti collegati alla figura della dea e sirena sono tanti e diversi ma con una cosa che accomuna tutti tra loro: l’amore.
Napoli infatti è stata fondata con amore per amore raffigurato in diverse forme in base a varie interpretazioni nel corso della storia. Dall’impossibilità di viverlo con l’eroe greco Ulisse nell’Odissea di Omero con il suicidio della sirena per non essere riuscita ad ammaliarlo con il suo canto. Passando per una Partenope sognatrice e creatrice di amore, raccontata nei primi del ‘900 da Matilde Serao, che scappa dalla Grecia per avventurarsi nella storia con Cimeo e fondare il popolo napoletano. Fino ad arrivare alla credenza del 1800 in cui Partenope, che già viveva lungo le coste di Napoli, si innamorò del centauro Vesuvio grazie all’aiuto di Eros, o almeno fino a quando Zeus, anch’egli innamorato di Partenope, non decise di trasformare il centauro in un Vulcano. Partenope preferì uccidersi piuttosto che accettare questo sacrilegio e il suo corpo, che finì sull’isolotto di Magaride, assunse la forma di una città incantevole.
L’amore appunto. Un amore riportato in alto dall’arrivo di Antonio Conte che, proprio come Partenope, sta cercando di fondare dalle ceneri qualcosa di straordinario sacrificando le sue corde vocali ogni domenica. La spinta e difesa della sirena arriva grazie ai suoi “partenopei”, figli e protettori di squadra e città. Otto giornate sono tante. “Anema e Core” si, ma ora servirà anche un pizzico di fortuna per il quarto scudetto.
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