Ed è subito Tudor

Ed è subito Tudor

Conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico bianconero, con un obiettivo preciso: il ritorno al DNA juventino.

Tempo di schiarite e timido sole nell’universo Juve, dopo le nubi e la tempesta dei giorni precedenti, terminati con l’esonero di Thiago Motta, è ora di ripartire, e le chiavi del nuovo progetto sono nelle mani di Igor Tudor.

Ex difensore, ex vice allenatore di Pirlo nel 2021, con esperienze da primo allenatore sulle panchine di Verona, Marsiglia, Lazio. A lui il compito di rialzare la Vecchia Signora, traghettarla verso il quarto posto, e guidarla al mondiale per club, ma soprattutto restituirgli quel DNA, quello stile Juve che sembra ormai smarrito da un po’ di tempo.

Stamani alle 12, i cancelli della Continassa si sono riaperti a quattro anni di distanza dall’ultima volta, per le sue prime parole da tecnico bianconero.

Tanti gli argomenti toccati, Tudor ha voluto prima di tutto ringraziare la società per la grande opportunità, crede nella squadra che considera forte, porterà con sé tanto della sua esperienza da calciatore, soprattutto la gestione del gruppo dei suoi “maestri” Lippi e Ancelotti, cercare di trasmettere ai giovani il DNA Juve, perché, come ha sempre ribadito dal primo momento, alla Juventus non si guarda in faccia a nessuno giovani o no bisogna vincere.

Ha avuto modo di conoscere alcuni elementi del gruppo, annunciato Locatelli capitano, non ha uno stile di gioco predefinito, cercherà di adattarsi ai suoi giocatori, mettendoli nelle posizioni giuste per farli rendere al meglio, soprattutto Koopmeiners e Yildiz, non importa difesa a 3 o a 4, l’importante è l’aggressività, lo spirito di sacrificio, attaccare con tanti uomini e coperture preventive.

Ha ribadito la sua stima per Vlahovic, un attaccante che gli è sempre piaciuto, che può giocare in coppia con Kolo Muani.

Gli piace l’appellativo di Mr Wolf, sicuramente la sua Juve indosserà elmetto e fucile per andare in guerra, ma allo stesso tempo cercherà di trasmettere il messaggio, in maniera leggera senza ansia e pressione.

Insomma è un Igor Tudor molto determinato, perfettamente calato nel mondo Juve, pronto a giocarsi tutte le sue carte, sia per riconoscenza nei confronti di Madama, sia perché in cuor suo, non si sente un traghettatore, è deciso in questo tempo che gli è concesso, di provare a regalarsi un sogno, tenersi stretta la Juve, la “sua” Juve.

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