Se ne andato Big George, leggenda della boxe.
George Foreman, il campione di pugilato è morto venerdì in un ospedale di Houston, aveva 76 anni. Fu sconfitto da Muhammad Alì nel 1974, 20 anni dopo si riprese il titolo.
Foreman, nato il 10 gennaio 1949 a Marshall, in Texas, ha avuto una lunghissima carriera sportiva, divisa in due parti. La sua fama inizia con la medaglia d’ oro alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968. L’ anno successivo passa al professionismo e diventa campione del mondo una prima volta a 24 anni, dopo aver battuto il campione in carica Joe Frazier nel 1973. La prima sconfitta arriva nel 1974 contro Muhammad Alì per ko all’ ottavo round. L’ incontro” The Rumble in the Jungle” svoltosi a Kinshasa, è considerato il più bell’ incontro della storia della boxe. Si ritira dal pugilato una prima volta nel 1977, dopo la sconfitta contro Alì e un’altra contro Jimmy Young. Cambia in maniera radicale il suo stile di vita e si avvicina alla religione: diventa ministro ordinato di culto. Tornato sul ring dopo molti anni dal ritiro, ottiene nuova popolarità, battendo il campione in carica Michael Moorer, all’epoca 26enne. Entra così nella leggenda, unico peso massimo, che conquista il titolo di Campione all’ età di 45 anni, il più vecchio peso massimo campione del mondo di tutti i tempi.

Dopo il secondo ritiro ottiene un discreto successo come imprenditore e testimonial di una società di bistecchiere. Nel mondo del pugilato Foreman è stato un punto di riferimento per generazioni di atleti. Non aveva in dote grande tecnica ed eleganza, ma fu uno dei più potenti “picchiatori” di sempre, il modo in cui sono definiti in gergo i pugili con grande forza fisica.
Personalità schiva e quindi non molto amata dal pubblico, “il cattivo da sconfiggere”, è stato un gran lottatore, che ha lasciato in eredità la sua tenacia, la voglia di non arrendersi e soprattutto leggendarie pagine di sport.
foto in evidenza: La Repubblica
foto all’ interno: The Independent
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