Stipendi arretrati docenti: le ultime novità

Stipendi arretrati docenti: le ultime novità

Arretrati docenti 2025: tutte le novità su importi e tempistiche di pagamento

Il mondo della scuola italiana sta vivendo un momento cruciale con l’imminente erogazione degli arretrati previsti dal nuovo contratto collettivo nazionale del comparto istruzione. Dopo la firma del CCNL 2022-2024 avvenuta il 5 novembre 2024, migliaia di docenti e personale ATA attendono le somme arretrate che si sono accumulate nel biennio 2024-2025.

Gli importi degli arretrati per i docenti

Le somme spettanti variano significativamente in base al profilo professionale e all’anzianità di servizio, oscillando tra 1.149 euro per gli insegnanti di infanzia e primaria con minore anzianità fino a 1.917 euro per i docenti laureati delle scuole secondarie di secondo grado con oltre 35 anni di servizio.

Nel dettaglio, secondo i dati forniti dai sindacati, il personale docente percepirà:

Docenti infanzia e primaria:

  • Da 1.291,84 euro (fascia 0-8 anni) a 1.890,24 euro (oltre 35 anni di anzianità)
  • Più una tantum di 111,70 euro
  • Totale complessivo: da 1.403,54 a 2.001,94 euro

Docenti laureati di scuola secondaria di secondo grado:

  • Da 1.381,80 euro (fascia 0-8 anni) a 2.149,98 euro (oltre 35 anni di anzianità)
  • Più una tantum di 111,70 euro
  • Totale complessivo: da 1.493,50 a 2.261,68 euro

Gli arretrati coprono il periodo compreso tra gennaio 2024 e dicembre 2025 e rappresentano gli incrementi stipendiali previsti dal contratto ma non ancora corrisposti.

Quando arriveranno i pagamenti

La questione più attesa riguarda le tempistiche di erogazione. Poiché gli arretrati non sono presenti nel cedolino di gennaio 2026, i sindacati hanno confermato che le somme verranno accreditate entro la fine di febbraio 2026. Non è esclusa la possibilità di un’emissione speciale a fine gennaio, ma lo scenario più probabile prevede il pagamento tra gennaio e febbraio 2026.

Questo lieve slittamento rispetto alle previsioni iniziali è dovuto ai tempi tecnici necessari per la registrazione del contratto da parte della Corte dei Conti e per l’adeguamento delle tabelle stipendiali nel sistema NoiPA.

Il vantaggio della tassazione separata

Un aspetto interessante riguarda il regime fiscale applicato agli arretrati. Se il pagamento avverrà nel 2026, come sembra ormai certo, scatterà la tassazione separata che per molti docenti potrebbe tradursi in un vantaggio fiscale stimato tra 80 e 100 euro rispetto a un’erogazione effettuata entro l’anno solare 2025.

Gli aumenti mensili permanenti

Oltre agli arretrati una tantum, il nuovo contratto prevede incrementi stipendiali permanenti che variano in base al profilo e all’anzianità:

  • Docenti infanzia e primaria: da 52,74 euro netti mensili (0-8 anni) a 77,44 euro (oltre 35 anni)
  • Docenti laureati secondaria secondo grado: da 56,20 euro netti mensili (0-8 anni) a 87,43 euro (oltre 35 anni)

Questi aumenti sono calcolati al netto dell’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) già erogata in precedenza.

Personale ATA: non solo docenti

Anche il personale amministrativo, tecnico e ausiliario beneficerà degli arretrati, con importi che vanno dai 911 euro dei collaboratori scolastici fino a 2.326 euro per i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA).

Come verificare il pagamento

I docenti potranno verificare l’accredito degli arretrati consultando il proprio cedolino sul portale NoiPA, dove sarà visibile il dettaglio delle somme erogate. In caso di problematiche o ritardi, è consigliabile rivolgersi alle segreterie scolastiche o ai sindacati di categoria.

Verso il nuovo contratto 2025-2027

Con la chiusura della parte economica del CCNL 2022-2024, si apre già il tavolo di trattativa per il contratto 2025-2027, per il quale sono previsti ulteriori 140 euro lordi medi di aumento e l’estensione dei buoni pasto anche al personale scolastico, una richiesta storica dei sindacati.

L’erogazione degli arretrati rappresenta un importante riconoscimento economico per una categoria che ha attraversato anni difficili senza rinnovi contrattuali adeguati, anche se gli stipendi dei docenti italiani rimangono ancora distanti rispetto a quelli dei colleghi europei.

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