Con-te ri-partirò?

Con-te ri-partirò?

A pochi giorni dalla vittoria del quarto scudetto, il Napoli aspetta di sapere se Antonio Conte siederà ancora sulla panchina azzurra

Un martedì 27 maggio che lascia tifosi e giornalisti ancora senza una risposta sul futuro di Antonio Conte. Dopo l’udienza in Vaticano, in cui squadra e società hanno incontrato Papa Leone XIV, il tecnico leccese e il presidente De Laurentiis si sono riuniti nella residenza romana del patron azzurro. Un incontro che ha visto anche la presenza del direttore sportivo Giovanni Manna e dell’amministratore delegato Andrea Chiavelli. Il tutto durato all’incirca tre ore, ma che non ha saputo dare una fine ad una storia iniziata i primi di febbraio.

Non lo scopriamo di certo oggi di questo “astio” creatosi tra Conte e la società. Il tutto è cominciato il primo febbraio, con la conferenza stampa pre-Roma e post-mercato invernale. Un mercato segnato fortemente dall’addio di Kvaratskhelia con destinazione PSG e l’incasso di 75 milioni. Milioni che però sono rimasti ben saldi nelle casse della società, visto che a rimpiazzare il georgiano è stato preso in prestito un Okafor dal Milan preso solo per far numero. Lo svizzero non è mai stato considerato da Conte. E per darvi un’idea, gli ultimi (pochi) minuti giocati, risalgono al 16 marzo nel pareggio contro il Venezia.

Da lì in poi, le conferenze stampa del tecnico salentino, sono diventate una vera è proprio telenovela. Ogni settimana Conte “attaccava”, senza troppi giri di parole, la società, mandando chiari segnali al presidente. Prima criticando il centro sportivo di Castel Volturno, ritenuto non all’altezza del Napoli e causa di diversi infortuni alquanto particolari. Poi facendo sempre riferimento a quel mancato mercato di riparazione, in cui non è stato tappato quel buco lasciato dall’ex 77 azzurro.

E poi il cambio di mentalità. Niente più frecciatine, ma solo un continuo elogio ai suoi “guerrieri”. Quei guerrieri che hanno mandato in delirio un popolo napoletano con la conquista di un quarto scudetto tanto sofferto quanto inaspettato. Inaspettato proprio perché reduci da un decimo posto non all’altezza di una squadra campione d’Italia. Ma la bravura di Conte, come ben sappiamo, è questa; prendere un collettivo in difficoltà e portarlo alla vittoria. È la terza volta che riesce a fare una cosa del genere, ovvero vincere lo Scudetto al primo anno con tre squadre diverse (sono quattro totali se aggiungiamo anche la Premier con il Chelsea). È il primo allenatore a riuscire in quest’impresa.

La festa scudetto tra presente e futuro

IMG_4304-2-1024x492 Con-te ri-partirò?

E poi va via. Un marchio di fabbrica di Conte: lasciare da vincente. Il suo futuro è ancora incerto e la suggestione ritorno a casa, è più viva che mai. Quella Juventus amata che torna a chiamarlo in un momento di crisi totale. Rivogliono colui che lanciò la striscia più lunga di scudetti vinti nella storia della Serie A con 9 successi conquistati dai bianconeri. E pensate un po’, in quella storia fa parte anche un certo Massimiliano Allegri, primo nome sul taccuino di De Laurentiis in caso di separazione con Conte.

Le due parti si sono dati del tempo per riflettere sulla situazione. I tifosi napoletani c’hanno messo del loro mettendo tutto l’amore e tutta la passione possibile durante la festa scudetto, per mettere ancora più pensieri per la testa al loro eroe. Quella festa e quell’entusiasmo messo in evidenza stesso da Conte, che ha sottolineato di non aver mai visto così tanto fervore da parte di un popolo. Ha anche evidenziato che ADL è un vincente, proprio come lui.

Proprio il presidente sta alimentando sempre di più dubbi e perplessità nella mente di Conte, mettendogli (forse) a disposizione già da subito un certo Kevin De Bruyne e quel famoso monte ingaggi da 200 milioni. Ora si possono fare tutte le predizioni possibili ed inimmaginabili, ma forse adesso la palla passa alla moglie del tecnico leccese, che con quel “Farò di tutto” durante la parata, ha voluto dire tutto e niente. Anche perché d’altronde si sa, bisogna sempre ascoltare i consigli di famiglia.

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