l’Italia non è un paese per i giovani

l’Italia non è un paese per i giovani

La Nazionale di Spalletti specchio del campionato e del paese, nessuna delle prime dieci squadre schiera titolare un under 21. Andiamo a scoprire le possibili cause del perché di tale crisi del movimento.

I numeri purtroppo parlano chiaro, la Nazionale italiana di calcio sono otto anni che non partecipa alla fase finale di Coppa del Mondo, incredibile soltanto a pensarlo qualche anno fa, l’Italia con quattro titoli mondiali, culla del movimento per antonomasia. Come può una superpotenza vivere quasi una decade di crisi profonda?.

Le cause possono essere innumerevoli, ma oggi vorrei soffermarmi su quella che secondo me è la più grave, la mentalità.

Il movimento sportivo italiano tende a non investire sui giovani italiani. Sicuramente alla base è una questione di costi, un giovane straniero viene a costare molto di meno, ed infatti i nostri settori giovanili oramai sono fatti solo da ragazzini stranieri, ma come dicevo nei confronti dei giovani italiani c’è molto scetticismo.

Se all’estero ci stropicciamo gli occhi dinanzi alle prodezze di Lamine Yamal, attribuendo alla sfortuna, il fatto di non avere nelle nostre fila un talento del genere, io dico che la colpa è nostra, della nostra mentalità.

Esempio eclatante il Milan. I rossoneri annoverano tra le proprie file un giovane centravanti di nome Francesco Camarda, 17 anni che fa parlare di sé da quando ne ha 9, attaccante che si è fatto largo fino ad arrivare al campionato primavera sotto età a suon di goal.

In un paese normale Camarda alla sua età conterebbe già almeno cinquanta presenze nel massimo campionato nazionale, ed almeno la metà nelle coppe europee.

La realtà racconta tutt’altro, il giovane bomber è bloccato nel Milan Futuro, che ha appena perso i playout di lega pro contro Spal ed è retrocesso.

La prima squadra, che non può più contare sulla floridità del periodo d’oro berlusconiano, preferisce puntare su Jovic, bomber croato mollato dalla Fiorentina, appena 3 goal in stagione e Tamy Abraham, prestito dalla Roma dopo un lungo stop per infortunio.

Purtroppo di Camarda ne contiamo tantissimi, Vicario dopo una grandissima stagione all’Empoli è andato a cercare fortuna in Inghilterra al Tottenham, nelle squadre di vertice solo Napoli e Juventus hanno un portiere italiano, lo stesso Calafiori, Udogie, passando per Scamacca, Lucca.

La lista è lunghissima, gli altri sport non se la passano meglio, se non alcuni grazie alle regole che li impongono. Gli ultimi prodotti di livello sono gli interisti Barella e Bastoni oramai 28 e 26 anni, dietro di loro purtroppo il vuoto.

Il talento c’è perché l’Italia ha fatto ottime competizioni giovanili, i vari Casadei, Ricci, Calafiori sono ottimi prospetti, ma la loro crescita è bloccata, i primi due giocano nel Torino dove non hanno visibilità europea, non giocando competizioni internazionali purtroppo è inevitabile poi non performare ad un certo livello e di conseguenza in nazionale.

Calafiori è stato costretto ad andare all’Arsenal, si è preferito investire su Bremer o su Pavlovic.

Buongiorno 26 anni del Napoli, l’anno prossimo sarà la sua prima apparizione in Champions.

Domenico Berardi, a 30 anni talento riconosciuto ha all’attivo un girone di Europa League con il Sassuolo, è andato in B e nessuna squadra di serie A ci ha investito.

Con questa situazione è chiaro avere una Nazionale che fa fatica, e allora come potremo arrestare questa emorragia?.

Quando non ci arriva il genio, la visionarietà, ci vogliono le regole, bisogna imporre alle squadre sei undicesimi italiani, tre dei quali under 21 incentivandoli con premi in denaro.

Clausole rescissoria più basse per le top squadre italiane in modo da agevolare i trasferimenti.

Squadre primavera composte da solo giovani italiani di nascita e formazione, con l’obbligo di portarne in prima squadra buona parte.

Questi possono essere alcuni suggerimenti, perché il talento e le possibilità ci sono, bisogna soltanto avere pazienza e coraggio, solo così potremmo tornare a goderci il talento di Rivera, Baggio, Del Piero e ravvivare quello splendido azzurro che tanto ci ha fatto sognare.

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