Da McTominay a “McFratm”, alla conquista di quel sogno chiamato Scudetto
La sconfitta dell’Inter in casa con la Roma e la doppietta di McTominay contro il Torino, regalano (di nuovo) al Napoli il primo posto in classifica a quattro giornate dalla fine del campionato di Serie A.
Dalla Scozia con furore è arrivato lui, un ragazzo classe ’96, alto 193 cm, con quella chioma bionda che sta facendo letteralmente innamorare i tifosi azzurri e il calcio italiano. Scott McTominay in pochi mesi ha conquistato il cuore di Antonio Conte e di tutta la piazza napoletana a suon di gol e baci allo stemma. Si perché già da quell’esordio contro il Palermo in Coppa Italia, con tanto di gol e allegato bacio allo scudetto partenopeo, aveva fatto intendere che questo ragazzo proveniente dal Manchester United avrebbe scritto qualcosa d’importante all’ombra del Vesuvio.
Non lo scopriamo di certo oggi il talento di questo ragazzo. Dalle parti di Manchester però non gli veniva concesso quello spazio che meritava in un United in completa crisi. E forse ora si staranno mangiando le mani con i soli 30 milioni richiesti per lasciarlo partire. Già con i “red devils” lo scozzese aveva dato segnali di un certo talento che andava solo limato. E quale miglior allenatore di Antonio Conte poteva riuscire a farlo. Il tecnico salentino l’ha voluto fortemente ed in così poco tempo è riuscito a metterlo sempre di più al centro del gioco azzurro.
Fisico, inserimento, intelligenza tattica e soprattutto quel fiuto del gol che a tratti ricorda il primo Hamsik. Sono undici in campionato con la doppietta di ieri sera rifilata al Torino, dodici in stagione se vogliamo aggiungerci quello in Coppa Italia. Il centrocampista perfetto capace di far risaltare anche le qualità dei suoi due compagni di reparto Lobotka e Anguissa. Lo slovacco ha ritrovato quella centralità un po’ persa dopo l’addio di Spalletti, mentre per il camerunense il discorso è diverso. Il 99 azzurro sembrava destinato alla panchina dopo l’arrivo di Scott. E invece si è rimboccato le maniche diventando indispensabile in mezzo al campo per gli schemi di Conte e trovando anche il record personale di reti in un singolo campionato con sei gol.
Il Napoli è lì, sempre vivo e senza alcuna voglia di mollare. L’Inter d’altro canto ci sta mettendo del suo, dimostrando di essere stanco dopo una stagione ricca d’impegni. Dopo il gol del vantaggio giallorosso firmato Soulè, i nerazzurri non sono riusciti minimamente a creare occasioni pericolose. Aldilà del presunto rigore non concesso per il contatto N’dicka-Bisseck, gli uomini d’Inzaghi sembrano lontani anni luce da coloro che lottavamo fino ad una settimana fa per il “triplete”. Senza forze e il pesante k.o. nel derby, con tanto di eliminazione dalla Coppa Italia, ha mentalmente abbattuto i nerazzurri. E il Barcellona in semifinale di Champions tra due giorni, non aiuta di certo una situazione già critica di suo. Quattro giornate alla fine del campionato sono tante e nel calcio può succedere di tutto. Ma il Napoli ora è primo e ha quel fattore McTominay che la sta facendo da padrona.
Ora i napoletani, giustamente, avranno attivato tutti gli scongiuri del caso. Lo scozzese però si sta caricando sempre di più sulle spalle un Napoli che sembrava ferito dopo lo scorso, brutto, campionato fatto da campioni d’Italia. Ora invece è in vetta e vede tutti dall’alto da un’altezza di un metro e novantatré. Ormai è diventato un vero e proprio napoletano. “McFratm” spera di fare, proprio come ad un fratello, un bel regalo: il quarto Scudetto.
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